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Alice James – The British School at Rome

Season Team

  • AIAC_1897 - Porto - 2013
    Gli scavi per la Field School del Portus Project (24 giugno-12 luglio 2013) si sono concentrati nell’Edificio 5, “navalia”, e negli Edifici 8 e 3, facenti parte del “Palazzo Imperiale”. L’Edificio 5 (circa 240mx60m), articolato in grandi navate da 12 o 18m separate in gruppi da corridoi, fu costruito sotto Traiano, quando fu probabilmente usato per la costruzione e/o manutenzione di navi commerciali o da guerra. Tale edificio ebbe poi importanti trasformazioni alla fine del II d.C., quando molte navate vennero suddivise, e in età tardoantica quando verrà incluso nelle mura della città e infine occupato da sepolture. E’ stato realizzato un nuovo saggio stratigrafico nella grande navata già oggetto di indagini nel 2011-2012, dove è stata rimossa la massicciata del III d.C. su cui si conservavano resti delle _suspensurae_ di IV-V d.C., consentendo così di raggiungere prima i livelli di II d.C. connessi alla suddivisione della navata e poi i livelli pavimentali traianei costituiti da massicciate e depositi di sabbia, con profonde abrasioni e numerose buche di palo. Il Palazzo Imperiale è un complesso che si estende per circa 3 ettari su una penisola al centro del porto, situata tra il bacino esagonale di Traiano e il più antico bacino di Claudio. Dal 2012 lo scavo ha interessato l’angolo nordorientale del complesso (Edificio 8) con una strategia coordinata al restauro intrapreso sotto la direzione del dott. Angelo Pellegrino (SSBAR). Allo stato attuale il complesso, originariamente su tre livelli, conserva solo il piano terra e parte del primo piano. L’edificio, costruito in età traianea, mostra un lungo utilizzo con cambiamenti strutturali. Sono stati indagati alcuni ambienti del primo piano; tra questi una latrina con resti dell’originario pavimento traianeo in mosaico bianco e nero, tagliato per l’inserimento di un nuovo pavimento marmoreo, connesso al rifacimento del bancone della latrina e all’apertura di una nuova porta nel IV-V d.C. Tutti i marmi vennero spogliati, presumibilmente alla fine del V d.C. Un altro ambiente al primo piano, di forma trapezoidale e funzione ancora sconosciuta, venne arricchito da una cospicua decorazione marmorea pavimentale e parietale, di cui resta la preparazione, realizzata con lunghi frammenti di anfore africane. E’ stata indagata parte del portico e dell’area scoperta di un peristilio individuando due colonne laterizie ancora rivestite di stucco bianco e il crollo in posto del pilastro angolare, conservato adagiato sui depositi di obliterazione delle strutture. Nel portico è stato inoltre parzialmente scoperto il pavimento a mosaico che conserva una cornice costituita da una treccia policroma, nella parte scoperta i resti di un pavimento a lastre marmoree in fase con la cisterna sottostante. In un corridoio, originariamente scoperto, sono state indagate le colmate di abbandono databili a partire dal VI d.C. L’Edifico 3 è una struttura rettangolare delimitata da muri in _opus testaceum_ e _opus mixtum_, con interno articolato intorno a un peristilio centrale con portici voltati e pavimento in _opus spicatum_ con molteplici rifacimenti. Nel III d.C. fu sede di una manifattura di vasellame vitreo. La pulizia dei depositi di macerie ha rivelato la presenza di numerosi setti murari relativi alle coperture dei corridoi, di grande interesse per la ricostruzione degli alzati dell’edificio e in un punto non interessato da setti murari, si è iniziato un saggio stratigrafico con lo scopo di indagare gli accumuli sul pavimento.
  • AIAC_2979 - Prato Felici - 2013
    The excavation at Prato Felici continued the investigations begun in 2012 of a large structure identified above Porta Foca on the south eastern side of the acropolis at Segni. The previous year’s clearance work revealed a structure, measuring 12.62m in width, built in opus signinum with a thick cement floor (c.0.40m) with a fabric of medium to small sized fragments of limestone and sporadic fragments of tile and pottery. The aim of the 2013 excavations was to identify the full internal extent of the structure and externally to establish its construction technique and chronology. A trench was excavated immediately to the south of the building where the previous year’s investigations had revealed a stratigraphy dating back to the late Bronze Age. The trench was further extended to understand the immediate wider context, which revealed that the material was washed down the steep slope, and lay immediately upon the limestone bedrock upon which the structure was built. The trench confirmed the construction date of the building in the second half of the 2nd century BC with material also illustrating frequentation of the area in the 4th century BC, possibly associated to structures found immediately to the north of the building by an earlier rescue excavation by the Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. Within the structure a 3m wide trench was excavated the full length of the eastern wall with the aim of clarifying the buildings function and length. The internal floor revealed an uninterrupted length of 36.7m. The 2012 excavation led to the hypothesis of the use of the structure as a cistern, supported by the thickness of the southern and western walls (0.70 m) and a depth of 2.5m. The absence of supporting lateral pillars around the structure, as well as internal dividing east-west walls suggests that the structure was an open cistern or pool, rather than covered. The final area investigated in 2013 focused upon a dividing north-south wall, built with no bonding material, discovered within the structure in 2012. The excavation revealed that, in its western half, the structure was deliberately refilled in the 2nd century AD. To the east of the dividing wall, the area was abandoned until the 9th century AD when the area was reused, including the construction of a small hearth.