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Jacopo Bonetto

Season Team

  • AIAC_3362 - Nora, ex Area militare - 2012
    Dal 2012 le Università di Padova, Milano e Genova e la Sovrintendenza ai Beni Archeologici di Cagliari e Oristano hanno ripreso le ricerche nell’ex area della Marina militare presso il promontorio di Nora (Pula) nella Sardegna meridionale. La zona, posizionata lungo l’istmo che congiunge la terraferma alla penisola, faceva parte in epoca romana dello spazio urbano, mentre in epoca precedente doveva costituire un settore periferico rispetto al nucleo abitato e per questo assunse una valenza prettamente funeraria. Infatti già nel 1871 il col. A. Roych e il cav. M. Satto avevano esplorato alcune tombe ipogee tagliate nella roccia. Il primo scavo sistematico invece fu condotto nel settore orientale tra il 1891 e il 1892 da parte di F. Nissardi e le prime edizioni dei risultati si devono a F. Vivanet e G. Patroni (1901, 1902 e 1904) e a P. Bartoloni e C. Tronchetti (1981). In totale vennero esplorate 40 tombe riferibili al momento di massima fioritura della colonia cartaginese e databili tra la metà del V e la fine del IV sec. a.C. Durante questi primi scavi della fine del XIX secolo venne rinvenuta anche un’unica tomba ad incinerazione in cista. Questa singola sepoltura e questi materiali sono riferibili ad una necropoli di età fenicia la cui esatta collocazione, l’estensione e l’entità sono rimaste ad oggi del tutto sconosciute. Tuttavia, una conferma della presenza di un sepolcreto arcaico è derivata recentemente (2011) dallo scavo condotto dalla Soprintendenza presso l’area dell’anfiteatro posta immediatamente a nord del confine dell’ex area della Marina militare. Tra il 2012 e il 2013 l’Università di Padova ha avviato una serie di indagini che hanno ha previsto in primo luogo l’elaborazione di un completo piano topografico digitale dell’area, fino al presente non disponibile. Completate le operazioni di inquadramento e di pulizia dell’area, le attività sono proseguite con l’esecuzione di indagini geofisiche a tecnica mista basata su metodi geoelettrici e metodi GPR (Ground Penetrating Radar). Le misure hanno interessato due aree tra loro distinte: la prima è posizionata a sud-ovest della Casa della Guardiania, tra questa e la recinzione che divide l’ex Area della Marina militare dal porticciolo di pesca, e presenta un’estensione di circa 30x60 m; la seconda è posizionata lungo il limite nord-est dell’ex Area della Marina militare, a ridosso del settore in cui fu rinvenuta la grande necropoli a camera, e si estende su circa 25x60 m. In entrambe le aree sono state rilevate numerose e significative anomalie variamente distribuite. Nel settore a sud-ovest della Casa della Guardiania esse sembrano indicare la presenza di un piano sterile naturale roccioso a modesta profondità e l’esistenza di cavità in esso ricavate. Sebbene le evidenze non possano fornire indicazioni certe e inequivocabili, è possibile interpretare tali segnali come indizi di presenze tombali ricavate nel piano roccioso. Nel settore sud-orientale le anomalie si presentano molto localizzate e molto intense fornendo l’impressione della presenza di larghe, articolate cavità ricavate nel sottosuolo, richiamando con naturale evidenza le tombe a camera indagate nella medesima area nel secolo XIX. Entrambe le situazioni, per quanto foriere di promettenti segnali di presenze antiche, richiedono verifiche e conferme di natura topografica e strutturale che solo le indagini di scavo programmate per il 2014 potranno offrire.