Name
Maurizia Canepa
Organisation Name
Soprintendenza dei beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano

Season Director

  • AIAC_3026 - Nora, quartiere nord-occidentale - 2014
    Dal 1990 l’Università degli Studi di Genova è impegnata sul sito di Nora nell’ambito di un piano di cooperazione con gli Atenei di Milano, Padova, Viterbo e in concessione con la Soprintendenza per i Beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano. Le indagini si sono concentrate dal 1996 nell’area settentrionale della città, che risulta occupata ed urbanizzata dalla fine del VI sec.a.C.; qui gli scavi condotti da G. Pesce nel secolo scorso hanno messo in luce la fase severiana: il cd. _macellum/hospitium_, le Piccole Terme, alcune abitazioni, ma hanno portato alla perdita di dati relativi a periodi di vita posteriori al III sec. a.C. Nel 2010 i nuovi restauri dei pavimenti musivi delle Piccole Terme sono stati occasione per effettuare alcuni saggi all’interno dell’edificio termale e all’esterno così da chiarirne le fasi cronologiche. Le Piccole Terme sorgono all’inizio del III sec. d.C. su un’area a valenza abitativa, dapprima ad impianto semplice ( _frigidarium_, due _tepidaria_, un _calidarium_ ) per essere poi monumentalizzate in IV sec. d.C., allorché si aggiunge un _apodyterium_, un corridoio ed un ingresso. L’abbandono della funzione termale vede una parziale rioccupazione abitativa ed infine un’ulteriore trasformazione (VI sec. d.C.) in area artigianale con fornaci nella vasca del _frigidarium_ e nei vani tiepidi. La campagna del 2014 è stata condotta all’interno delle vasca del _frigidarium_, dove è stato possibile evidenziare un sovrapporsi di strutture a partire da un forno quadrato più antico che dopo un breve periodo di vita, usuratasi, viene sostituito in rapida successione per lo meno da tre forni e relative preparazioni. Questa fornace si impianta quando l’edificio termale ha perso la sua funzione, ma dopo un lasso di tempo ed una frequentazione sporadica, poiché al di sotto della fase più antica si è evidenziato uno strato di crollo delle pareti marmoree della vasca. Si è verificato che, dopo un primo abbandono della terma, il pavimento della vasca viene spogliato, tranne che per le parti laterali più difficili da asportare, mentre in un angolo si imposta un piccolo forno fusorio (residui di bronzo) e in quello opposto una vaschetta per lavorazione. Sempre nel 2014 (gennaio) si sono terminati i saggi preventivi alla costruzione di una struttura di copertura prevista per preservare dall'erosione ambientale il mosaico dell’ _apodyterium_ : l’indagine ha confermato che l’edificio termale si imposta su _domus_, allineate lungo la strada del porto, e di una queste si è recuperato un lacerto di vasca del viridario. Nel 2014 si è continuato anche lo scavo per portare in luce verso Nord il tracciato basolato della strada E-F che attraversa il quartiere, parallela ad un’altra strada (G-H), che invece lo delimita verso mare. I precedenti scavi (2012) avevano individuato due tombini dell’impianto fognario ed avevano evidenziato un forte andamento verso N-O tanto da far supporre che non fosse la via preferenziale di collegamento tra Nora e Cagliari, ma un ulteriore percorso interno verso l’approdo ed il porto che si doveva collocare presso la laguna, dove ancora esiste il moderno porto-pescherecci.