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Monica Ceci

Season Director

  • AIAC_2586 - Area sacra di S. Omobono - 2013
    La campagna di scavo 2013 si è svolta tra aprile e luglio. La IV campagna di ricerca ha avuto come obiettivo la prosecuzione delle ricerche precedenti e l’ultimazione del riesame delle trincee dei precedenti scavi. I nuovi interventi hanno interessato diversi settori al di sopra del podio dei templi repubblicani e nell’area ad est dello stesso. In particolare si è proseguito lo scavo del settore D10 (ex settore VIII dei vecchi scavi) dove è stato possibile raggiungere i livelli arcaici, inoltre si sono aperti sondaggi nella parte meridionale del podio ove purtroppo le stratigrafie erano già state intaccate da scavi precedenti (F20, F23, F24, E13a, E13b). Una cavità realizzata nella parte anteriore del podio ha portato all’individuazione di stratigrafie posteriori al XIII-XIV secolo d.C. (E13). Nuovi interventi di scavo sono stati realizzati all’angolo sud-est dello scavo, all’esterno del podio repubblicano e in corrispondenza delle taberne di età imperiale. Qui sono infatti stati aperti due settori di scavo denominati C22 Est e C 22 ovest. I due interventi sono stati indirizzati a comprendere meglio la situazione topografica intorno al podio, in particolare in relazione alle problematiche della localizzazione della Porta Triumphalis. L’intervento all’interno del saggio D10 ha richiesto un notevole impegno tecnico e organizzativo che ha portato alla messa in luce di una porzione del lato ovest del tempio arcaico e allo scavo delle stratigrafie ad esso connesse. Al termine dello scavo l’area indagata è stata completamente interrata per ragioni di sicurezza e di conservazione. Si è proceduto all’interro anche per altri sondaggi e soprattutto per le cavità che erano state lasciate aperte dopo gli scavi precedenti al nostro intervento. Tra queste ultime segnaliamo la cavità relativa ai saggi VII/IX, ricoperte sino alla sommità del muro perimetrale del podio.

Season Team

  • AIAC_2818 - Anfiteatro Flavio - 2011
    L’indagine, finalizzata alla comprensione delle fasi di utilizzo medievale del monumento, ha interessato alcuni ambienti del I ordine (piano terreno), e in particolare un sottoscala del cuneo III sul terzo anello e l’intero cuneo X (sottoscala, antistante corridoio radiale e parte del terzo anello). L’attuale piano di calpestio, dovuto alle sistemazioni ottocentesche, da cui è partito lo scavo, coincide approssimativamente con quello antico, quindi lo scavo ha indagato le stratificazioni formatesi, dopo la quasi totale spoliazione della pavimentazione antica, tra la massicciata in cementizio di età flavia di fondazione dell’anfiteatro e il livello fissato dopo gli sterri del XIX secolo, che hanno eliminato tutte le stratificazioni moderne e parte di quelle basso medievali. Nel cuneo III lo strato che riempie la spoliazione del pavimento antico, benché tagliato e disturbato da interventi posteriori, ha consentito di fissare la cronologia di questa spoliazione alla seconda metà del XII secolo, in sincronia con quanto documentato anche nella parte più interna del cuneo X, ambulacro e corridoio radiale. Più complessa la situazione nel sottoscala del cuneo X. Qui lo scavo ha messo in luce diverse fasi di utilizzo dell’ambiente successive alla spoliazione della pavimentazione. Nel corso del XII secolo, subito dopo l’asportazione delle lastre pavimentali e quasi al livello della fondazione flavia, l’ambiente venne chiuso sul lato aperto verso l’ambulacro con un muro (di cui rimane solo una labile traccia) e pavimentato con un irregolare battuto. Sul lato di fondo, a ridosso del muro antico che lo chiude, venne edificata una struttura, forse un bancone, costruita con pietre irregolari e malta di calce, di cui rimane la parte più bassa. Un focolare, costituito da un cerchio regolare di pietre, indica una possibile funzione abitativa per questo ambiente, testimonianza dell’esistenza, ancora in pieno bassomedievo, di tipologie di edilizia residenziale precarie, sulle quali la nostra documentazione, sia archeologica che scritta, è labilissima. Successivamente, nel corso della prima metà del XIII secolo, l’ambiente subì una profonda modificazione: il livello di calpestio venne rialzato fino a 30 cm. con un riporto di terra e sassi e con la creazione di un nuovo, irregolare, piano di calpestio. La struttura a ridosso del muro di fondo e il muro di chiusura verso l’esterno vennero rasati, mentre addossata alla parete Est venne costruita una nuova struttura, costituita da un muro alto circa 1,20 m. e lungo circa 5 m., su cui poggia una vasca costituita da uno spesso strato di cocciopesto. È probabile che questa trasformazione abbia segnato un cambio di utilizzo dell’ambiente, utilizzato ora come deposito, stalla, o per attività produttive ancora da chiarire. L’asportazione di gran parte dei muri in blocchi della costruzione flavia che delimitavano l’ambiente, di cui lo scavo ha evidenziato le ampie fosse di spoliazione, segnò, nella seconda metà del XIII secolo, la fine dell’utilizzo dell’ambiente, che venne ad essere coperto da depositi di limo, tagliati dagli sterri ottocenteschi. La parte più alta della stratificazione era infine costituita dagli strati relativi al cantiere di restauro della prima metà del XIX secolo.