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AIAC_3299 - Nora, Area E, Terme Centrali - 2012
Milan University began research at Nora in autumn 2002 continuing the project begun by Venice University, directed by Prof. Giorgio Bejor. The area in question is situated at the heart of the Roman city: the central _insula_ of the peninsula, between the theatre and the so-called Temple of Eshmun, partially occupied by the grand Central Baths and numerous houses with standing remains, excavated and consolidated by the Superintendent Gennaro Pesce at the end of the 1950s.
The first campaign concentrated on the planning of the visible walls and reconstruction of the occupation phases dating to between the 5th and 7th century A.D. The presence of at least three houses, A1, A2 and B, datable to the post-Constantinian period was documented, attesting the continuation of residential occupation in this area that must have characterised this zone until the final decades of the city’s life. In 2003-2005, the excavations concentrated on the archaeological evidence dating to the immediately preceding phase, clearly obliterated by the 5th-7th century houses. The excavation and observation of the relationships between the structures revealed the existence of at least three residential complexes with mosaic floors, stylistically datable to between the 2nd and 3rd centuries A.D. These comprised a large _domus_ situated in the north-eastern part of the quarter, a house built around a peristyle with eight columns in the central part of the _insula_ and a large monumental atrium, wrongly interpreted as a nymphaeum during excavations in the 1950s. From 2006 onwards, the research followed two lines of investigation looking at the central residential structures and beginning the examination of the peripheral areas, which had not been excavated since the 1950s. The latter included the coastal strip overlooking the south bay (occupied by numerous houses known as “case a mare”), which was documented and analysed in order to gain a better understanding of the city’s road network, and to make visiting the site easier.
The four campaigns undertaken in the years 2007-2010, aimed to clarify the occupation phases of the monumental Central Baths in order to define its architectural development and above all to reconstruct the dynamics of its transformation over the centuries. The stratigraphy showed at least two occupation phases distinguished by paved and plastered rooms, pre-dating the Bath’s construction, and belonging to the mid 2nd century A.D. houses. Thus, the recent excavations have documented the complex stratigraphy of this area from the early imperial period until the 7th century A.D., showing the continuity of the city’s occupation from the Phoenician period until the threshold of the medieval period.
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AIAC_3299 - Nora, Area E, Terme Centrali - 2013
Nell’anno 2013 l’attività di ricerca dell’Università degli Studi di Milano a Nora ha avuto come triplice obiettivo il proseguimento dello scavo del quartiere delle Terme Centrali, la continuazione del rilievo planimetrico della fascia costiera delle cd. “Case a Mare”, e l’inaugurazione dell’indagine della cd. “Casa del Direttore Tronchetti”.
Nel quartiere centrale si è portato avanti lo scavo del grande isolato abitativo di prima età imperiale abbandonato prima della costruzione delle Terme Centrali. Nel dettaglio, si sono individuati i muri perimetrali della grande casa a corte centrale edificata con ogni probabilità tra la tarda età repubblicana e la prima età imperiale (già parzialmente portata alla luce nel 2011 e 2012): le strutture della casa, abbandonate tra II e III secolo d.C., si estendono per circa 200 mq nell’area oggi occupata dalle terme, coperte da potenti livellamenti artificiali funzionali alla costruzione dell’ _apodyterium_ termale e della porzione orientale del complesso. Si sono riconosciute alcune fasi di risistemazione edilizia interne alla casa, tra cui l’istallazione di alcune strutture per l’approvvigionamento idrico nel cortile, e si è portato alla luce parte di un tracciato stradale con orientamento NE-SW che doveva costeggiare il limite orientale dell’isolato abitato.
Nella fascia delle Case a Mare, estesa dal teatro alla punta di Su Coloru e occupata da sei abitazioni denominate A, B, C, D, E ed F, si è ultimato il rilievo planimetrico dei muri dell’abitazione A (inaugurato nel 2012) e si sono ricostruite le fasi più tarde di occupazione dell’area. L’approfondimento delle indagini negli ambienti privi di pavimenti ha permesso di riconoscere la presenza di strutture murarie più antiche, rivelando la presenza di fasi occupazionali dell’area precedenti a quelle finora riconosciute.
Nella “Casa del Direttore Tronchetti”, gemella della celebre “Casa dell’Atrio Tetrastilo”, il rilievo planimetrico delle strutture murarie conservate in alzato ha già permesso di distinguere la presenza di almeno tre fasi abitative diverse. I sondaggi all’interno di alcuni ambienti pertinenti all’ultima fase di vita hanno portato alla luce pavimenti più antichi di quelli attualmente visibili, rivelando la presenza di risistemazioni edilizie dell’area.
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AIAC_3299 - Nora, Area E, Terme Centrali - 2016
Con la campagna condotta tra il 5 Settembre e il 14 Ottobre 2016, l’équipe dell’Università degli Studi di Milano, sotto la direzione del Prof. Giorgio Bejor e con il coordinamento tecnico della dott.ssa Ilaria Frontori, ha proseguito l’attività di ricerca dell’Area E, l’ampio settore compreso tra il teatro e la punta di Su Coloru. Insieme al proseguimento delle indagini condotte nelle scorse campagne si è dato avvio a nuove ricerche estensive nell’area del celebre “Atrio Tetrastilo” e nella vicina Casa del Signino, mai scavate sistematicamente dagli anni ’50 del ‘900. Come ogni anno la ricerca sul campo è stata affiancata dall’attività di magazzino rivolta al lavaggio, alla catalogazione e allo studio dei reperti mobili.
Nella “Casa del Direttore Tronchetti” (C.d.T) il proseguimento dello scavo dell’atrio è stata affiancata dall’apertura di nuovi saggi nei settori periferici occupati da nuclei abitativi esterni al perimetro, nell’ottica di una piena comprensione delle relazioni tra la _domus_ e lo spazio circostante. In particolare, nel corso dell’ultima campagna si sono indagati sette diversi ambienti: i vani A, F1, G, G1 e K, collocati nel cuore della casa, nelle prime tre settimane; i vani W e X, ubicati tra la _domus_ e le Terme a Mare, nelle ultime tre settimane. Lo scavo ha confermato alcune ipotesi ricostruttive precedentemente formulate: nel vano adiacente all’atrio A si è portata alla luce una cisterna in grossi blocchi di arenaria, disposti a profilo semicircolare, destinata alla conservazione delle acque provenienti dal vicino _impluvium_. Nell’area tra la _domus_ e le terme, la pulizia e il rilievo dell’esistente hanno permesso di attribuire le strutture emergenti a una serie di case allineate esattamente come la vicina Casa del Direttore Tronchetti, evidenziando la presenza di un quartiere più antico delle terme, parzialmente livellato dalla costruzione delle stesse.
Nell’isolato centrale, oggetto d’indagine da parte dell’ateneo milanese dal 2002, lo scavo si è concentrato nel vano Ti delle Terme Centrali, dove si realizzato un sondaggio nell’area meridionale del vano, nel luogo in cui tradizionalmente si colloca l’ingresso delle terme. Lo scavo ha permesso di mettere in luce le fondazioni dei muri perimetrali dell’edificio, recuperando materiali utili alla datazione degli stessi, denotando la presenza di diversi ampliamenti del complesso, che ne hanno progressivamente stravolto la fisionomia: si sono infatti riconosciute almeno tre macrofasi edilizie, che andranno sviluppate col proseguimento delle indagini.
Nella fascia delle Case a Mare, estesa dal teatro alla punta di Su Coloru, lo scavo del settore A ha sottolineato la pluristratificazione di questo vasto quartiere abitativo, nato nel periodo punico e abitato fino all’età tardoimperiale. Nell’ambiente Aa, indagato dal 2012, il raggiungimento dei livelli di calpestio di prima fase, coperti da almeno un metro di interro, ha permesso di datare le strutture più tarde a un periodo posteriore agli inizi del II d.C.
Nella trincea di fondazione di uno dei muri più antichi, si è invece rinvenuto il fondo di un piatto sul quale vennero incise tre lettere in alfabeto fenicio: a una prima osservazione sembra che l’iscrizione riporti i caratteri “HRN”, riferibili a Horon, divinità fenicia già evocata in ambito sardo da una statuetta rinvenuta nel tempio di Antas.