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Raphaël Macario

Season Team

  • AIAC_2184 - Panificio I 12, 1-2 - 2009
    L’obiettivo principale del progetto “Pistrina – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi. A seguito della campagna 2009, i vari saggi eseguiti hanno permesso di proporre una cronologia relativa – ancora ipotetica – per lo sviluppo del panificio, percepito attraverso la sala delle macine. Dopo una fase forse originaria per la casa che compredeva una bottega, il panificio è stato creato con la costruzione di uno spazio contenente due macine. In una fase successiva, una terza macina viene aggiunta a nord delle due prime, dopo l’obliterazione della bottega che fronteggeva la via dell’Abbondanza. Dopo il terremoto del 62, l’architettura della sala viene cambiata: tutti i muri divisori sono abbattuti per creare una grande stanza con due colonne per sopportare il primo piano. L’ultima fase, che si svolge molto probabilmente nella seconda metà degli anni 70 d.C., vede una nuova estensione delle capacità macinatorie del panificio: una volta abattuto il muro divisorio tra la sala principale e la stanza 3, viene aggiunta una quarta macina, sprovvista del consueto basolato.
  • AIAC_2186 - Panificio IX 3, 19-20 - 2009
    L’obiettivo principale del progetto “Pistrina – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e delll’organizzazione degli spazi produttivi. Durante questa campagna, abbiamo approfondito i saggi iniziati nel 2008, ad ovest della stanza della macine. Malgrado le forti perturbazioni della stratigrafia – dovute ad un cedimento del terreno – si sono potute osservare le grandi modifiche attorno al panificio, nelle stanze 118 e 121. Lo scavo ha permesso di riconoscere e di studiare le trasformazioni del sistema di approviggionamento idrico, le cui cisterne sono state individuate o localizzate. L’installazione del panificio in questa casa potrebbe risalire alle conseguenze del terremoto del 62 d.C. In concomitanza con la creazione dell’impianto di lavorazione del grano, viene trasformato anche il sistema idraulico, funzionale alla costruzione di un sistema che potrebbe permettere di lavare il grano. Tuttavia, il collegamento con l’aqua proveniente del castellum aquae non avviene prima dell’ultima fase della casa, dopo importanti lavori di ristrutturazione.
  • AIAC_2984 - Panificio V, 3, 8 - 2012
    L’obiettivo principale del progetto “ _Pistrina_ – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi. Dal 2012, le indagini stratigrafiche, svolte in cinque panifici durante gli anni scorsi, sono terminate. Oramai, lo scopo è di pulire ogni impianto produttivo in modo di potere completare la catalogazione delle strutture legate alla confezione del pane e di intravedere elementi di cronologia relativa pertinenti al loro sviluppo nelle case dove sono impiantate. In questo panificio le operazioni si sono concentrate nelle stanze 4 e 5. In particolare i lavori concentratisi nell'antico atrio della casa, li dove le macine sono state installate, ha permesso di metter in evidenza un rifacimento dell'impluvio che trova paragoni in altri panifici da noi analizzati. La vasca dell'impluvio, viene infatti trasformata in un bacino vero e proprio grazie alla costruzione di bassi muretti tutt'intorno. La pulizia del fondo ha inoltre permesso di riconoscere in una traccia al negativo, un'altra struttura, un muretto est-ovest che permetteva di dividere in due zone distinte la vasca così creata. Questo sistema è da mettere in relazione al flottaggio del grano, operazione precedente alla molitura. È difficile stabilire se questa innovazione tecnica sia in connessione ad un probabile aumento della capacità di molitura come l'analisi dei basoli delle due macine occidentali sembra testimoniare. La pulizia della stratificazione moderna nella stanza 5 ha messo in evidenza un basso muretto nel quale erano inseriti due bacini di terracotta che accoglievano la pasta del pane per una prima levatura (oggi si conserva uno solo dei due bacini). La stanza presenta un pavimento in terra battuta in leggera pendenza verso est, dal forno verso la stanza dell'impastatrice.
  • AIAC_2986 - Panificio della casa del Laocoonte VI 14, 28-32 - 2012
    L’obiettivo principale del progetto “ _Pistrina_ – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi. Dal 2012, le indagini stratigrafiche, svolte in cinque panifici durante gli anni scorsi, sono terminate. Oramai, lo scopo è di pulire ogni impianto produttivo in modo di potere completare la catalogazione delle strutture legate alla confezione del pane e di intravedere elementi di cronologia relativa pertinenti al loro sviluppo nelle case dove sono impiantate. La pulizia effettuata nelle panificio che apre su vicolo di Mercurio ha messo in luce soprattutto un interessante sistema idraulico di arrivo e scarico delle acque. Le operazioni si sono concentrate in particolare davanti il forno e nello spazio di molitura oltre che nella sala di preparazione dei pani. Quest'ultima, frutto dell'estensione del panificio a discapito della contigua casa del Laocoonte. Il dislivello tra la parte nord del panificio e questa stanza, circa 40 cm. è stato superato grazie ad una rampa in muratura per l'installazione della quale è stato tagliato il pavimento precedente. La parte occidentale della stanza ospita i supporti in muratura (di cui uno trovato in crollo) per il tavolo sul quale venivano formati i pani. Contro il muro nord una _meta_ e un _catillus_ in reimpiego dovevano fungere da supporto per due contenitori, oggi scomparsi, funzionali alla prima lievitazione della pasta. Al centro, installata tagliando il pavimento, l'impastatrice completa l'attrezzatura standard di questo tipo di stanze. Nella parte anteriore del panificio, nella sala della macine, è risultato chiaro come la posa in opera del basolato sia stata effettuata con il semplice taglio del pavimento precedente, riutilizzato nelle altre parti della stanza. Davanti il forno, verso ovest una vasca ricavata in un blocco di tufo era funzionale ad accogliere le braci per accendere il fuoco mentre lo stato di conservazione del forno non permette osservazioni dettagliate tranne per delle tracce di bruciatura sul lato ovest, probabilmente da mettere in relazione alla presenza di una caldaia per l'acqua. Davanti al forno il pavimento in terra battuta è stato fortemente perturbato dall'installazione di condotti idraulici e pozzi neri. In effetti all'angolo nord-ovest della stanza una conduttura di terracotta convogliava le acque nere da un secondo piano verso una fossa biologica probabilmente utilizzata dallo stesso panificio. Verso nord, nella contigua sala delle macine una bocca di cisterna accoglieva le acque provenienti da un condotto rivestito in cocciopesto che piega ad angolo retto in corrispondenza della cisterna. Il suo stato di conservazione dovuto in parte ad un rifacimento al momento dell'istallazione del panificio non permette di avanzare delle ipotesi convincenti. Infine, sono stati osservati due condotti di troppo pieno che dalla cisterna si dirigono verso sud la cui installazione, come si diceva ha perturbato la pavimentazione antistante il forno.