Name
Daniele Aureli
Organisation Name
Università di Siena - UMR 7041 ArScAn-AnTET

Season Director

  • AIAC_2961 - Valle Giumentina - 2012
    Sessant’anni dopo gli scavi del Prof. Antonio Mario Radmilli, rivive la ricerca archeologica a Valle Giumentina, un sito di incredibile bellezza, situato nel Parco Nazionale della Majella. Nel mese di Settembre 2012, una squadra multidisciplinare composta da archeologi (specialisti in Paleolitico) e da geologi e paleontologi ha ripreso le ricerche per ricostruire la presenza dell’uomo durante gli ultimi 300 000 anni. La registrazione continua della sua presenza per un intervallo di tempo cosi ampio fa della Valle Giumentina un sito di estrema importanza ed interesse al livello europeo per la rarità e per la qualità della conservazione Valle Giumentina è una piccola valle sospesa a circa740 m di quota, un tempo occupata da un lago. Nei sedimenti di questo lago, oggi di circa 40 metri di spessore, si rivengono sette livelli archeologici con manufatti in pietra riferiti a gruppi umani neandertaliani. Questi gruppi frequentavano le sponde del lago Giumentina per cacciare gli animali e scheggiare la pietra. La lunga sequenza di sedimenti contiene pollini, molluschi e altri organismi che testimoniano le vicissitudini del clima e dell’ambiente nel tempo. Dall’unione degli studi geologici, archeologici e paleontologici si potrà risalire alla vita dei nostri antichi antenati. L’eccezionalità della durata della frequentazione umana permetterà di ricostruire l’evoluzione sociale ed economica dell’uomo nel Paleolitico. Durante il mese di Settembre è stato eseguito un interessantissimo sondaggio di 45 metri, che verrà analizzato e studiato in laboratori specializzati dell’Università di Pisa e Parigi. Inoltre, si è proceduto alla ripulitura di tutta la sezione paleolacustre affiorante in Valle Giumentina. Questo progetto di cinque anni (2012-2016) è finanziato dall’Ecole française de Rome, e dalla Fondazione Pescarabruzzo ed è realizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, l’Institut national de recherches archéologiques préventives francese, il Museo delle Genti d’Abruzzo, l’Archeoclub di Pescara, con il sostegno del Parco Nazionale della Majella del Comune di Abbateggio e del Comune di Caramanico.

Season Team

  • AIAC_2961 - Valle Giumentina - 2014
    Valle Giumentina è un sito all’aperto del Paleolitico antico e medio, scavato brevemente negli anni 1950 dal Professor Radmilli dell’Università di Pisa, in collaborazione con il geologo J. Demangeot. Sette livelli archeologici sono stati messi in luce all’interno di un contesto globalmente lacustre, sul versante di un’incisione profonda che ha eroso i depositi del Pleistocene, fino a 25 m di profondità (Radmilli et Demangeot, 1966). Nell’ambito del programma quinquennale dell’École Française de Rome (2012-2016), sul sito sono riprese le ricerche pluridisciplinari allo scopo di precisarne la cronostratigrafia, determinare la natura tecnica delle industrie litiche presenti e le modalità di occupazione del sito. Durante la prima missione, nel 2012, nei depositi quaternari è stato effettuato un carotaggio fino alla profondità di 45 m, e il primo paleosuolo nerastro, localizzato a più di 3,5 m di profondità, è stato scavato su un’area di 1 m². Sono state così rinvenute le prime industrie in contesto stratigrafico nell’ambito del nuovo programma di ricerca. La sezione è stata ripulita fino a 7 m di profondità. La seconda missione nel 2013 aveva tre obiettivi: lo scavo del primo paleosuolo su un’estensione significativa (piattaforma di più di 40 m²), l’ottenzione dei dati cronostratigrafici e paleoambiantali a partire della sezione stratigrafica (fino a circa 16 m di profondità), la determinazione del bacino calcareo di Valle Giumentina e della geometria dei depositi con misure geofisiche di resistività. Nel 2014 la missione principale è durata 45 giorni, dal 18 Maggio al 1 Luglio e il rilevamento geomorfologico è stato rinviato all'ultima settimana di Agosto. Le ricerche archeologiche e geocronologiche sono state svolte in continuità con quelle dell’anno passato. L’area di scavo del primo paleosuolo (livelli ALB e LDP), situata tra 3,80 e 4,30 m di profondità, è stata ampliata, in un primo tempo mediante l’aiuto di una pala meccanica, e in seguito manualmente. Il livello ALB è attualmente esplorato su circa 48 m², e il livello LDP ha raggiunto la superficie di 22 m². Gli scavi hanno portato alla luce 118 artefatti di selce, 43 resti faunistici e 28 frammenti di carbone. I dosimetri inseriti l’anno scorso nell’ambito ella realizzazione delle datazioni OSL sono stati estratti all’inizio della missione. Il ravvivamento della sezione stratigrafica VV1 è stato prolungato di un metro (fino a 17 m di profondità), in modo da raggiungere un livello contenente depositi vulcanici, identificato durante l’analisi della carota. Sono stati realizzati prelievi per la realizzazione di datazioni Ar/Ar e 30 prelievi sedimentari per lo studio malacologico. A questo scopo è stata iniziata sul campo la setacciatura dei sedimenti, che verrà conclusa nel laboratorio di Meudon. La missione sul campo rinviata al 25-29 Agosto aveva diversi obiettivi. Innanzitutto è stata finalizzata al rilievo fotografico completo di Valle Giumentina, ricoprendo tutto il settore che circonda il sito archeologico fino alla confluenza con il canyon di Santo Spirito/San Bartolomeo. Sono state scattate piu’ di mille foto a questo scopo; grazie alla tecnica della fotogrammetria, tali foto permetteranno di costruire un modello digitale tridimensionale dettagliato della valle. Tutti gli studi proseguono in laboratorio.