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Luca Timpanelli - Museo e istituto fiorentino di preistoria

Season Team

  • AIAC_3544 - Grotta della Serratura - 2014
    La campagna prevista segna l’inizio di una nuova stagione di ricerche nella Grotta della Serratura, dove sono state realizzate dal 1984 sino alla fine degli anni ‘90 regolari campagne di scavo (allora affidate all’Università di Siena). Il sito è un’ampia cavità che si apre lungo la costa cilentana a Marina di Camerota, sulla spiaggia di Lentiscella. In origine doveva ospitare un potente deposito archeologico, stimato attorno a m 13 di spessore, demolito a più riprese dall’erosione marina. I lembi residui attestano una frequentazione umana a partire dal Paleolitico medio (zona Ingresso), nel Paleolitico superiore (zona Atrio), nel Paleolitico superiore, Mesolitico e Neolitico (zona Fondo grotta). Le ricerche pregresse hanno portato all’acquisizione di importanti elementi relativi al Paleolitico superiore medio (Gravettiano) e finale (Epigravettiano), al Mesolitico e al Neolitico del Basso versante tirrenico. Le prossime indagini sono finalizzate alle fasi antiche del Paleolitico superiore e al Paleolitico medio.
  • AIAC_3764 - Scarceta - 2015
    Nell'autunno 2015 si è svolta la campagna di scavo nel sito di Manciano (GR) - località Scarceta, ubicato sul versante destro del fiume, a quota 168 m s.l.m., su una superficie di 6 ha ed interessato dalla presenza di un abitato fondato nel Bronzo Medio iniziale - facies di Grotta Nuova e perdurato in continuità durante il Bronzo Medio, il Bronzo Recente e il Bronzo Finale, fasi iniziale e media (XVII-XI/X sec. a.C.). La Campagna 2015 riprende, a distanza di 19 anni, lo scavo condotto nel sito dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana (1981-1996). A conclusione di quel ciclo di ricerche, si erano realizzati due interventi di studio e valorizzazione: la Sezione dedicata al sito nel Museo di Preistoria e Protostoria di Manciano (settembre 1997) e, nel 1999, l’edizione di una monografia: POGGIANI KELLER R. 1999, Scarceta di Manciano (GR). Un centro abitativo e artigianale dell'età del Bronzo sulle rive del Fiora, Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del fiume Fiora, Manciano. Obiettivi e motivazioni della ricerca. Con lo scavo 2015 ci si proponeva, come primo obiettivo e doveroso impegno scientifico, di portare a conclusione l’indagine dei due settori (i Settori D ed E), aperti nelle precedenti campagne. Alla base delle motivazioni della ripresa della ricerca in questo abitato, uno dei pochi dell’età del Bronzo dell’Italia centrale dove si sia sviluppata un’indagine in estensione, stavano alcune “qualità” e specificità unanimamente riconosciute dal modo scientifico: • la attestata presenza di un’attività metallurgica stanziale, sia per la fusione (“l’officina metallurgica”, scavata da A. Soffredi nel 1972), sia per la rifinitura dei manufatti, attività che ben si inseriscono nel contesto territoriale, noto per le presenze minerarie e il ritrovamento di alcuni significativi ripostigli dell’età del Bronzo; • il modello insediativo, abbastanza anomalo per il periodo considerato in Italia centrale, di un abitato perialveale, a fronte di un modello pressoché esclusivo di abitati su pianoro sommitale; • la presenza di una fase di Bronzo medio e Recente pertinente alla Cultura appenninica (Appenninico e “Subappenninico”), che costituiva un importante bacino di indagine per quanto fino allora noto in Toscana; • infine, l’ottimo grado di conservazione generale dell’insediamento che era stato definitivamente abbandonato nel corso del Bronzo Finale e non più re-insediato. A questi requisiti, le ricerche stratigrafiche condotte nelle pregresse campagne di scavo hanno aggiunto ulteriori, positive, opportunità e motivazioni: • la serrata sequenza di fasi nel corso del Bronzo Medio-Finale, senza soluzioni di continuità, ha consentito una definizione assai dettagliata degli aspetti culturali susseguitisi nel sito, in particolare per le fasi della Facies di Grotta Nuova e del Bronzo Recente e Finale, nel più ampio quadro dell’Etruria meridionale e delle sue strette e privilegiate relazioni, in questo periodo, con l’area laziale; • il rinvenimento di ceramica micenea nei livelli del Bronzo Recente ha aperto un interessante campo di indagine sulle relazioni a lunga distanza dell’abitato di Scarceta, certo favorite dall’attività metallurgica specializzata che vi si conduceva e dall’ubicazione in un areale ricco di presenze minerarie; • il ritrovamento, nel Settore D, di grandi case a pianta ellissoidale (la casa-laboratorio 137 del Bronzo Finale e la casa 61 del Bronzo Recente, ora in corso di indagine) con attività specializzata e indicative di radicate differenziazioni sociali, oltre ad offrire elementi di confronto con analoghe, ma isolate, situazioni dell’Italia centro-meridionale, pongono il sito di Scarceta al centro del dibattito storico sul periodo di formazione dell’Etruria meridionale. Nella campagna di scavo 2015, si sono riprese le indagini stratigrafiche nel Settore D, dove si è iniziata a scavare la grande casa a pianta ellissoidale del Bronzo Recente denominata ES 61 (lunga, in senso NO-SE, m 21,30 e larga metri 10), di cui si erano nel passato asportati i livelli di crollo raggiungendo il piano pavimentale sul 60% ca. della superficie. L’indagine archeologica si è sviluppata principalmente su due interventi programmati e considerati prioritari con la ripresa delle ricerche: 1. l’impostazione di un rilievo GIS che, partendo dal Settore di scavo 2015 (il Settore D), potesse negli anni futuri comprendere e rilevare l’intero sito archeologico su base Lidar (responsabili del rilievo: i dottori di ricerca Paolo Rondini e Lorenzo Zamboni con Carlo Tessaro); 2. il completamento dello scavo, nel Settore D, dei livelli di abbandono della grande casa 61 del Bronzo Recente, per potere successivamente procedere, con uno scavo d’alto dettaglio, all’indagine e a tutte le necessarie verifiche stratigrafiche per la ricostruzione degli elementi strutturali.