Name
Alessandro Baioni, Davide Birbes, Mattia Birbes, Gabriele Bocchio, Ivan Bresciani, Giampietro Candido, Edgar Caracristi, Emanuele Dalmiglio, Giambattista De Giuli, Laura Fapassini, Federico Fusari, Ivan Gatta, Eligio Labigalini, Angelo Lando, Francesco Maioli, Eliseo Mora, Mara Parini, Ezio Persavalli, Stefan Szakvary, Gianni Vezzoni.
Organisation Name
Volontari del Gruppo Grotte Gavardo

Season Team

  • AIAC_886 - Lucone - 2013
    L’annuale campagna di scavo ha consentito definitivamente di raggiungere su tutta l’area del Settore 1 il fondo del lago, dopo aver asportato la parte più antica della stratigrafia. Di importanza fondamentale sarà ultimare il programma di datazioni dendrocronologiche previsto per tutti gli elementi lignei verticali. Per le caratteristiche degli elementi lignei verticali del Lucone D, è stato necessario raggiungere il punto di infissione nel fondo del lago per poter operare il campionamento e per fissare definitivamente la posizione del palo; dati che serviranno per la ricostruzione planimetrica del villaggio. Il campionamento, iniziato quest’anno nell’angolo NE dello scavo, sarà ultimato nella prossima campagna. Al momento è emersa chiaramente la possibilità di suddividere la vita dell’insediamento nelle seguenti fasi e sottofasi: 1. Fase di impianto (post 2037-4 ± 10 a.C.) 2. Incendio dell’abitato (da datare con precisione) 3. Fase di ristrutturazione (da datare con precisione) 4. Abbandono (post 1967 ± 10 a.C.) Alle fasi 2 e 3 sono pertinenti differenti fasi di abbattimento di alberi che devono essere ancora correttamente correlate. Tra la fase di impianto e quella di ristrutturazione l’abitato presenta un ampliamento verso il centro del bacino. Ciò è riscontrato sia nella stratigrafia, poiché nella fascia verso il lago è praticamente assente il deposito pertinente alla prima fase, sia dalla dendrocronologia, che ha mostrato come i pali in assoluto più recenti provengano dalla trincea verso il lago. Si è deciso di aprire una trincea di circa 11 metri a partire dall’angolo Sud-Ovest dello scavo principale con orientamento verso Ovest, cioè verso il centro del bacino. Dopo l’asportazione manuale del terreno superficiale agrario (US 1) si è messa in luce la superficie dello strato di matrice carbonatica che sigilla tutto il deposito archeologico (US 2). Durante l’asportazione di quest’ultimo, si è notato che quello strato piuttosto omogeneo, spesso da 15 a 20 cm, e di consistenza friabile tipico dell’area corrispondente all’insediamento, diviene uno strato particolarmente spesso, anche 80/90 cm, procedendo verso il centro del lago, e si suddivide in differenti livelletti. Grazie a queste osservazioni si è potuto finalmente riconoscere con sicurezza questo strato anche nelle sezioni delle trincee precedentemente aperte. Asportata US 2 si è constatata con chiarezza la grande differenza, dal punto di vista deposizionale, tra l’area all’interno dell’abitato palafitticoloe l’area esterna. Tra i due ambienti ben evidente la presenza di una fascia di passaggio che presenta frequente interdigitazione di livelletti torbosi e di apporti antropici. Durante lo scavo di questa fascia si è documentata una serie di elementi lignei orizzontali di notevole interesse per la ricostruzione planimetrica del sito. Particolarmente interessanti sono un plinto a racchetta (EL 995) e una trave rinvenuta in posizione orizzontale, forse connessa al plinto (EL 996). Si tratta del primo esemplare di plinto rinvenuto al Lucone D e presuppone una tecnica costruttiva ben testimoniata al Lavagnone di Desenzano nell’orizzonte Lavagnone 3. I due elementi non sembrano in posto, ma riutilizzati in qualche modo in una fase successiva alla loro realizzazione. Lo scavo ha restituito materiali ceramici, vari oggetti in osso-corno, fayance, selce, pietra e metallo, materiali in legno e in materia deperibile