AIAC_2818 - Anfiteatro Flavio - 2011L’indagine, finalizzata alla comprensione delle fasi di utilizzo medievale del monumento, ha interessato alcuni ambienti del I ordine (piano terreno), e in particolare un sottoscala del cuneo III sul terzo anello e l’intero cuneo X (sottoscala, antistante corridoio radiale e parte del terzo anello). L’attuale piano di calpestio, dovuto alle sistemazioni ottocentesche, da cui è partito lo scavo, coincide approssimativamente con quello antico, quindi lo scavo ha indagato le stratificazioni formatesi, dopo la quasi totale spoliazione della pavimentazione antica, tra la massicciata in cementizio di età flavia di fondazione dell’anfiteatro e il livello fissato dopo gli sterri del XIX secolo, che hanno eliminato tutte le stratificazioni moderne e parte di quelle basso medievali. Nel cuneo III lo strato che riempie la spoliazione del pavimento antico, benché tagliato e disturbato da interventi posteriori, ha consentito di fissare la cronologia di questa spoliazione alla seconda metà del XII secolo, in sincronia con quanto documentato anche nella parte più interna del cuneo X, ambulacro e corridoio radiale.
Più complessa la situazione nel sottoscala del cuneo X. Qui lo scavo ha messo in luce diverse fasi di utilizzo dell’ambiente successive alla spoliazione della pavimentazione. Nel corso del XII secolo, subito dopo l’asportazione delle lastre pavimentali e quasi al livello della fondazione flavia, l’ambiente venne chiuso sul lato aperto verso l’ambulacro con un muro (di cui rimane solo una labile traccia) e pavimentato con un irregolare battuto. Sul lato di fondo, a ridosso del muro antico che lo chiude, venne edificata una struttura, forse un bancone, costruita con pietre irregolari e malta di calce, di cui rimane la parte più bassa. Un focolare, costituito da un cerchio regolare di pietre, indica una possibile funzione abitativa per questo ambiente, testimonianza dell’esistenza, ancora in pieno bassomedievo, di tipologie di edilizia residenziale precarie, sulle quali la nostra documentazione, sia archeologica che scritta, è labilissima.
Successivamente, nel corso della prima metà del XIII secolo, l’ambiente subì una profonda modificazione: il livello di calpestio venne rialzato fino a 30 cm. con un riporto di terra e sassi e con la creazione di un nuovo, irregolare, piano di calpestio. La struttura a ridosso del muro di fondo e il muro di chiusura verso l’esterno vennero rasati, mentre addossata alla parete Est venne costruita una nuova struttura, costituita da un muro alto circa 1,20 m. e lungo circa 5 m., su cui poggia una vasca costituita da uno spesso strato di cocciopesto. È probabile che questa trasformazione abbia segnato un cambio di utilizzo dell’ambiente, utilizzato ora come deposito, stalla, o per attività produttive ancora da chiarire. L’asportazione di gran parte dei muri in blocchi della costruzione flavia che delimitavano l’ambiente, di cui lo scavo ha evidenziato le ampie fosse di spoliazione, segnò, nella seconda metà del XIII secolo, la fine dell’utilizzo dell’ambiente, che venne ad essere coperto da depositi di limo, tagliati dagli sterri ottocenteschi. La parte più alta della stratificazione era infine costituita dagli strati relativi al cantiere di restauro della prima metà del XIX secolo.