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Gloria Bolzoni - Università degli Studi di Milano

Season Team

  • AIAC_3299 - Nora, Area E, Terme Centrali - 2014
    Nel corso della recente campagna, inaugurata il 2 Settembre e conclusa il 10 Ottobre 2014, l’equipe dell’Università degli Studi di Milano, sotto la direzione scientifica del Professor Giorgio Bejor, ha proseguito l’attività di ricerca dell’area E, l’ampio settore compreso tra il teatro e la punta di Su Coloru, ormai alla sua venticinquesima annata di scavo. L’area oggetto della recente ricerca ha compreso tre settori distinti, estesi dalla costa orientale alla costa occidentale della penisola norense: l’isolato abitativo circostante le Terme Centrali, il quartiere collocato lungo la fascia costiera prospiciente la cala meridionale e la grande _domus_ contigua alla Casa dell’Atrio Tetrastilo, denominata “Casa del Direttore Tronchetti”. Come ogni anno, la ricerca sul campo è stata affiancata dalla consueta attività di magazzino, rivolta al lavaggio, alla catalogazione e allo studio preliminare dei reperti mobili rinvenuti. Nell’isolato centrale della penisola, oggetto dell’intera campagna è stato lo scavo dell’ambiente Ta, il cosiddetto “Apodyterium” delle Terme Centrali, indagato in occasione del restauro del pavimento musivo che ancora oggi occupa buona parte del vano. L’intervento ha conseguito risultati molto rilevanti nell’ottica della ricostruzione delle dinamiche edilizie del complesso termale, rivelando una posteriorità di questo ambiente rispetto al primo impianto del complesso pubblico. Uno studio preliminare dei materiali rinvenuti dai riempimenti di fondazione dei muri ha permesso infatti di inquadrare la costruzione degli stessi in un orizzonte cronologico non precedente a fine II inizi III secolo d.C., confermando le datazioni fornite dalla lettura stilistica del mosaico pavimentale. L’individuazione del taglio di fondazione del muro perimetrale del contiguo _frigidarium_ (ambiente Tb) a un livello stratigrafico più antico, ha invece consentito di collocare la costruzione di questo ambiente in una fase sicuramente precedente, forse più antica di quasi un secolo. Nella fascia delle Case a Mare, estesa dal teatro alla punta di Su Coloru, l’attenzione è stata rivolta a due obiettivi specifici: da una parte, il completamento del rilievo planimetrico delle strutture murarie del settore A, dall’altra, l’approfondimento dello scavo in alcune aree conservanti stratigrafie intatte per riconoscere eventuali fasi costruttive più antiche. Un saggio condotto presso la porzione orientale del saggio Aa ha permesso di distinguere alcune strutture murarie rasate dai pavimenti e dai muri attualmente conservati in alzato; tali strutture sono riferibili ad una fase di vita precedente a quella finora nota, che viene datata dopo gli inizi del II d.C. grazie allo studio preliminare dei materiali ceramici rinvenuti nei riporti. Nella “Casa del Direttore Tronchetti” il rilievo planimetrico delle strutture murarie conservate in alzato ha già permesso durante lo scavo 2013 di distinguere la presenza di almeno tre fasi abitative diverse. Dai sondaggi eseguiti durante la recente campagna all’interno degli ambienti D e U, situati nell’angolo Nord Ovest della casa, sono emersi nuovi livelli pavimentali relativi alla più antica fase di occupazione della _domus_, che sembra aver mantenuto gli allineamenti murari principali. I reperti provenienti dai riempimenti di abbandono della fase più antica, contenenti anche frammenti di intonaci figurati e stucchi, sono inquadrabili alla prima metà del III secolo d.C.
  • AIAC_3299 - Nora, Area E, Terme Centrali - 2016
    Con la campagna condotta tra il 5 Settembre e il 14 Ottobre 2016, l’équipe dell’Università degli Studi di Milano, sotto la direzione del Prof. Giorgio Bejor e con il coordinamento tecnico della dott.ssa Ilaria Frontori, ha proseguito l’attività di ricerca dell’Area E, l’ampio settore compreso tra il teatro e la punta di Su Coloru. Insieme al proseguimento delle indagini condotte nelle scorse campagne si è dato avvio a nuove ricerche estensive nell’area del celebre “Atrio Tetrastilo” e nella vicina Casa del Signino, mai scavate sistematicamente dagli anni ’50 del ‘900. Come ogni anno la ricerca sul campo è stata affiancata dall’attività di magazzino rivolta al lavaggio, alla catalogazione e allo studio dei reperti mobili. Nella “Casa del Direttore Tronchetti” (C.d.T) il proseguimento dello scavo dell’atrio è stata affiancata dall’apertura di nuovi saggi nei settori periferici occupati da nuclei abitativi esterni al perimetro, nell’ottica di una piena comprensione delle relazioni tra la _domus_ e lo spazio circostante. In particolare, nel corso dell’ultima campagna si sono indagati sette diversi ambienti: i vani A, F1, G, G1 e K, collocati nel cuore della casa, nelle prime tre settimane; i vani W e X, ubicati tra la _domus_ e le Terme a Mare, nelle ultime tre settimane. Lo scavo ha confermato alcune ipotesi ricostruttive precedentemente formulate: nel vano adiacente all’atrio A si è portata alla luce una cisterna in grossi blocchi di arenaria, disposti a profilo semicircolare, destinata alla conservazione delle acque provenienti dal vicino _impluvium_. Nell’area tra la _domus_ e le terme, la pulizia e il rilievo dell’esistente hanno permesso di attribuire le strutture emergenti a una serie di case allineate esattamente come la vicina Casa del Direttore Tronchetti, evidenziando la presenza di un quartiere più antico delle terme, parzialmente livellato dalla costruzione delle stesse. Nell’isolato centrale, oggetto d’indagine da parte dell’ateneo milanese dal 2002, lo scavo si è concentrato nel vano Ti delle Terme Centrali, dove si realizzato un sondaggio nell’area meridionale del vano, nel luogo in cui tradizionalmente si colloca l’ingresso delle terme. Lo scavo ha permesso di mettere in luce le fondazioni dei muri perimetrali dell’edificio, recuperando materiali utili alla datazione degli stessi, denotando la presenza di diversi ampliamenti del complesso, che ne hanno progressivamente stravolto la fisionomia: si sono infatti riconosciute almeno tre macrofasi edilizie, che andranno sviluppate col proseguimento delle indagini. Nella fascia delle Case a Mare, estesa dal teatro alla punta di Su Coloru, lo scavo del settore A ha sottolineato la pluristratificazione di questo vasto quartiere abitativo, nato nel periodo punico e abitato fino all’età tardoimperiale. Nell’ambiente Aa, indagato dal 2012, il raggiungimento dei livelli di calpestio di prima fase, coperti da almeno un metro di interro, ha permesso di datare le strutture più tarde a un periodo posteriore agli inizi del II d.C. Nella trincea di fondazione di uno dei muri più antichi, si è invece rinvenuto il fondo di un piatto sul quale vennero incise tre lettere in alfabeto fenicio: a una prima osservazione sembra che l’iscrizione riporti i caratteri “HRN”, riferibili a Horon, divinità fenicia già evocata in ambito sardo da una statuetta rinvenuta nel tempio di Antas.