AIAC_922 - Brentino-Belluno in Valdadige - 2009Lungo la riva destra dell’Adige, nel fondovalle della Val Lagarina che separa il Monte Baldo dalla Lessinia, si colloca l’insediamento veronese di Brentino Belluno, dove l’Università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, ha avviato dal 2004 un progetto di ricerca e di indagini archeologiche, costituendo anche l’occasione per realizzare uno scavo-scuola.
Si tratta di un complesso architettonico a carattere rustico di età romana, di notevole estensione (oltre 2000 mq), già messo parzialmente in luce tra il 1968 e il 1971 in occasione dei lavori di costruzione dell’autostrada Verona-Brennero. Dotato di almeno due cortili e di diversi ambienti con funzione abitativa e produttiva, è probabile che si tratti di una mansio, con una continuità di vita compresa tra il I e la fine del V-metà VI sec. d.C., ma con alcune sporadiche frequentazioni che giungono fino al XIII secolo.
Nel corso delle indagini è stato possibile definire la reale estensione dell’intero complesso, interamente documentato, comprenderne la funzione e il contesto topografico. Nella campagna del 2009, in particolare, è stato individuato il limite occidentale della _mansio_, costituito da un lungo poderoso muro nord-sud, con annessa un’ampia canaletta esterna costruita con grandi tegole intere.
L’identificazione di un vano rettangolare con alzati rivestiti di intonaco bianco e pavimento in cocciopesto, in parte ancora coperto dal crollo del soffitto che reca tracce di incannucciata, rende plausibile l’ipotesi che la zona residenziale dell’impianto rustico si debba collocare lungo il lato occidentale del complesso. A ovest del muro perimetrale, le indagini hanno anche scoperto un lungo tratto di _via glareata_ con andamento N-S, costituita da ghiaino costipato, terreno limoso, sassi di piccole dimensioni, che rivela anche numerosi interventi di livellamento e di innalzamento. Si tratta probabilmente di un diverticolo della Via Claudia Augusta Padana che, staccandosi dalla via Postumia all’altezza di Ostiglia sul Po, passando per Verona e attraversando la valle Atesina, si dirigeva verso Trento, fino a oltrepassare le Alpi in direzione del _Noricum_ (Austria) e della _Vindelicia_, mentre con un altro segmento proseguiva verso il Veneto orientale. A ovest di questa via si è messo in luce inoltre un altro edificio rustico isolato in mezzo a un territorio agricolo, costituito da due vani con livelli pavimentali in terra battuta, successivamente ampliato durante l’età medio-imperiale/tardo antica e separato dalla strada dal complesso più grande.
E’ stata infine accertata anche una frequentazione pre-romana, come indicano alcune strutture di età retica utilizzate come fondazioni delle murature romane e come contenimento delle spinte del terreno che da monte agivano verso valle.