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AIAC_2800 - Acropoli, cd. tempio di Giove - 2011
La ricerca ha interessato la vetta sommitale dell’acropoli e l’edificio noto come tempio di Giove. Scavato tra gli anni venti e trenta del secolo scorso, il tempio, poi chiesa, è da considerarsi ancora inedito. La ricerca si è focalizzata in questa prima campagna sul monumento e le sue immediate pertinenze per definire periodi e fasi, progetti architettonici e vesti decorative. I rinvenimenti sono stati di notevole interesse anche per la definizione del culto e della/e divinità venerata/e.
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AIAC_2800 - Acropoli, cd. tempio di Giove - 2012
Nei mesi estivi del 2012 è proseguito lo scavo sulla terrazza superiore della Rocca di Cuma condotta come cantiere didattico in concessione ministeriale da una équipe di ricerca della Seconda Università degli Studi di Napoli (Facoltà di Lettere e Filosofia ora Dipartimento di Lettere e Beni Culturali).
L’indagine si è rivolta a tre settori principali: il tempio, la pendice orientale della terrazza, il versante settentrionale del monte, quest’ultimo indagato mediante prospezioni di superficie. Per il tempio, nelle navate N e S la ricerca si è concentrata sull’individuazione e lo scavo delle sepolture della chiesa. La cella è stata invece oggetto di scavi estensivi che hanno permesso di mettere a fuoco la vita del complesso e di identificarne nuove significative fasi di vita. Saggi di verifica, inoltre, sono stati condotti nell’ambiente del battistero, individuando nuove sepolture, che si credevano assenti in questa articolazione della chiesa, e approfondendo la ricerca fino a toccare, in alcuni punti, il tasso naturale. Sondaggi sono stati condotti anche in settori limitati del pronao, negli spazi vuoti tra le tombe, e nella terminazione occidentale della navata nord. Nella navatella settentrionale, infine, operazioni di pulizia hanno permesso di mettere in luce, documentare ma non scavare, aree limitate ancora ingombre di residui di strati di crollo, sopravvissuti agli sterri di inizio secolo scorso, e di leggere traccia di nuove strutture attribuibili alla fase della chiesa.
Altri saggi sono stati effettuati subito all’esterno del tempio, sulla terrazza settentrionale, mentre verifiche sono state condotte sul versante orientale della pendice della terrazza rivelando la presenza di una sistemazione monumentale che sarà compito delle prossime campagne definire per qualità.
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AIAC_2800 - Acropoli, cd. tempio di Giove - 2013
Lo scavo, condotto interamente come cantiere didattico, si è svolto dall’8 luglio al 2 agosto, con la partecipazione di circa 40 studenti.
Oggetto della ricerca è il tempio superiore dell’acropoli, un colosso in opera quadrata costruito nella seconda metà del IV secolo a.C. in sostituzione di un edificio di epoca arcaica e classica; rinnovato nel corso della prima epoca imperiale fu, quindi, fin dalla prima epoca cristiana, trasformato in chiesa.
Si presenta come un complesso assai peculiare, chiuso, privo di peristasi già nella fase romana, suddiviso in cinque navate di cui la centrale, maggiore, occupata da due celle e da un piccolo ambiente terminale.
L’attribuzione a una specifica divinità rappresenta il punto più complesso della ricerca: il tempio è tradizionalmente ricondotto, ma senza testimonianze certe, a Giove, gli scavi recenti hanno portato in luce nuovi documenti con espliciti rimandi ad Apollo e, forse, Artemide e spinto a ridiscuterne la dedica e a rileggere la topografia del sacro della Rocca.
Lo scavo ha permesso di portare in luce nuove tombe della fase paleocristiana e medievale alcune delle quali reimpiegavano frammenti di importanti testi epigrafici fra cui una dedica imperiale parte di un ciclo di sculture che doveva trovar posto sulla Rocca.
In saggi di approfondimento è emersa la fondazione di un muro da attribuire al tempio di epoca arcaica successivamente inglobato nella ricostruzione di seconda metà IV a.C.
A quest’ultima fase è possibile ricondurre un nucleo consistente di terrecotte architettoniche emerse perlopiù da una fossa rinvenuta all’esterno del tempio, parte di un tetto molto simile per disegno e progetto alla copertura del tempio A dell’area forense.
All’esterno dell’edificio, sul banco cineritico, numerose sono apparse le tracce del campo militare italo tedesco della seconda guerra mondiale che fonti bibliografiche e d’archivio, nonché foto d’epoca e testimoni oculari, permettono di ricostruire articolato e complesso intorno al tempio, dove lo stesso Maiuri ricorda annidata una postazione per il controllo del cielo nell’ambito dell’utilizzo della Rocca cumana come baluardo contro un eventuale sbarco alleato.
Il tempio, già perno del campo militare italiano, dopo l’armistizio del 1943, la successiva e dolorosa ritirata dei tedeschi, dovette passare, come documenta anche un cartello in legno ritrovato nel corso degli scavi, sotto il controllo del Governo Alleato e della Subcommissione addetta ai monumenti e ai beni culturali (Subcommission for Monuments Fine Arts and Archives dell’Allied Control Commission).