AIAC_3762 - Parete Manzi - 2015Il prof. Aurelio Manzi nel 2010 sulla faccia occidentale del costone che separa i Comuni di Montelapiano e Villa Santa Maria scoprì una concentrazione di incisioni, che occupa un’area complessiva di circa 100 cm di altezza (a partire da 90 cm dal suolo) per circa 300 cm di larghezza, e una sola figura dipinta in nero.
Dopo alcune esplorazioni preliminari e alcuni rilievi fotografici e grafici, nell’ottobre 2015, in regime di concessione ministeriale, si è proceduto a un rilievo complessivo, che sulla base di un’accurata documentazione fotografica, realizzata su una griglia metrica di riferimento, viene poi elaborato in AUTOCAD per fornire una restituzione grafica digitale. La fascia di terreno presso la base della parete è stata ripulita dalla vegetazione per una lunghezza di una decina di metri e si è proceduto a un saggio di scavo di circa 60 x 400 cm in corrispondenza delle raffigurazioni e poco più sotto. Dopo l’asportazione di 10-15 cm di _humus_, totalmente privo di resti archeologici, appare il fondo roccioso. L’unico elemento che sembra allogeno è un piccolo frammento di stalattite cilindrica.
La tipologia delle incisioni comprende soprattutto motivi geometrici o comunque stilizzati: 1) segmenti paralleli, sia diritti che curvi; 2) linee sparse o a fasci, talora convergenti; 3) pettiniformi; 4) forme rettangolari o ellittiche riempite di segmenti o attraversate da linee; 5) “farfalle” e losanghe, anche incatenate; 6) un labirinto rettangolare; 7) triangoli o semplici angoli sovrapposti o giustapposti; 8) stelle a cinque punte e altre più irregolari formate da triangoli intersecantisi; 9) un nodo di Salomone; 10) una serie di pesci, dalla forma più semplice (contorno lineare e coda a “V”) a quella più complessa (con spina di pesce interna e pinne); 11) molti arpioni o bastoni con un estremità ricurva. Le figure sono eseguite in prevalenza con un tratto sottile e presentano patine e incrostazioni differenti, con diversi casi di sovrapposizioni. Alcuni motivi suggerirebbero una cronologia compresa fra la tarda età del bronzo e la prima età del ferro.
Ad una più attenta osservazione si sono potute individuare altre due figure dipinte. In complesso quindi abbiamo, in nero, una semplice linea subverticale nera e una sorta di arpione con l’aggiunta di un semicerchio mediano; è invece eseguito in rosso un arpione molto lungo.
E’ stata attentamente esplorata la parete rocciosa subito a valle, dove però lo scoscendimento è molto ripido e pericoloso, e soprattutto a monte, per diverse decine di metri, ma non è stata ritrovata nessuna traccia di ulteriori incisioni o pitture.
Nell’ambito delle raffigurazione di arte rupestre preistorica scoperte nella provincia di Chieti dal 2006 ad oggi (oltre una quindicina di siti), la Parete Manzi di Montelapiano costituisce un caso particolare, sia per la grandissima concentrazione di figure, sia per i motivi rappresentati, molti dei quali (ad es. farfalle, labirinto, stella a cinque punte, pesci) non trovano riscontro negli altri siti del territorio. Si possono invece cogliere una serie di importanti riscontri nel complesso di raffigurazioni del Riparo del Cavone presso Spinazzola (Bari) (Astuti et alii, 2008).