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AIAC_2996 - Parrana San Martino - 2012
Dal 5 al 17 novembre 2012 si è svolta la seconda campagna di scavo nella necropoli protostorica ad incinerazione di Parrana San Martino (Collesalvetti, LI). Il sito è posto lungo il tracciato di una barriera tagliafuoco a 345 m. slm; le opere di deforestazione e i mezzi meccanici utilizzati per la realizzazione della pista hanno intaccato la parte superiore delle sepolture.
Nella prima campagna di scavo (2010), realizzata in collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, è stata recuperata una ingente quantità di materiali disseminati in superficie, sono state messe in evidenza 97 sepolture e sono stati asportati i cinerari più compromessi; nella recente campagna le ricerche hanno interessato i settori più meridionali dell’area, dove sono state rimosse 20 sepolture.
La necropoli copre una superficie di 550 metri quadrati; è caratterizzata dalla presenza di uno strato a matrice limo-argillosa e da discontinui affioramenti di calcare marnoso, dislocati lungo le fasce laterali dove è disposto il maggior numero di sepolture. Ogni cinerario risulta deposto all’interno di una piccola cavità praticata nel terreno argilloso o ricavata asportando ciottoli e scaglie dall’affioramento di calcare. Le buche scavate nell’argilla hanno forma circolare o ovale, pareti inclinate con profilo leggermente concavo, fondo generalmente piatto; quelle ricavate asportando elementi di calcare presentano forma circolare e ridotta larghezza tanto che, in molti casi, i cinerari appaiono perfettamente incastrati tra le pareti verticali, il fondo risulta spesso livellato dall’inserimento volontario di un ciottolo appiattito.
I riempimenti delle fosse di deposizione sono costituiti da uno strato a matrice argillosa con screziature grigie. All’interno sono presenti granuli di limonite, inclusi litici di piccole dimensioni, cristalli di quarzo e, in alcuni casi, schegge di diaspro e selce.
I cinerari, rinvenuti in stato frammentario per la compressione dei mezzi meccanici, conservano forma e posizione originale perché tenuti insieme dal terreno. Le forme sono biconiche, con carena arrotondata, e generalmente monoansate. Molti esemplari hanno superfici ampiamente decorate con motivi a fasci di solcature parallele delimitate da punti impressi, solcature semicircolari, piccoli cerchi concentrici formanti motivi a “sole”, impressioni a falsa cordicella.
Le ciotole di copertura ricostruibili sono a profilo convesso e monoansate; si sono conservati solo due grossi frammenti di fondo piatto uno dei quali presenta un motivo decorativo a fasci di linee parallele formanti una croce delimitata da cerchi concentrici.
I riempimenti dei cinerari sono caratterizzati da un sedimento a matrice limosa che copre una concentrazione di ossa calcinate aderenti al fondo del vaso. In un cinerario è stata ritrovata in stato frammentario una fibula ad arco serpeggiante con staffa a spirale.
L’osservazione preliminare dei materiali rinvenuti nella campagna 2012 sembra confermare la datazione proposta in seguito alla prima campagna di scavo. Il contesto, per il momento, appare riferibile ad un unico orizzonte culturale collocabile cronologicamente tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro (fine del II° - inizio I° millennio a.C.).