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AIAC_307 - Capo S. Elia - 2010
La seconda campagna di scavo, iniziata nel 2009 e conclusasi nel 2010, ha proseguito l'indagine già avviata nel 2008 nell'area interessata dalla presenza di strutture murarie forse pertinenti a un edificio monastico realizzato in età medievale.
L’indagine ha portato in luce una vasta area pavimentata in battuto di malta, conservata per una superficie estesa circa m 30 x 6, che occupa l’area a nord-est delle strutture murarie. Benché resa lacunosa in diversi tratti, l’area pavimentata appare ancora ben conservata per una superficie abbastanza estesa. Degno di nota è anche il fatto che tale pavimentazione appare ancora in connessione stratigrafica con un tratto murario di cui residuano tre grandi blocchi disposti in continuità strutturale con la lunga canaletta che faceva confluire l’acqua all’interno della cosiddetta ‘cisterna romana’, già individuata a suo tempo dal Canonico Spano. La superficie pavimentata appare inoltre articolata in almeno tre ambienti, di cui sono ancora percepibili le tracce murarie. Non meno importante appare il fatto che la pavimentazione sia stata in più punti intaccata da buche di varie dimensioni e forme, la cui finalità non risulta al momento facilmente interpretabile.
Oltre al livello pavimentale sinora riportato in luce, risulta visibile nella sezione a vista creata dallo scavo effettuato in antico nell’area immediatamente a sud delle strutture murarie della c.d. ‘chiesetta’, un secondo livello pavimentale ubicato a circa 20 cm più in basso rispetto al primo. Si delinea dunque la possibilità, più che plausibile, di cogliere, attraverso l’estensione dello scavo, le tracce pavimentali pertinenti ad almeno due fasi di frequentazione dell’area.
Da segnalare infine la presenza, nel settore a sud delle strutture murarie, di alcuni grandi blocchi sinora appena emergenti, che appaiono presumibilmente ancora in giacitura originaria, forse pertinenti alle strutture dell’edificio templare di età punica.
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AIAC_3410 - Nora, Ex Area
Militare - 2013
Nel maggio del 2013 si è dato il via al progetto Isthmos, condotto dall’Università di Cagliari in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano e con il Comune di Pula.
Il progetto, sotto la direzione scientifica dei professori Simonetta Angiolillo e Marco Giuman della Cattedra di Archeologia Greca e Romana dell’Università di Cagliari, si è articolato per l’anno 2013 in una prima fase di survey sul campo alla quale ha fatto seguito una seconda incentrata sullo scavo stratigrafico. Le operazioni, coordinate dai dottori Romina Carboni e Emiliano Cruccas, si sono concentrate su un settore (particella n. 485, foglio 390, mappa catastale del comune di Pula) del promontorio collocato poco oltre l’istmo che collega la penisola di Nora all’entroterra. Si tratta di una porzione di territorio di quasi 15000 mq. occupata per lungo tempo da una servitù militare e di recente passata al pubblico demanio.
Il primo step della ricerca si è incentrato su analisi non invasive svolte sul sito attraverso una campagna di ricognizione con raccolta di reperti. Contemporaneamente alle operazioni di ricognizione archeologica si sono svolte analisi geofisiche condotte dall’équipe del Prof. Gaetano Ranieri dell’Università di Cagliari.
Sulla base delle emergenze individuate nel corso della ricognizione si è deciso di concentrare le indagini su due aree, denominate area Alfa e area Beta, collocate nella porzione meridionale della particella in esame. Nella prima area sono venuti alla luce lacerti murari pertinenti ad una struttura di incerta destinazione, ma contigui ad una fossa con una grande quantità di materiale ceramico e coroplastica votiva, forse legati alla dismissione di un’area sacra. Nella seconda area è stato riportato alla luce un tratto di strada con grossi basoli di andesite, verosimilmente prosecuzione dell’arteria E-F che costeggia sul lato orientale la cosiddetta Insula A.
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AIAC_3410 - Nora, Ex Area
Militare - 2014
Le ricerche dell’Università di Cagliari nell’ex Area Militare di Nora (foglio 390 della Mappa Catastale del Comune di Pula), iniziate nel corso della primavera del 2013, sono proseguite nell’estate del 2014 con un approfondimento dei due punti topografici individuati l’anno precedente: un lungo tratto di una strada basolata, naturale prosecuzione dell’arteria che percorre ad est la c.d. ‘Insula A’, e parte di un edificio con differenti fasi di vita e di utilizzo.
La campagna di scavo condotta nell’estate del 2014 ha permesso di definire con maggior precisione il settore sud-orientale dell’area di scavo, collocato nel punto altimetrico più alto della particella oggetto d’indagine (Area Alfa). In questa porzione di scavo sono venute alla luce murature pertinenti ad un grosso edificio rettangolare e resti di una canaletta e di una fossa contestuali e probabilmente relative ad un piccolo impianto a destinazione artigianale riconducibile alla fase tardo-antica di frequentazione dell’area. Importanti risposte sono arrivate anche ad ovest di questo settore (Area Delta): la presenza di strati di crollo, non ancora indagati, sembrano rilevare una situazione articolata relativa ad un settore abitativo della città di età romana. Particolare attenzione è stata dedicata anche al settore ad est della strada E-F (Aree Beta e Gamma), la cui esplorazione ha permesso di intercettare una trincea di una precedente esplorazione dell’area, nel periodo in cui questa era ancora sotto il controllo della Marina Militare.
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AIAC_3410 - Nora, Ex Area
Militare - 2015
La campagna di scavo 2015 dell’Università di Cagliari nell’ex Area Militare di Nora si è concentrata da un lato su alcuni settori messi in luce nelle due campagne di scavo precedenti, dall’altro su nuovi punti di interesse determinati dalle evidenze archeologiche emerse durante la ricognizione fisica e dai dati delle analisi geomagnetiche svolte nel 2013 dall’équipe del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura, guidata dal prof. Gaetano Ranieri dell’ateneo cagliaritano.
La prima di queste aree (Omega) è collocata in prossimità della recinzione che separa l’area archeologica dalla strada moderna di accesso al sito. In questo settore sono stati individuati i resti di un edificio a pianta quadrangolare e di una fontana a esedra semicircolare, elementi che fanno supporre la presenza di un importante spazio pubblico monumentalizzato.
In direzione sud è stata aperta un’ulteriore area di indagine (Omicron) che ha permesso di portare alla luce un altro tratto della strada E-F, individuata negli anni precedenti nel settore meridionale della particella indagata (Beta). In questa zona sono proseguite le indagini volte a definire nel dettaglio alcuni aspetti lasciati in sospeso nelle campagne di scavo precedenti: sono così stati messi in luce tre vani contigui (Gamma II, III e IV) che costituiscono parte della grande struttura adiacente all’arteria basolata individuata nella prima campagna di scavo. Gli ambienti, sigillati dagli strati di crollo pertinenti alle murature collassate, hanno evidenziato stratigrafie relative alle fasi di abbandono dell’area, con una forbice cronologica inquadrabile tra la media età imperiale e il VII secolo d.C. Di grande interesse inoltre il settore a monte collocato tra le aree Gamma e Alfa (Delta), che ha evidenziato la presenza di un muro di terrazzamento contestuale a strati collocabili non oltre il I/II secolo d.C. e pertinente ad una sistemazione globale di questo settore della città nella prima età imperiale.