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Season Team
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AIAC_1150 - Santa Barbara - 2007
Lo scavo arrestatosi nel 2002, viene ripreso nel 2007.
L’insediamento neolitico nella contrada di Santa Barbara insiste sul secondo rialzo subcostiero a 1,5 km dalla costa adriatica. Il sito archeologico, indagato dalla metà degli anni settanta, è stato interessato da due periodi di frequentazione.
Nel primo (VI-V millennio a.C.), fu impiantato un villaggio di capanne (delle quali restano buche di palo), perimetrato, seppur a tratti, da un fossato. All’epoca la comunità organizzata praticava un’agricoltura primitiva ed una pastorizia stabulata, oltre ad attività collaterali e saltuarie come quella venatoria o quella artigianale, destinata alla produzione delle ceramiche e di strumenti d’uso comune.
Nel secondo periodo di frequentazione (metà del IV millennio a.C.), compare una nuova generazione di agricoltori con una forte propensione per la caccia selettiva e per l’artigianato ceramico. Essa introdusse l’uso di ipogei artificiali, dalla complessa struttura, generalmente con ingressi alla base dei fossati. L’ipogeo Manfredi ne costituisce l’esempio più evidente.
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AIAC_1150 - Santa Barbara - 2009
L’importantissimo insediamento neolitico in contrada Santa Barbara, nel territorio di Polignano a Mare, insiste sul secondo rialzo subcostiero (circa 60 m. sul livello del mare) a 1,5 Km. dalla costa. Il sito archeologico, indagato dalla metà degli anni settanta, è stato interessato da due periodi di frequentazione. Nel primo periodo (VI-V millennio a.C.), nell’area fu impiantato un villaggio, che era perimetrato, sia pure a tratti, da un fossato, che lo rende eccezionale nella Puglia centrale, ed era caratterizzato da capanne delle quali restano buche di pali. Negli ultimi tempi l’attività archeologica si è allargata al pianoro perimetrato dai segmenti di fossato dove sono stati indagati in più punti le buche di fondazione delle capanne. Ciò ha comportato un nuovo orientamento della ricerca, che in questo caso ha riguardato il periodo di frequentazione arcaico, precedente l’apertura degli ipogei.
Lo stesso programma ha riguardato le trincee-fossato (in particolare quella sul lato nord-orientale), che risalgono allo stesso periodo. All’epoca la comunità organizzata praticava un’agricoltura primitiva ed una pastorizia stabulata oltre ad attività collaterali e saltuarie come ad esempio quella venatoria ovvero quella artigianale, destinata alla produzione delle ceramiche e della strumentazione d’uso comune. Nel secondo periodo di frequentazione (metà del IV millennio a.C.), a Santa Barbara, troviamo insediata una nuova generazione di coltivatori con una forte propensione questa volta per la caccia selettiva e per l’artigianato ceramico. Essa introdusse l’usanza di modellare ipogei artificiali, dalla complessa strutturazione, generalmente con ingressi alla base dei fossati. L’ipogeo Manfredi che fra l’altro è stato oggetto delle ricerche più approfondite, ne costituisce nel medesimo tempo l’esempio più evidente e dunque, allo stato delle conoscenze, quello più leggibile. Per questo ipogeo disponiamo di datazioni radiometriche: 3670±130 a.C. (BM 2257) e 4170±170 a.C. (BM 2256), dove BM sta per Britsh Museum. Sul segmento di fossato meridionale è stato individuato un riempimento probabilmente primario al tetto del quale sono stati individuati tre piccoli tumuli contenenti inumati rannicchiati.