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AIAC_2826 - Caneva - 2011
Sono state individuate 4 superfici immediatamente a monte di un tratturo sterrato di recente impianto. Le superfici sono state liberate dalla vegetazione infestante; è stata raccolta la documentazione fotografica digitale a luce diurna radente e a luce artificiale; è stato eseguito il rilievo integrale a contatto delle incisioni su fogli di polietilene trasparente; sono stati raccolti i dati delle planimetrie e delle sezioni. Le superfici 1, 2, 3, che costituiscono parti contigue di un unico vasto lastrone affiorante inclinato, mostrano incisioni parzialmente ricoperte dal pietrisco della massicciata della strada. Si segnala che testimonianze orali dei proprietari delle baite vicine rivelano che durante i lavori di scavo per l’impianto della strada erano state messe in luce estese porzioni di roccia fittamente incisa, rapidamente poi coperte con il materiale della massicciata e ora non più visibili.
R. 1. Corrisponde alla parte inferiore settentrionale di una vasta superficie inclinata, esposta a Ovest, definita da alcune fratture trasversali. Alcune incisioni risultano parzialmente ricoperte. È presente un orante schematico come prima fase incisoria isolato verso nord e, verso sud, incisioni di armati, costruzioni, animali e iscrizioni in caratteri camuni, che testimoniano una intensa frequentazione durante varie fasi dell’età del Ferro. Le figure sono state rilevate.
R. 2. È costituita da un pannello del grande lastrone, a margine del sentiero, definito da vegetazione e zolle erbose che si inseriscono nelle cavità naturali. Presenta soprattutto figure di costruzioni, dalla tipologia caratteristica della zona. Le incisioni sono lambite dal sentiero e sono state rilevate.
R. 3. Porzione meridionale del lastrone, a margine del sentiero. Presenta vari nuclei istoriativi, con figure antropomorfe, costruzioni, palette e impronte di piede. Le incisioni sono state integralmente rilevate.
R. 4. Leggermente discosta verso sud e più a monte del sentiero, compare questa placchetta incisa con una figura di armato dell’età del Ferro e pochi altri segni. Le incisioni sono state rilevate.
Cimbergo, località Castello
Sono state individuate 4 superfici. Tre di esse sono state liberate dalla vegetazione infestante; è stata raccolta la documentazione fotografica digitale a luce diurna radente e a luce artificiale; è stato eseguito il rilievo integrale a contatto delle incisioni su fogli di polietilene trasparente; sono stati raccolti i dati delle planimetrie e delle sezioni. L’indagine della quarta superficie è stata rimandata al prossimo campo archeologico, per motivi di tempo.
R. 5. È una piccola superficie orizzontale e consunta, posta alla base di una “santella” lungo il sentiero. Si individuano a luce radente un orante schematico e pochi altri segni, in corso di rilevamento.
R. 6. È una piccola superficie affiorante che presenta una incisione di costruzione dell’età del Ferro, con terminazioni a disco degli spioventi e interessante decorazione al colmo del tetto. Le incisioni sono state rilevate.
R. 7. È stata individuata una superficie affiorante, inclinata, in buono stato di conservazione e parzialmente coperta da muschi e fogliame. Presenta coppelle in linea, oranti schematici e altre figure. Per motivi di tempo l’analisi e il rilievo, che si presenta complesso, sono stati rimandati al prossimo Campo Archeologico.
R. 8. Si tratta di due affioramenti (settori A e B) che presentano coppelle e pochi altri segni. Le incisioni sono state rilevate.
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AIAC_2827 - Ronchi di Zir - 2011
In località di Ronchi di Zir sono presenti alcuni nuclei di superfici incise. Il censimento di E. Süss ne numera la maggior parte, inserendo le superfici entro la numerazione di Naquane. Anche se le rocce sono ben al di fuori dei confini del Parco, abbiamo mantenuto la numerazione per chiarezza, dando alle superfici di nuova scoperta una numerazione che prosegue quella di Naquane.
Nel corso del Campo sono state individuate due nuove rocce istoriate: r. 78 e 106 ed è proseguita la documentazione di quattro rocce già segnalate: r. 75-76-104-105. Le superfici sono state liberate dalla vegetazione infestante; è stata raccolta la documentazione fotografica digitale a luce diurna radente e a luce artificiale; è stato eseguito il rilievo integrale a contatto delle incisioni su fogli di polietilene trasparente; sono stati raccolti i dati delle planimetrie e delle sezioni.
R. 75. Situata a monte della r. 77, questa superficie allungata e inclinata è stata individuata, ma risulta particolarmente coperta da vegetazione (muschi, rovi e arbusti) e verrà indagata nel prossimo Campo archeologico.
R. 76. Superficie estesa in senso Est-Ovest, naturalmente articolata in settori. L’inclinazione è variabile, da molto accentuata verso la sommità della roccia fino a digradare e presentare delle porzioni orizzontali mammellonate nei settori bassi, dove si dispone la maggior parte delle incisioni. Si rinvengono figure di oranti schematici, oranti a grandi-mani, e poi armati e costruzioni. Alcune figure risultano di difficile lettura. Il rilevamento delle incisioni è stato completato.
R. 78. È una piccola superficie quasi verticale, esposta a ovest, in buono stato di conservazione, sormontata a monte da un muretto di contenimento, ricca di incisioni della media e tarda età del Ferro: armati, equini, cervidi, ornitomorfi, costruzioni. Interessanti alcune figure di cavalieri. Le incisioni sono state rilevate.
R. 104. Superficie mammellonata, emergente e dominante un salto scosceso verso valle (Ovest). Presenta incisioni sia sulla parte sommitale, orizzontale, che nei circostanti settori inclinati e nelle strie glaciali. Verso nord digrada lievemente e termina con un brusco dislivello verso una frattura naturale, triangolare, che sembra essere stata fulcro d’interesse per l’esecuzione di numerose incisioni. La superficie è ricca di figure oranti schematiche, “scale di oranti”, coppelle, moduli di coppelle, e in una seconda fase, dell’età del Ferro, armati e simboli. Il rilevamento delle incisioni è stato completato.
R. 105. In una vallicola scavata dall’acqua, lungo il corso di un ruscello stagionale appare questa piccola superficie liscia e quasi verticale, quasi costantemente bagnata. Vi sono istoriate due figure di armati della media età del Ferro e pochi altri segni. Le incisioni sono state rilevate.
R. 106. A pochi metri verso Sud dalla r. 104, su parete verticale, è presente la figura a patina molto chiara di una costruzione dell’età del Ferro. Le incisioni sono state rilevate.
Di queste rocce, è in corso di inserimento la scheda nel database IRweb della Soprintendenza Archeologica della Lombardia.
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AIAC_886 - Lucone - 2007La campagna di scavo 2007 ha comportato l’ampliamento dell’area di scavo 2006, per complessivi 40 mq circa. L’apertura di un’area più grande ha consentito più puntuali osservazioni stratigrafiche. Si è innanzitutto notato che lo strato US 2, composto da depositi carbonatici prodotti da vegetazione lacustre (potamogeti), è sempre lacunoso in corrispondenza delle strutture cumuliformi, che presentano la parte sommitale decapata.
Lo strato limoso di colore grigio nerastro (US 3) si appoggia alle strutture cumuliformi di scarico e corrisponde alle fasi di vita/abbandono del secondo momento abitativo di quest’area (Lucone D). L’alta frequenza di materiali archeologici ha imposto uno scavo a tagli artificiali con successivi e ripetuti fotopiani per documentare i reperti ceramici quasi sempre frammentati in posto.
Lo strato 3 e i livelli ad esso assimilati (USS 9, 11, 16, 18, 19, 25) si appoggiano alle strutture a cumulo: una piuttosto piccola (ES 20) intercettata solo nel Settore S, l’altra molto grande (ES 15), già presente nello scavo 1986/2005, occupa parte del Settore Centrale e del Settore N. La struttura più grande (ES 15) è costituita da una serie caotica di livelletti sovrapposti (USS 17, 23) alcuni di argilla compatta di colore giallo, altri ricchi di cenere e carboni di colore grigio e alcuni di origine vegetale. Parte dei materiali potrebbero essere coerentemente attribuiti a operazioni di pulizia e ripristino di aree di fuoco, mentre le dimensioni dell’area di accumulo potrebbero suggerire anche una funzione strutturale. Asportate US 3 e parte della struttura cumuliforme si è documentato un livello carbonioso (US 4) con matrice limosa di colore nerastro, presente su gran parte dell’area di scavo, legato con ogni probabilità a un episodio di incendio.
Lo strato presenta però differente spessore: in alcune zone arriva ai 10 cm e ingloba elementi lignei carbonizzati, in altri casi segna più che altro un’interfaccia tra US 3 e la successiva US 5. In vari punti si segnalano concentrazioni di particolari materiali carbonizzati, come ad esempio la lente di ghiande presente tra il Settore Centrale e quello Nord. Ma l’elemento maggiormente caratterizzante lo strato US 4 e il tetto del sottostante strato torboso di colore marrone (US 5) è la straordinaria presenza di materiali lignei, con elementi sia verticali che orizzontali.
Gli elementi strutturali lignei verticali in realtà iniziano a comparire già in alcuni rari casi in US 2 e sono stati frequentemente documentati durante l’asportazione di US 3. È però con US3/US5 che si inizia a intravedere la maggior parte dei supporti verticali nelle loro caratteristiche precipue.
Altro discorso riguarda gli elementi lignei orizzontali, presenti a partire esclusivamente dallo strato carbonioso (US4) e probabilmente legati all’episodio di incendio che ha posto fine alla I fase abitativa del Lucone D.
Durante l’asportazione dello strato carbonioso (US 4) è stata individuata una vasca lignea prodotta da un tronco di ontano scavato lunga 1,60 m. Si è proceduto alla documentazione del manufatto, di cui si sottolinea la rarità, e, in accordo con la Soprintendenza competente, al recupero per inviarlo prontamente al restauro.
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AIAC_886 - Lucone - 2008La campagna di scavo 2008 è durata complessivamente 9 settimane, dal 4 agosto al 3 ottobre. Sulla durata dell’intervento ha particolarmente pesato il tempo necessario alla documentazione, all’asportazione con campionatura degli elementi lignei, in tutto oltre 300, che caratterizzavano i livelli di crollo della struttura più antica.
Lo scavo è consistito nella continuazione dello scavo precedente su tutta l’area e nella documentazione accurata della superficie contrassegnata dagli Elementi Lignei Orizzontali (ELO), appartenenti presumibilmente tutti o in parte al crollo della prima struttura abitativa.
Una volta documentata la superficie, si è proceduto all’asportazione di tutti gli elementi lignei, procedendo secondo un protocollo definito insieme al laboratorio di dendrocronologia e l’esperto paleobotanico. Ogni Elemento Ligneo è stato documentato fotograficamente in sito prima dell’asportazione e poi in seguito a una sommaria pulizia. A questo proposito si è definita una scheda di EL con tutte le informazioni necessarie acquisibili direttamente sullo scavo, soprattutto con le indicazioni dei rapporti fisici tra differenti Elementi Lignei Orizzontali..
Una volta completata questa operazione si sono potuti affrontare i livelli culturali della prima fase abitativa costituiti dallo strato torboso di base, ricco di materiale vegetale (Strato F del 1986, US 5), coperto in alcune zone da lenti di scarico. Tra queste la più estesa è costituita da uno strato di argilla mista a torba di colore giallastro (US 27), caratterizzato al tetto da materiali archeologici in massima parte ceramici, in stato decisamente frammentario.
Questi cumuli di scarico presentano caratteristiche molto diverse rispetto a quelle della fase più recente. Sono infatti molto più estesi, appiattiti e stratigraficamente meno complessi. Probabilmente ciò è legato all’ambiente decisamente più umido.
Si è infine potuto affrontare lo scavo dello strato torboso US 5, estremamente ricco di elementi vegetali, tra i quali si possono annoverare frammenti di corteccia derivanti sia dal degrado dei pali sia dall’opera di scortecciamento effettuata prima della messa in posa. Sono inoltre presenti foglie, rametti, semi, gusci e spighe. Durante lo scavo sono stati rinvenuti, oltre i copiosi resti ceramici, anche numerosi manufatti in legno, come due zappette o pareggiatori di terreno, una zappa a cucchiaio, una mazza e un enigmatico oggetto a ciambella. Presenti anche vari esempi di intrecci in fibra vegetale, probabilmente pertinenti a cesti o gerle, nonché un frammento di tessuto di lino.
Particolarmente interessante una collana intera formata da vaghi di marmo bianco alternati con semi di Staphylea pinnata, detta volgarmente “falso pistacchio”, tutt’oggi usata in alcune zone d’Italia per confezionare rosari.
Immersi nella torba sono stati rinvenute alcune tavole in posizione orizzontale o appoggiate in corrispondenza di canalette scavate nel limo lacustre o poste a coltello o in posizione obliqua e piantate direttamente nei fanghi di fondo. Questi ELO potrebbero appartenere a strutture di contenimento e rafforzamento dei pali. Su una l’eccezionale stato di conservazione, che tra l’altro ha suggerito il suo prelievo per il restauro, ha consentito una veloce datazione dendrocronologica al 2034 a.C. del suo abbattimento. Questa costituisce al momento la più antica datazione disponibile per l’abitato.