Name
Luca Boldrini
Organisation Name
Università degli Studi di Perugia

Season Team

  • AIAC_2842 - Torre Certalta - 2014
    La IV campagna di scavo si è realizzata senza una vera e propria attività di escavazione. Nessuna unità stratigrafica è stata asportata. L’attività sul campo si è infatti divisa tra un’attenta verifica della documentazione prodotta durante le campagne pregresse, con una particolare attenzione rivolta alle Schede Us ed alla Documentazione Grafica, e azioni di consolidamento e restauro delle strutture murarie emerse nel corso degli scavi passati. Il minuzioso e approfondito riordino e controllo della documentazione di scavo prodotta durante le campagne passate ha permesso di definire con sicurezza sempre maggiore le sequenze stratigrafiche individuate nell’intera area di scavo in generale e all’interno di ciascun vano in particolare, consentendo di delineare una preliminare seriazione cronologica dei fenomeni che dovettero interessare il sito. Aver puntualizzato i rapporti stratigrafici esistenti tra i diversi strati ha infatti permesso di gettare le basi per un utile studio dei numerosi materiali rinvenuti nel corso degli anni, consentendo di associare con sempre maggiore sicurezza i vari reperti alle strutture individuate. Si è trattato di un lavoro intenso e sistematico, protrattosi per l’intero periodo previsto dalla campagna, che è valso, con analitica oggettiva e attendibilità documentaria, a definire con sicurezza sempre maggiore le fasi di occupazione dell’insediamento. Contestualmente al riordino e controllo della documentazione di scavo prodotta durante le campagne passate sono stati realizzati minuziosi interventi di consolidamento strutturale che hanno interessato le murature relative ai vani denominati nelle precedenti campagne C e D. Ogni struttura è stata preliminarmente ripulita con grande precisione, asportando nell’interfaccia superiore della muratura, per circa 5 cm. di profondità, le tracce di terra e i residui di malta presenti negli spazi tra i diversi conci. All’interno delle sottili intercapedini venutesi a creare è stata successivamente introdotta, mediante un’attrezzatura apposita, una nuova malta, di un tono di colore leggermente diverso dall’originaria, così da renderla distinguibile da quest’ultima senza tuttavia rompere cromaticamente con il resto della muratura. Grazie a questo minuzioso e preciso intervento, numerose strutture sono state sottratte all’azione disgregatrice degli agenti atmosferici, vedendosi di fatto prolungare la loro capacità di resistere al trascorrere del tempo.
  • AIAC_2853 - Otricoli, Teatro - 2011
    L'intervento della campagna di scavo 2011 ha avuto lo scopo di esplorare il fronte scenico del teatro, già in parte scavato negli anni 60 del '900 dal Dott. U. Ciotti, funzionario dell'allora ispettorato per l'Umbria. Gli scavi, all'epoca, furono intrapresi nell’ _aditus_ di destra, riportando alla luce un muro in opera quadrata, mentre nell’area della scena e del _pulpitum_ si riportò alla luce una scalinata utilizzata per accedere al piano superiore della scena. La scala è rivestita in opera reticolata sul lato nord, in opera quadrata sul lato est, mentre sul lato ovest appoggiava ad un muro. Quest'ultimo muro, in opera quadrata, sembra chiudere su quel lato l'edificio scenico, creando un ambiente interno interpretabile come un _parascaenium_. Nella campagna appena trascorsa si è aperto un saggio adiacente a quello poc'anzi menzionato, evidenziando una grande US negativa (taglio), interpretabile come una fase di spolio avvenuta probabilmente nel settecento. Si è , infatti, a conoscenza dai documenti di archivio che scavi sistematici furono intrapresi su tutta l'area, tra il 1776 e il 1782, dal Card.le Pallotta Pro Tesoriere Generale e seguiti da Gianni Battista Antonio Visconti (1722-1784) prefetto pontificio per le antichità, per ordine di Pio VI. Parte di queste indagini interessarono anche il teatro, dal quale emersero: una statua colossale di donna seduta, una statua femminile seduta di grandezza naturale, un tripode di marmo con rilievi da tre lati e tre are intagliate. Infine quattro colonne di marmo africano rotte, del diametro di 0,66 m, quattro di cipollino del diametro di 0,44 m e alcuni rocchi di alabastro e giallo antico. Tra le altre cose furono rinvenute molti pezzi di cornici e capitelli. Lo scavo fu eseguito anteriormente al fronte scenico, scavando un crollo dello spessore di circa un metro, riemerso anche durante le fasi di scavo moderne, fu asportato in parte anche dal Ciotti. Il crollo avvenne, dopo l'abbandono della città e la dismissione del teatro dalle sue funzioni. Durante le odierne fasi di scavo è riemerso il muro del fronte scenico, già riportato alla luce nella parte posteriore dal Dott. Ciotti. Le sue dimensioni lo prefigurano come una enorme struttura in cementizio, larga circa 2,20 m, alta 1,80 m e lunga 4 m che serviva a sostenere l’apparato marmoreo. Posteriormente e sul lato sinistro il paramento è in opera quadrata in tufo, mentre anteriormente è ricoperto in _opus reticulatum_, inquadrato da due grandi blocchi in travertino bianco che mettono in evidenza una apertura sul fianco destro, la quale può essere interpretata come la valva _hospitalitatium_. Il paramento sinistro del fronte scenico si prolunga verso l'orchestra, formando un muro che divideva il _pulpitum_ dal _parascaenium_, di questo si sono rinvenuti sul lato nord dello scavo due corsi di blocchi regolari in tufo. Sulla _scaenae frons_ si aprono canonicamente tre porte: le _valvae hospitalitates_, situate lateralmente e la valva regia posizionata al centro del muro. L’apertura delle tre porte doveva rispettare il canone vitruviano dei triangoli inscritti in un cerchio; nel caso ocricolano sembra essere in parte rispettato. Infatti il teatro di Otricoli è costruito su un ottadecagono, cioè su di un poligono di 18 lati regolari.