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AIAC_2845 - Tertiveri - 2011
Tra settembre e ottobre del 2011 l’Istituto Storico Germanico di Roma e l’Università di Treviri hanno condotto una campagna di scavo dalla durata di tre settimane nell’area della città medievale e sede vescovile di Tertiveri (FG), oggi completamente coperta da suolo agricolo. Si sono conservati solo i ruderi di un‘imponente torre abitativa. Dalle prospezioni geofisiche, effettuate sul posto tra gli anni 2007-2010, risulta tra l’altro che l’insediamento raggiunge un’estensione di circa sette ettari; inoltre si scoprono le fondamenta di due chiese. Sulla base di diverse prospezioni georadar e foto aeree erano state individuate negli anni precedenti la collocazione e l’estensione della cattedrale, oltre a un muro di fortificazione che si diparte dall’angolo sudest della chiesa e può essere identificato con il georadar per una lunghezza di oltre 50m; esso era dotato di una torre semicircolare. Con gli scavi si mirava a stabilire la successione cronologica della costruzione dei due complessi.
Nell’area scavata dalla superficie di 9x7 m è stato dissotterrato l’angolo sudest della chiesa vescovile, situato appena sotto lo strato superiore del suolo. All’interno dell’edificio sono stati trovati solo i resti di un pavimento di argilla compressa, che risale probabilmente all’epoca della costruzione, e un muro in direzione nord-sud. Sulla facciata esterna del lato longitudinale meridionale è stato inoltre scoperto un annesso di data più recente, largo 1,65 m, all’interno del quale si colloca una fossa accuratamente murata, lunga 2 m, larga 0,6 m e profonda 1 m. Questa tomba conteneva cinque sepolture anatomicamente integre, poste una sopra l’altra, oltre a residui di scheletri appartenenti ad almeno cinque altri individui. Anche all’esterno del fabbricato sono state rinvenute numerose sepolture, tra cui tombe per feti e bambini piccoli collocate a ridosso dei muri della chiesa. Il reperto più recente è rappresentato dalla fortificazione, larga circa 1 m, che si diparte dall’annesso verso est, e i relativi lavori causarono con tutta evidenza la distruzione di alcune delle sepolture più antiche. Una parte dei resti di scheletri, rinvenuti al momento della costruzione del fabbricato, è stata risepolta successivamente in una fossa.