AIAC_1018 - Norma - 2011Nel 2011 sono proseguiti gli scavi nell’area urbana; in particolare dell’asse stradale con orientamento SSO-NNE, e delle abitazioni facenti parte di un interessante settore residenziale prospicienti tale asse lungo il suo lato orientale. Particolare attenzione è stata riservata a privilegiare situazioni che potessero determinare immediate e incisive ricadute per la valorizzazione del Parco Archeologico.
Gli scavi effettuati negli anni precedenti, nello stesso settore, avevano messo in luce parte di due domus con ingressi contigui sulla via. Tali domus, data la comunicazione interna assicurata da due ampie porte che collegavano l’atrio del secondo edificio con gli ambienti del primo, dovevano fare capo in origine ad un’unica proprietà. Il prosieguo della ricerca sul lato settentrionale della strada ha permesso di individuare un altro ingresso, pertinente ad una terza domus, contigua alle altre, collegata internamente a quella centrale tramite una scala. Anche a quest’ultima si accede direttamente dalla strada. Dal suo ingresso si entra nell’atrio con impluvium che, decentrato rispetto all’ingresso, presenta la vasca rivestita da grosse lastre modanate in tufo.
Intorno a quest’area centrale si organizzano gli ambienti e le alae; sul fondo si dispongono ambienti di rappresentanza e la cucina. I pavimenti sono realizzati in cementizio semplice o con decorazioni geometriche negli ambienti di rappresentanza e nei cubicula, e in semplice terra argillosa negli ambienti di servizio; dell’intonaco, per lo più bianco, restano solo labili tracce sulle pareti del settore orientale. Le strutture di questo edificio presentano oltre ai muri realizzati in opera incerta con scapoli di calcare, anche muri in terra argillosa o con zoccolo in blocchi di calcare e elevato in argilla. I materiali recuperati durante lo scavo, ancora in corso di studio, appaiono pertinenti per lo più a grandi contenitori, anfore e ceramica d’uso comune.
Sulla terrazza a monte della zona residenziale l’ampliamento dello scavo ha permesso di mettere in luce una strada orientata N-S che, partendo dal pianoro d’ingresso, si incrocia con il decumano all’altezza delle domus già indagate a valle dell’Acropoli Minore. La strada, pavimentata con basoli di calcare, presenta uno stretto marciapiede a ridosso del muro di contenimento in opera poligonale sul lato sudoccidentale; sul lato opposto il marciapiede, che presenta una lieve pendenza verso la carreggiata stradale, è completamente pavimentato con basoli in calcare.
È proseguito anche lo scavo dell’asse viario principale che partendo da Porta Serrone di Bove, attraversa in rettifilo tutta la città fino alla gradinata d’accesso all’Acropoli Minore. In particolare è stata indagata l’area prospiciente le terme caratterizzata da un monumentale incrocio. Di particolare impatto visivo si sono rilevate le due strade ortogonali, orientate N-S. La strada che scende verso il settore meridionale della città, pavimentata con basoli in calcare, presenta marciapiedi ben conservati su entrambi i lati e un forte avvallamento sulla carreggiata, dovuto al cedimento della fogna sottostante.
La strada che sale verso il pianoro delle terme, presenta, invece, il marciapiede solo sul lato occidentale, pavimentato in cocciopesto; su entrambi i lati è delimitata da muri di contenimento in blocchetti di calcare di cui restano pochi filari. Il basolato della strada appare piuttosto dissestato e caratterizzato da un forte avvallamento centrale dovuto al cedimento della fogna sottostante.
AIAC_1018 - Norma - 2012Le ricerche hanno riguardato l’impianto urbanistico e l’edilizia privata, privilegiando interventi che avessero ricadute sulla valorizzazione e fruizione del parco archeologico.
E’ stato completato lo scavo delle tre strade che si diramavano dal principale asse di attraversamento urbano, sul suo lato settentrionale, a valle dell’Acropoli Minore. Sono risultate tutte lastricate con basoli di calcare, che nella forma e materiale denunciano un intervento di restauro. Le prime due traverse a valle dell’Acropoli Minore dovevano raccordare il traffico che entrava in città da Porta Maggiore. La prima traversa, è apparsa priva dei marcapiedi; si amplia quindi con uno slargo, dal quale si dirama, ad oriente, una strada che sale all’Acropoli Minore; nell’ultimo tratto, approssimandosi all’asse di attraversamento urbano, mostra un solo marciapiede, sul lato orientale. La seconda traversa presenta marciapiedi sui due lati; si dirama da essa un diverticolo ortogonale, lastricato, chiuso al traffico. La terza traversa, che si dirama verso settentrione dall’asse maggiore, proprio dove su questo giunge la strada proveniente da Porta Ninfina, doveva servire la zona centrale della città e presenta ampiezza di carreggiata maggiore delle altre. Seguita per un tratto di 20 m, la via risulta lastricata in basoli di calcare, accompagnata da marciapiedi basolati. I basoli appaiono variabili in forme e dimensioni, non perfettamente combacianti tra loro, con zeppe calcaree nelle connessure; centralmente sulla via vi sono evidenti avvallamenti, dovuti, probabilmente, al cedimento del sistema fognario sottostante. Il basolato della via fu obliterato da uno strato di ghiaia che costituì il nuovo battuto, con restringimento della carreggiata: un intervento che seguì alla distruzione di ampi settori della città nell’81 a.C.
Le ricerche sull’edilizia privata nell’isolato tra la seconda e terza traversa, nella sua zona più meridionale, hanno riguardato una vasta _domus_, con complesse fasi edilizie, il cui ingresso si apre sulla terza traversa. La _domus_ mostra una pianta tipica per l’epoca tardo repubblicana: l’ingresso, suddiviso in _vestibulum_ e _fauces, cubicula_ e _alae_ sui lati lunghi e vani di servizio e rappresentanza sui lati corti, distribuiti intorno all’atrio con _impluvium_ in tufo. Nelle stanze di fondo furono ricavati due passaggi ad un secondo atrio con lo spazio centrale scoperto, pavimentato in commesso laterizio con inserti in calcare, ai cui angoli sono stati rinvenuti quattro rocchi di colonne in calcare.
Alla fine dello scavo si è proceduto con interventi di sistemazione dell’area: il basolato della prima traversa, lacunoso, è stato integrato con ghiaino di calcare, per garantirne la funzione di supporto alla visita. Per la conservazione della _domus_ si è proceduto alla copertura dei pavimenti, rendendo leggibili, se pur a grandi linee, le destinazioni d’uso degli ambienti. Si è coperto con graniglia rosa di marmo di Carrara gli ambienti interni; con lapillo l’atrio e gli ambienti aperti su questo; in graniglia bianca di calcare il bacino dell’impluvio.
Un intervento significativo per la fruizione è stata la realizzazione di due percorsi per i visitatori diversamente abili non deambulanti che permettono di raggiungere due piazzole con ampia visuale degli scavi. Per rendere comprensibile agli ipovedenti la topografia del luogo e la consistenza dei monumenti sono state predisposte mappe tattili a rilievo, con testi in braille.