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Pasquale Barile

Season Team

  • AIAC_2837 - Malga Staulanza - 2013
    Durante la campagna 2013 è iniziato lo scavo estensivo del sito di Malga Staulanza, oggetto di sondaggi nel 2011 e 2012. Questi avevano portato in luce un’industria litica abbastanza abbondante riferita all’Epigravettiano recente. Nel corso dell’intervento del 2013 è stata indagata una superficie di 5,25m2. L’area interessata dalle indagini è ubicata su un piccolo pianoro delimitato da due solchi erosivi creati dal flusso idrico, a monte di un dosso di limitata estensione. Dopo l’asporto delle zolle di erba è iniziato lo scavo del sedimento con la cazzuola. Sono stati coordinati tutti i pezzi di dimensioni superiori a 0,5 cm ed è stato setacciato tutto il sedimento a secco per il recupero dei reperti più piccoli. I materiali rinvenuti (essenzialmente industria litica e frustoli carboniosi) provengono dalle US 1 (a partire dalla porzione immediatamente sottostante la cotica erbosa), US 7 e US 12. Lo scavo estensivo ha, in grossa misura, confermato le sequenza stratigrafica individuata nel corso delle campagne precedenti. Alla base dell’orizzonte organico superficiale (US 1) è, però, sembrato opportuno distinguere un livello caratterizzato da una matrice di colore bruno e dalla presenza di radi carboncini (US 12), che nelle campagne precedenti era stato scavato assieme ad US 1. Al di sotto di questo si colloca uno strato a matrice limo-argillosa di colore bruno-rossastro che assieme alle US soprastanti ingloba l’industria litica (US 7). Chiude la sequenza il livello denominato US 8 che in base all’approfondimento del 2011 si è visto essere sterile. US 8 rappresenta un livello limo-argilloso di colore grigio con scheletro di arenite vulcanica della taglia della ghiaia. Nei quadrati F1-101 al di sotto di US 1 è stata identificata una concentrazione di carboncini di morfologia circolare e spessore centimetrico denominata US 14, interpretabile come un focolare non strutturato. Tale US riempiva una lieve depressione lenticolare impostata al tetto di US 7, caratterizzata da un’evidente rubefazione della superficie. Non avendo restituito manufatti non è stato possibile mettere in relazione il suddetto focolare con l’occupazione preistorica. Potrebbe, infatti, trattarsi di una struttura molto più recente. Questo particolare dovrà essere verificato mediante datazioni radiometriche. Complessivamente la campagna 2013 ha permesso di rinvenire diverse centinaia di reperti litici scheggiati, 371 dei quali rilevati singolarmente con la stazione totale. Il ritrovamento di numerosi elementi ritoccati, ed in particolar modo di alcune armature a dorso, ha permesso di confermare l’attribuzione culturale all’Epigravettiano recente.