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AIAC_2848 - Grotta Serra Cicora A - 2011
Le ricerche che hanno interessato la grotta del Paleolitico Serra Cicora A tra il 17 ed il 31 Agosto 2011 hanno consentito il ripristino delle condizioni di chiusura del sito alla fine delle campagne di scavo condotte da E. Borzatti Von Lowenstern nel 1978 – 1979 , la circoscrizione dell’area di scavo con relativa predisposizione della quadrettatura e l'avvio della contestualizzazione del sito all’interno di potenziali sistemi antropici paleolitici.
L’imbocco della grotta si apre a circa 37 m s.l.m., lungo uno dei gradini calcarei che costituiscono l’altipiano omonimo e che si eleva parallelo al mare secondo una direttrice NO-SE.
L’allestimento del cantiere ha previsto diversi giorni di lavoro per liberare dalla vegetazione la zona prospiciente l’ingresso della Grotta e quella circostante.
L’area ripulita presenta una pendenza NO-SE determinata dal progressivo scivolamento di massi e frammenti calcarei staccatisi dalla parete rocciosa. Gli accumuli mostrano una maggiore potenza verso nord dove si ricongiungono con la sommità della Grotta. La parte bassa, quella a SE dell’imbocco della Grotta, è strutturata in una sorta di gradinata utile a regolarizzare il dislivello.
L’intervento è ascrivibile all’organizzazione del cantiere da parte degli archeologi che hanno svolto ricerche in questo sito alla fine degli anni ’70 del secolo scorso. Nel corso di tali indagini fu eseguito lo scavo stratigrafico di due sondaggi che ha permesso di rilevare fasi d’occupazione comprese tra il Paleolitico medio e l’inizio del Paleolitico superiore.
Attualmente l’intera superficie del sito è ricoperta da un sottile strato di terreno che presenta lacune proprio in corrispondenza della parte più bassa.
La quadrettatura è stata impostata su un’estensione di circa 40 mq e tutta l’area è stata rilevata e quotata.
In questi decenni il vecchio sondaggio prospiciente l’imbocco della Grotta, ampio circa 2 mq per 1,5 m di profondità, è stato utilizzato ripetutamente come spazio di bivacco ma non mostra tracce di scavi clandestini e nel corso di questa campagna sono state ripristinate le condizioni di chiusura del precedente intervento.
Le pareti del sondaggio hanno una morfologia a scarpata e includono alcuni massi, la pulizia ha permesso di rilevare una sequenza stratigrafica costituita da almeno tre macro unità che al momento possono essere descritte solo sommariamente in attesa della scavo estensivo.
Sotto il terreno scuro che come già detto ricopre pressoché l’intera area, si trova un sedimento sabbioso di colore rosso con pendenza N-S contenente pietrame sparso in giacitura irregolare; in questa Unità non sono stati rilevati materiali archeologici.
L’Unità sottostante è costituita anch’essa da sedimento sabbioso ma il pietrame è più frequente e in giacitura sub-orizzontale e contiene resti di faune e manufatti litici.
Procedendo verso il basso la matrice del sedimento si presenta meno sciolta e di colore più scuro. Nella porzione superiore di tale Unità diminuisce la concentrazione di pietrame mentre continua ad essere rilevato materiale osseo e litico.
Alla base, l’attuale piano di calpestio è costituito da sedimento sabbioso di colore rosso arancio senza pietrame e completamente privo di materiali archeologici. Procedendo sullo stesso piano di calpestio si accede all’interno della piccola grotta.