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Evan Proudfoot – Oxford University

Season Team

  • AIAC_2984 - Panificio V, 3, 8 - 2012
    L’obiettivo principale del progetto “ _Pistrina_ – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi. Dal 2012, le indagini stratigrafiche, svolte in cinque panifici durante gli anni scorsi, sono terminate. Oramai, lo scopo è di pulire ogni impianto produttivo in modo di potere completare la catalogazione delle strutture legate alla confezione del pane e di intravedere elementi di cronologia relativa pertinenti al loro sviluppo nelle case dove sono impiantate. In questo panificio le operazioni si sono concentrate nelle stanze 4 e 5. In particolare i lavori concentratisi nell'antico atrio della casa, li dove le macine sono state installate, ha permesso di metter in evidenza un rifacimento dell'impluvio che trova paragoni in altri panifici da noi analizzati. La vasca dell'impluvio, viene infatti trasformata in un bacino vero e proprio grazie alla costruzione di bassi muretti tutt'intorno. La pulizia del fondo ha inoltre permesso di riconoscere in una traccia al negativo, un'altra struttura, un muretto est-ovest che permetteva di dividere in due zone distinte la vasca così creata. Questo sistema è da mettere in relazione al flottaggio del grano, operazione precedente alla molitura. È difficile stabilire se questa innovazione tecnica sia in connessione ad un probabile aumento della capacità di molitura come l'analisi dei basoli delle due macine occidentali sembra testimoniare. La pulizia della stratificazione moderna nella stanza 5 ha messo in evidenza un basso muretto nel quale erano inseriti due bacini di terracotta che accoglievano la pasta del pane per una prima levatura (oggi si conserva uno solo dei due bacini). La stanza presenta un pavimento in terra battuta in leggera pendenza verso est, dal forno verso la stanza dell'impastatrice.
  • AIAC_2985 - Panificio della Casa del panificio VI 3, 3.27-28 - 2012
    L’obiettivo principale del progetto “ _Pistrina_ – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi. Dal 2012, le indagini stratigrafiche, svolte in cinque panifici durante gli anni scorsi, sono terminate. Oramai, lo scopo è di pulire ogni impianto produttivo in modo di potere completare la catalogazione delle strutture legate alla confezione del pane e di intravedere elementi di cronologia relativa pertinenti al loro sviluppo nelle case dove sono impiantate. L'osservazione del basolato attorno alle macine ha permesso di osservare l'assenza di tracce di usura ed una insolita coerenza nella posa dei basoli. Questo dato, in connessione allo stato delle macine ci porta ad ipotizzare che, al momento dell'eruzione le macine erano appena state installate. La pulizia delle stanze 11 e 12 è stata effettuata per cercare di chiarire l'insolita presenza di due aperture per passare i pani, presenti nel forno. In effetti la descrizione di F. Mazois indicava nella stanza 11 i piedi in blocchi di pietra a sostegno delle tavole ma nessun accenno alla presenza di una impastatrice. La pulizia del fondo della fossa ha permesso di osservare come il pavimento in cocciopesto poggi direttamente sulla stratificazione naturale. Se bisogna dunque riconosce nella stanza 11 la sala adibita alla preparazione dei pani, una pulizia è stata eseguita nella stanza contigua al forno verso est (12) per chiarirne la funzione. Qui l'assenza del pavimento ha permesso di osservare delle strutture pertinenti ad una fase anteriore all'istallazione del panificio ma nessun elemento permette di propendere per una duplicazione della sala dell'impastatrice. Una situazione particolare è stata, infine, osservata davanti al forno. La pulizia di questa parte ha permesso di individuare l'accesso ad una cantina che si sviluppa sotto il volume del forno stesso. Un pozzo verticale che poteva essere chiuso da un tavolato (come ci attestano le sue impronte nella malta), da accesso ad un ambiente delle stesse dimensioni del forno stesso. Il suo scavo ha dovuto essere rimandato alla prossima campagna ma una prima ispezione ha permesso di osservare le tracce al negativo del tavolato funzionale alla realizzazione della volta. In particolare, una di queste travi doveva aver prima servito come quadro di una porta ed era decorata in blu egiziano staccatosi al momento dello smontaggio dell'anima della volta e rimasto impresso nella malta. Questo ci ha permesso di osservare un delicato motivo ad onde bianche su fondo blu. La stanza sotterranea è stata provvisoriamente richiusa conformemente alle indicazioni della Soprintendenza. L'analisi delle murature del forno ha infine permesso di individuare due fasi di costruzione delle stesso. In particolare la volta della struttura esterna è stata in parte ricostruita e, al momento dell'eruzione, la giunzione tra la cupola del forno e il muro diaframma non era stata ancora ultimata. Questo stato d'incompiutezza aggiunto alla mancanza della pavimentazioni in tegole.
  • AIAC_2986 - Panificio della casa del Laocoonte VI 14, 28-32 - 2012
    L’obiettivo principale del progetto “ _Pistrina_ – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi. Dal 2012, le indagini stratigrafiche, svolte in cinque panifici durante gli anni scorsi, sono terminate. Oramai, lo scopo è di pulire ogni impianto produttivo in modo di potere completare la catalogazione delle strutture legate alla confezione del pane e di intravedere elementi di cronologia relativa pertinenti al loro sviluppo nelle case dove sono impiantate. La pulizia effettuata nelle panificio che apre su vicolo di Mercurio ha messo in luce soprattutto un interessante sistema idraulico di arrivo e scarico delle acque. Le operazioni si sono concentrate in particolare davanti il forno e nello spazio di molitura oltre che nella sala di preparazione dei pani. Quest'ultima, frutto dell'estensione del panificio a discapito della contigua casa del Laocoonte. Il dislivello tra la parte nord del panificio e questa stanza, circa 40 cm. è stato superato grazie ad una rampa in muratura per l'installazione della quale è stato tagliato il pavimento precedente. La parte occidentale della stanza ospita i supporti in muratura (di cui uno trovato in crollo) per il tavolo sul quale venivano formati i pani. Contro il muro nord una _meta_ e un _catillus_ in reimpiego dovevano fungere da supporto per due contenitori, oggi scomparsi, funzionali alla prima lievitazione della pasta. Al centro, installata tagliando il pavimento, l'impastatrice completa l'attrezzatura standard di questo tipo di stanze. Nella parte anteriore del panificio, nella sala della macine, è risultato chiaro come la posa in opera del basolato sia stata effettuata con il semplice taglio del pavimento precedente, riutilizzato nelle altre parti della stanza. Davanti il forno, verso ovest una vasca ricavata in un blocco di tufo era funzionale ad accogliere le braci per accendere il fuoco mentre lo stato di conservazione del forno non permette osservazioni dettagliate tranne per delle tracce di bruciatura sul lato ovest, probabilmente da mettere in relazione alla presenza di una caldaia per l'acqua. Davanti al forno il pavimento in terra battuta è stato fortemente perturbato dall'installazione di condotti idraulici e pozzi neri. In effetti all'angolo nord-ovest della stanza una conduttura di terracotta convogliava le acque nere da un secondo piano verso una fossa biologica probabilmente utilizzata dallo stesso panificio. Verso nord, nella contigua sala delle macine una bocca di cisterna accoglieva le acque provenienti da un condotto rivestito in cocciopesto che piega ad angolo retto in corrispondenza della cisterna. Il suo stato di conservazione dovuto in parte ad un rifacimento al momento dell'istallazione del panificio non permette di avanzare delle ipotesi convincenti. Infine, sono stati osservati due condotti di troppo pieno che dalla cisterna si dirigono verso sud la cui installazione, come si diceva ha perturbato la pavimentazione antistante il forno.
  • AIAC_2987 - Panificio della casa VI 14, 33-34 - 2012
    L’obiettivo principale del progetto “ _Pistrina_ – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi. Dal 2012, le indagini stratigrafiche, svolte in cinque panifici durante gli anni scorsi, sono terminate. Oramai, lo scopo è di pulire ogni impianto produttivo in modo di potere completare la catalogazione delle strutture legate alla confezione del pane e di intravedere elementi di cronologia relativa pertinenti al loro sviluppo nelle case dove sono impiantate. In questo panificio, le operazioni di pulizia si sono estese all'intera superficie della zona di molitura a di cottura del pane mentre la stanza di preparazione della pasta e l'atrio della casa dove il panifico si è istallato sono state indagate in maniera puntuale. Diverse fasi sono state osservate. Dall'osservazione del basolato attorno alle macine sembra che in un primo tempo il panificio fosse dotato di sole due macine mentre le altre due sono state aggiunte in due momenti distinti, aumentando dunque gradualmente la capacità di molitura. Per quanto riguarda il forno, in un prima fase è probabile che non presentasse un muro diaframma ma i rifacimenti posteriori non permettono di avere delle indicazioni chiare in tal senso. Allo stesso modo, sembra possibile che la sala di preparazione dei pani, verso sud non facesse parte, all'inizio degli spazi riservati al panifico. Solo in seguito ad un evento distruttivo (forse il sisma del 62/63) è possibile affermare con certezza che quest'ultima sala venne messa in comunicazione alla stanza del forno. Allo stesso tempo, viene realizzato il muro diaframma davanti il forno con l'aggiunta inoltre di un contenitore per le braci. Nella stanza dell'impastatrice è stato possibile mettere in luce uno solo dei piedi che dovevano sostenere le tavole per il confezionamento dei pani. L'altro deve essere restituito in maniera ipotetica. Un ultimo elemento merita di essere evocato. In effetti, nella sala delle macine, contro il muro ovest è stata messa in luce una fossa settica ancora riempita di lapilli. L'analisi del suo contenuto ha permesso di constatare come essa non fosse in uso al momento dell'eruzione e svuotata quasi completamente. La pulizia tra i due pieddritti nell'atrio, appoggiati contro il muro est, ha permesso di riconoscere la posizione della latrina connessa alla stessa fossa biologica.