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Teresa Oda Calvaruso

Season Team

  • AIAC_3194 - Muro Leccese, località Cunella - 2014
    Dal 07 al 18 luglio 2014 è stata condotta la tredicesima campagna di scavo nell’area dell’abitato messapico di Muro Leccese. Come negli anni precedenti (Fasti on line 2011 e 2013), le attività di scavo hanno interessato l’area archeologica di proprietà comunale in località Cunella, ubicata nella parte centrorientale del centro antico. Più in particolare, l’indagine archeologica è stata concentrata nella parte meridionale del cortile (fig. 1, amb. 9) del complesso residenziale che margina a S la strada. Scavi condotti fino al 2006 avevano messo in luce un allineamento di pietre di piccole dimensioni e forma irregolare che poteva essere riferibile a una strutture precedente all’impianto del complesso stesso, avvenuto verosimilmente attorno agli inizi del V secolo a.C. (Giardino, Meo 2013a). L’intervento del 2014 è stato impostato e realizzato sulla base di due obiettivi. Il primo è stato quello di verificare una eventuale frequentazione dell’area precedente all’impianto del complesso residenziale arcaico; il secondo obiettivo aveva la finalità di controllare natura e consistenza di alcune anomalie registrate nel corso di indagini preliminari, non invasive, effettuate nel 2012 mediante georadar impulsato da parte di ricercatori dell’IBAM-CNR di Lecce, sotto la guida dell’ing. R. Persico . Per quanto riguarda il primo obiettivo, l’individuazione di una buca da palo in fase con l’allineamento di pietre già visibile nel 2006 e non ancora indagato e di un lembo di acciottolato simile a quello individuato per la capanna a N della strada (fig. 1, amb. 11; Giardino, Meo 2013b) consentono di ipotizzare la presenza di un’altra capanna pertinente al villaggio iapigio pur non riuscendo ad individuarne la planimetria a causa della limitata estensione dell’intervento. I materiali rinvenuti negli strati superiori sono infatti per gran parte compresi tra la fine dell’VIII e la prima metà del VI secolo a.C.; tra gli indicatori principali, oltre ai numerosi frammenti di matt-painted ware con decorazioni riferibili al VII secolo a.C., sono anche stati rinvenuti rarissimi frammenti di materiale d’importazione ( _protokotyle_ corinzia e _kotylai_ mesocorinzie). La presenza di numerose tracce di fuoco, sacche di cenere, frammenti di argilla concotta sono in linea con quanto emerso anche nel contesto iapigio a N della strada mentre la notevole quantità di pietrame di piccole dimensioni è ascrivibile alla fase di abbandono e probabilmente a un livellamento successivo del terreno (Fig. 1). Le rare ceramiche ascrivibili a una primissima fase dell’insediamento arcaico (coppi, ceramica di produzione messapica acroma e a fasce di seconda metà VI - inizi V secolo a.C.) provengono tutte dai livelli più superficiali, comunque ad una quota inferiore rispetto a quella di allettamento dei blocchi del muro perimetrale Est del complesso residenziale. La verifica delle anomalie segnalate dalle indagini con georadar impulsato è stata condotta operando lo scavo in una porzione dell’area interessata dalle indagini, nella quale era stata segnalata una profonda depressione del banco roccioso. Il rinvenimento della roccia, abbastanza regolare, a una quota di 81.15-81.07 m s.l.m. ha consentito di evidenziare come il piano di acciottolato vada a livellare il piano stesso che non presenta tagli o cavità.
  • AIAC_3194 - Muro Leccese, località Cunella - 2015
    Dal 20 al 31 luglio 2015 è stata condotta la quindicesima campagna di scavo nell’area dell’abitato messapico di Muro Leccese. Come negli anni precedenti (Fasti online), le attività di scavo hanno interessato l’area archeologica di proprietà comunale in località Cunella, ubicata nella parte centrorientale del centro antico. Più in particolare, l’indagine archeologica è stata concentrata in due aree: la prima (fig. 1, Area A) nel cortile dell’edificio residenziale messapico; la seconda (fig. 1, Area B) nell’angolo meridionale dell’area archeologica dove, nel corso delle precedenti campagne, è stato messo in luce un edificio tagliato sia ad Est, sia ad Ovest, dalla viabilità moderna. Lo scavo nell’area A ha consentito l’allargamento dell’indagine realizzata lo scorso anno (vedi relazione 2014 su Fasti online). La rimozione di una serie di livelli di terreno ha permesso di verificare l’assenza di strutture ma ha anche consentito la raccolta di una notevole quantità di ceramiche pertinenti alla fase arcaica (metà VI-V sec. a.C.) e, in particolare, all’età del Ferro. Tra i reperti arcaici si segnala la presenza di un frammento di cratere a colonnette a figure rosse verosimilmente attico e numerosi frammenti di elementi architettonici litici; il materiale pertinente all’età del Ferro, invece, è per gran parte costituito da ceramica ad impasto e da ceramica figulina, sia acroma che matt-painted ware. Rare, come del resto anche nelle altre aree finora indagate a Muro Leccese (Giardino, Meo 2013a; 2013b), le ceramiche di importazione inquadrabili tra la metà dell’VIII e la prima metà del VI secolo a.C.; le coppe a filetti di VII sec. a.C. costituiscono la classe numericamente più rappresentata. La rimozione dei livelli archeologici è arrivata fino al banco roccioso (fig. 2) che non doveva essere coperto da terreno nel corso dell’età del Ferro in quanto i materiali archeologici sono stati rinvenuti a contatto diretto con esso. L’area B è ubicata nell’angolo meridionale della località Cunella, in corrispondenza di una struttura (ambiente 10) parzialmente tagliata dai muri di recinzione moderni e in parte indagata nel 2008. L’edificio è stato disturbato anche dal depredamento dei blocchi di fondazione. Lo scavo è stato finalizzato a mettere in luce le trincee di fondazione dei blocchi e il piano pavimentale dell’ambiente al fine di chiarire il momento di fondazione dell’edificio stesso. Le indagini hanno portato alla luce un piano di acciottolato che continua in parte al di sotto dei blocchi ed è dunque precedente alla struttura che è inquadrabile cronologicamente, grazie alle poche ceramiche rinvenute, tra la metà del IV sec. a.C. e il _bellum sallentinum_. La realizzazione di alcuni approfondimenti paralleli alle strutture murarie (fig. 3) ha permesso di verificare la diffusa presenza del piano di acciottolato che si presenta quindi come un intervento di livellamento della roccia. La totale assenza di materiali ceramici diagnostici rende particolarmente difficile determinare la datazione dell’intervento. È comunque possibile ipotizzare che il piano di acciottolato possa corrispondere ad un livellamento del banco roccioso connesso con una sistemazione dell’area prima della costruzione dell’edificio il cui impianto, alla luce delle tecniche costruttive, del materiale da costruzione utilizzato e delle poche ceramiche rinvenute, è verosimilmente ascrivibile alla tarda età ellenistica.