Name
Maria Laura Santarelli

Season Team

  • AIAC_953 - Pyrgi - 2013
    L’indagine del 2013 è stata indirizzata alla definizione della fascia di confine tra l’abitato etrusco, fondato sulla costa verso la fine del VII secolo, il duplice complesso santuariale che si sviluppa dalla seconda metà avanzata del VI secolo in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale Caere-Pyrgi e l’area portuale, attraverso la prosecuzione dello scavo stratigrafico avviato in estensione nel 2009 e di saggi mirati alla verifica dei risultati delle prospezioni geofisiche. L’indagine di scavo è stata condotta all’interno dell’ampio saggio (m. 28 x 36) che abbraccia il tratto urbano della via di collegamento Caere-Pyrgi, sul lato dell’entroterra; l’innesto ad angolo retto con la via Caere-Pyrgi e lo sviluppo in direzione dell’area portuale di una larga _via glareata_, che si configura come importante elemento di demarcazione topografica; una serie di edifici diversi per tecnica edilizia e destinazione funzionale che si sviluppano lungo il percorso di quest’ultimo asse stradale. A nord della _via glareata_ è proseguito lo scavo nel sottosuolo dell’edificio monumentale in opera quadrata, arrivando ad evidenziare strutture murarie e livelli di abbandono pertinenti a un preesistente edificio, distrutto in seguito ad incendio e databile entro il terzo quarto del VI sec.a.C. A sud della _via glareata_ lo scavo ha interessato in primo luogo il settore in cui ricade il basamento quadrangolare, delimitato da blocchi di tufo e pavimentato con lastroni poligonali in calcare e arenaria, portato in luce nel 2012 sul limite ovest del saggio. L’interpretazione del basamento come altare ha ricevuto una conferma dallo scavo del contiguo ambiente/recinto, delimitato da strutture in pietrame, al cui interno era presente una depressione colmata con carbone di legna, cenere e ossa animali, assimilabile a una _eschara_. Alla funzione cultuale del basamento si riferisce inoltre un eccezionale atto rituale compiuto nei pressi: la deposizione, all’interno di una piccola buca, di una olpe locale in argilla depurata, fissata sul fondo con un chiodo da carpenteria. Lo scavo del livello pavimentale approntato a sud del basamento, oltre a fornire un termine di datazione al secondo quarto del V sec.a.C., ha consentito di portare parzialmente in luce strutture in opera quadrata con orientamento SE-NW, obliterate mediante scarichi di tegole e coppi di I fase; la presenza di due incassi circolari a carico dei blocchi potrebbe suggerirne la pertinenza a un edificio preceduto da una tettoia. Sul medesimo versante della via glareata, lo scavo ha permesso di esaurire gli strati di abbandono e di precisare ulteriormente l’articolazione planimetrica del cd edificio porticato, la cui funzione di magazzino è stata confermata dal ritrovamento di un ulteriore esemplare di dolio. Resta da rintracciarne il muro di delimitazione sul lato dell’entroterra, dove l’edificio si interrompe per la presenza di un fossato agricolo post-antico. L’indagine è stata avviata aprendo una trincea esplorativa, che ha evidenziato una struttura muraria probabilmente riferibile all’edificio e, immediatamente all’esterno, una pavimentazione lastricata sconvolta dalle arature, riferibile alla sistemazione dello snodo tra i due percorsi stradali. La trincea ha inoltre permesso di evidenziare in tutta la sua estensione (largh. cm 520) la massicciata tufacea della Caere-Pyrgi, di intercettarne la crepidine orientale in blocchi di tufo (parzialmente smantellata in antico) ma soprattutto di chiarire che la strada correva su un rilevato artificiale, contenuto da un potente terrapieno di argilla sterile foderata con detrito tufaceo, con andamento a scarpa; la strada era affiancata una profonda depressione, parzialmente indagata, che sulla base delle risultanze della prospezione geofisica potrebbe riferirsi ad un fossato. Per verificare le risultanze delle prospezioni geofisiche eseguite nel 2011-2013, è stato infine aperto un saggio misurante m 15 x 10 ad ampliamento dell’area di scavo in direzione del Santuario Monumentale. Tale saggio, confermando la corrispondenza delle anomalie lineari con altrettante strutture murarie, ha evidenziato la presenza di una serie di vani affiancati, che si sviluppano in direzione NW/SE, e che affacciano su un piazzale; di estremo interesse è la presenza, all’interno del piazzale, di un basamento in blocchi di tufo, purtroppo quasi completamente divelto dalle arature.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2014
    La campagna di scavo del 2014 ha interessato prevalentemente la fascia a Nord del Santuario Monumentale, proseguendo lo scavo in estensione avviato nel 2009. A nord della via glareata, è proseguito lo scavo all’interno dell’edificio monumentale in opera quadrata di primo quarto del V sec. a.C., purtroppo rasato alla quota di fondazione. Di estremo interesse è il rinvenimento di una offerta nel cavo del muro occidentale, che contribuisce a segnalare il carattere del tutto eccezionale dell’edificio: si tratta dei resti di un cane, fatto in pezzi e deposto all’interno di una buca rivestita e sigillata con frammenti di tegole. Tale offerta riveste un chiaro significato infero e probabilmente segnala la funzione liminare del fabbricato, per il quale è forse possibile avanzare l’interpretazione di casa-torre in prossimità di un importante varco di accesso. Lo scavo di questo settore ha permesso inoltre di perfezionare la lettura delle fasi di vita preesistenti, databili entro la seconda metà del VI sec. a.C, evidenziando strutture in pietrame a secco riferibili ad almeno due diverse fasi edilizie, connesse a piani pavimentali in battuto di tufo e in materiale deperibile recanti tracce di incendio e sigillati da una coltre di tegole e coppi di prima fase. A sud della via glareata, lo scavo è stato invece condotto in estensione ed è stato mirato a perfezionare la lettura planimetrica del complesso di strutture che, delimitato dai percorsi della Caere-Pyrgi e della via glareata, si sviluppa verso sud in direzione del Santuario Monumentale. Lo scavo, limitato agli strati di abbandono, ha permesso di identificare la presenza di almeno due diversi isolati. Il primo isolato a partire da nord si attesta contro la sede stradale glareata e presenta lungo il perimetro una serie di vani di diverse dimensioni, delimitati da strutture in pietrame a secco e affacciati su un’area cortilizia centrale. La serie di strutture comprende sul lato ovest il basamento pavimentato in lastroni di calcare già interpretato come altare e la contigua eschara; sul lato est, il cd. “edificio porticato” di cui è stato possibile evidenziare, oltre al muro di fondo del portico, la presenza di almeno due ambienti affiancati e, nel sottosuolo, di un canale di drenaggio in blocchi di tufo. Resta da chiarire il rapporto dell’edificio con il percorso della Caere-Pyrgi. Il secondo isolato, sul versante del Santuario Monumentale, appare occupato da un poderoso basamento in blocchi di tufo in gran parte divelto dalle arature e da strutture in blocchi di tufo che, con andamento parallelo al tempio A proseguono in direzione dell’entroterra e risultano obliterate da un consistente strato di abbandono, databile entro il IV sec. a.C: si tratta di uno strato ricco di ossa di animali di grande taglia e ceramiche in gran parte ricomponibili, tra cui figurano olle di grandi dimensioni e coperchi di impasto, coppette miniaturistiche e piattelli in argilla depurata acroma e a vernice nera etrusco-arcaica, ma anche frammenti di terrecotte architettoniche. La campagna del 2014 ha infine segnato la ripresa delle indagini nel Santuario Monumentale, interessando la terrazza davanti al TpA.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2015
    La campagna di scavo del 2015 ha interessato la fascia a Nord del Santuario Monumentale, proseguendo lo scavo in estensione avviato nel 2009 in corrispondenza del raccordo tra la Caere-Pyrgi e l'asse stradale glareato diretto al porto orientale di Pyrgi. A nord della via glareata, è proseguito lo scavo nel sottosuolo dell’edificio monumentale in opera quadrata di tufo (intorno al 500 a.C.), interpretato come casa-torre in rapporto a un varco di ingresso sulla sede stradale. E' stato in parte evidenziato un edificio delimitato da strutture con fondazioni in pietrame a secco e alzato in mattoni crudi e provvisto di un pavimento in battuto di tufo, articolato in almeno due ambienti e ristrutturato nel corso della seconda metà del VI sec.a.C. A sud della via glareata, l'area di indagine è stata ampliata in direzione dell'entroterra di ulteriori 200 mq precisando lo sviluppo planimetrico del grande isolato attestato contro i due assi stradali e articolato in sequenze di vani affacciati su un'area cortilizia. Lo splateo ha permesso di portare in luce l'ala occidentale dell'isolato, preceduta da un portico scandito da colonne con basi in peperino, e intaccata longitudinalmente da tre larghi e profondi fossati post-antichi. Lo scavo ha privilegiato l'angolo settentrionale dell'isolato, al raccordo dei due tracciati stradali, evidenziando un fabbricato articolato in più vani e delimitato sul lato sud da una stretta intercapedine muraria. Tale intercapedine è percorsa da una fognatura in blocchi di tufo funzionale a drenare l'area cortilizia verso l'entroterra, che prosegue attraversando diagonalmente il tracciato della Caere-Pyrgi. Lo spaccato dei fossati post-antichi dimostra che tale edificio è preceduto da almeno due fasi costruttive, con diverso impianto planimetrico. A tale porzione dell'isolato sono attribuibili più tetti decorati databili nella seconda metà del VI sec.a.C.: ai frammenti recuperati in precedenza dagli strati di abbandono finali, si è aggiunto quest'anno un frammento di antefissa di tipo campano a testa gorgonica (530-520a.C.). Lo scavo degli ambienti appartenenti all'ala meridionale dell'isolato ha permesso di intercettare un consistente deposito di materiali, che si riferisce con ogni probabilità allo svolgimento di una cerimonia collettiva di espiazione/purificazione, in occasione della ristrutturazione dell'edificio di pertinenza intorno al 500 a.C. Il deposito comprendeva infatti oggetti ricomponibili, reiterati e specificatamente selezionati: alla sfera del bere alludono in particolare diversi esemplari di anfore di importazione e di _kantharoi_ e calici in bucchero deposti all'intorno di un cratere a vernice nera; alla sfera della preparazione e consumo del cibo carneo preceduti dal sacrificio alludono invece l'abbondante quantità di ossa animali (in particolare, mandibole), le olle di diverso formato e i frammenti di fornello. L'indagine ha infine interessato un secondo isolato, solo parzialmente portato in luce sul versante del Santuario Monumentale. In questo settore è presente una platea quadrangolare in blocchi di tufo rosso, dotata di una probabile funzione idraulica: lo scavo del 2015 ha infatti evidenziato una opera di canalizzazione sotterranea in blocchi di tufo che da essa prende avvio, garantendo il drenaggio dell'area in direzione dell'entroterra.