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AIAC_1686 - Baggiovara - 2006
Nella primavera 2006, in località Baggiovara a Modena, Stradello Buracchione, è stato condotto lo scavo di alcune strutture di Età del Ferro, rinvenute in maniera del tutto fortuita durante i lavori per la costruzione di un complesso alberghiero. Il suolo di Età del Ferro nel settore N-E era stato in buona parte obliterato dai lavori agricoli: le strutture infatti comparivano, solo in negativo, già al di sotto dell\'arativo; nel resto del lotto era invece presente una consistente frequentazione di epoca romana e tardo antica che aveva ulteriormente intaccato l\'insediamento pre-romano.
Il sito si caratterizza per la presenza di alcune buche di varie dimensioni. La struttura che ha destato il maggior interesse è una grande buca orientata N-S, con un leggero disassamento verso N-E/S-W, a pianta sub-rettangolare ad angoli arrotondati; lunga circa m 10, larga circa m 3,5 e con profondità massima di circa m 1.
Il riempimento basale, che colmava una depressione canaliforme, era costituito da un deposito limo sabbioso giallastro formatosi in seguito al ristagno di acqua dovuto ad un probabile episodio alluvionale. I riempimenti successivi si caratterizzavano per un\'alternanza tra depositi nerastri molto antropizzati ed organici, diffusi su tutta l\'estensione della buca, e scarichi di concotto, tra cui molti frammenti di origine strutturale con una parete lisciata. Le caratteristiche dei riempimenti, la presenza di concotto strutturale, numerosi ciottoli e abbondante ceramica (soprattutto riconducibile alla vita domestica, come testimonia il rinvenimento di numerosi rocchetti e pesi da telaio), fanno pensare ad un’azione di smantellamento di una fornace e di una capanna, che ipoteticamente dovevano essere presenti nelle vicinanze. La grande buca, quindi, che in origine poteva essere nata come cava d’argilla, fu in un secondo momento utilizzata come grande fossa di scarico.
Si segnala la presenza di abbondante ceramica d\'impasto, frammenti in ceramica buccheroide e numerosi oggetti di bronzo, tra cui fibule ed aghi.
Il quadro cronologico che emerge da una prima analisi dei materiali riconduce ad un periodo compreso tra la fine del VII e il pieno VI secolo a.C.