Skip to main content
Season Team
-
AIAC_2477 - Masseria De Carolis - 2008
Con la campagna d’indagine del 2008 la nostra conoscenza del sito si è arricchita enormemente. Infatti sono stati eseguiti cinque saggi stratigrafici in diversi punti del sito, ciò ha permesso di individuare, anche se in alcuni casi solo parzialmente, dieci ambienti. I due ambienti voltati (“g” e “f”), già parzialmente esposti nel 1988, sono stati scavati interamente e sono stati identificati come _praefurnia_.
Il primo ambiente ad ovest “g” è voltato ed è costituito da un _praefurnium_ con lunga fornace (probabilmente per l’uso combinato di bollitori in metallo – aenea – e _testudo alveolorum_ ), scala d’accesso al piano della fornace, e tre aperture, due sul muro est (una di queste dà accesso all’ambiente “f”) ed una sul muro nord. Il _praefurnium_ riscalda il _calidarium_ “e”, provvisto di _suspensurae_ e solo parzialmente scavato. L’ambiente voltato “f” ha un unico accesso sul muro ovest ed è anch’esso un _praefurnium_, provvisto di due piccole fornaci, una sul lato sud, l’altra su quello est. Gli ambienti “d” (parzialmente scavato), “c” e “b” si trovano a sud dei due _praefurnia_ e sono provvisti di _suspensurae_. L’ambiente “c” conserva inoltre il pavimento ad ipocausto, crollato nella parte centrale prima dell’eruzione, ed il primo filare di tubuli. L’ambiente “b” è probabilmente il tepidarium, in quanto riceve calore in modo indiretto, tramite un’apertura nell’ipocausto con l’ambiente “d”. Esso è collegato inoltre tramite un passaggio con l’ambiente “a”, che probabilmente in origine era il _frigidarium_. Nel settore nord-est del sito sono tre ambienti ancora non indagati e di incerta funzione.
Le fasi di interro vulcanoclastiche individuate nella campagna 2007 sono state confermate e sono state individuate le direttrici dei flussi, la principale da est (Somma-Vesuvio) verso ovest, la seconda da nord verso sud, con conseguente assottigliamento degli interri e raffinamento del materiale.
Gli strati antropici sono tutti datati al V secolo d.C., sebbene in alcuni si noti la presenza di materiale di II e III secolo al loro interno. Ciò probabilmente corrisponde all’asportazione dei piani pavimentali di molti degli ambienti, che ha portato ad uno sconvolgimento dei cavi di fondazione. Gli approfondimenti sotto il livello di fondazione hanno però permesso di osservare uno spesso interro cineritico identificato con quello dell’eruzione vesuviana del 79 d.C. L’interpretazione fornita dai vulcanologi è stata confermata dalla presenza di ceramica ed affreschi del I secolo d.C. sopra e sotto l’interro cineritico.
Il _terminus post quem_ fornito dalle ceneri del 79 d.C. rinforza – insieme con il materiale residuale nei contesti di V – la datazione del complesso al II/III secolo d.C. Non è ancora chiaro se l’edificio sia un complesso termale autonomo o relativo ad una villa residenziale.
-
AIAC_2477 - Masseria De Carolis - 2009
Per la campagna 2009 sono stati aperti numerosi saggi in diversi punti del sito. Nel settore sud-ovest sono stati aperti due saggi per delimitare con più precisione i calidaria “e” e “d”. Purtroppo quest’area ha sofferto della distruzione causata dai mezzi d’opera nel 1988 in modo maggiore rispetto al resto del sito. Infatti, tracce di benna meccanica sono state individuate sui piani pavimentali degli ipocausti e gli alzati sono stati quasi interamente erasi.
Le aree nord ed est consentono invece di recuperare l’intera sequenza stratigrafica.
A nord del prefurnio “g”, l’ambiente “h” (probabilmente il deposito del legname/carbone), è stato scavato interamente ed ha consentito di recuperare informazioni utili sia sulla natura dell’interro vulcanoclastico del 472 d.C., sia sul legname utilizzato per riscaldare gli ambienti termali. Al di sopra dell’ambiente “h” è la cisterna “i”, anch’essa scavata interamente. Dopo l’eruzione del 472, la cisterna è stata svuotata ed utilizzata, insieme con altre porzioni dell’area nord del sito, per poi essere sepolta dalle ceneri dell’eruzione del 505/512 d.C. All’interno di questo strato sono state ritrovate numerose foglie carbonizzate che, insieme con i campioni antracologici prelevati negli anni precedenti, consentono la ricostruzione delle coltivazioni tardoantiche in area vesuviana.
Durante questa stagione è stato inoltre eseguito il campionamento delle malte e la scansione tridimensionale del sito.
-
AIAC_2477 - Masseria De Carolis - 2010
Per la campagna 2010 l’indagine si è concentrata principalmente sul versante meridionale del sito, dove si trovano gli ambienti riscaldati delle terme ed il cortile ad essi antistante. Lo scavo all’interno del _calidarium_ “e” ha consentito di delinearne quasi interamente il perimetro. La stratigrafia al suo interno appariva ampiamente sconvolta dai lavori edili avvenuti al tempo della scoperta del sito, nel 1988. Ciononostante, al di sotto è stato rinvenuto il pavimento dell’ipocausto, in parte spoliato già in antico. Alcuni dei _sesquipedales_ sono provvisti del bollo laterizio “DVO DOM”, prodotto nelle fornaci dei fratelli _Domitius Lucanus_ e _Domitius Tullus_, attive fra il 60 ed il 93/4 d.C. Considerando che l’intero edificio è costruito sopra le ceneri del 79 d.C., è possibile datare l’intera struttura fra il 79 ed il 93/4 d.C. Questo dato è di particolare importanza per la comprensione delle attività di reinsediamento nell’area vesuviana dopo l’eruzione di Pompei.
L’attività di scavo si è svolta anche nel cortile, pavimentato a cocciopesto, a sud degli ambienti termali. Qui la stratigrafia è stata intaccata meno dalla distruzione del 1988 e conserva ancora uno spesso strato vulcanoclastico pertinente all’eruzione del 472 d.C. Sotto di esso, sono state rinvenute due sepolture di infanti in anfora (LRA1 con titulus pictus, Keay LII), a poca distanza fra loro. Sono in corso analisi del DNA per verificarne l’eventuale parentela.