Skip to main content
Season Team
-
AIAC_2736 - Villa di Collesecco - 2014L'Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico del CNR, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e con la Sapienza - Università di Roma, ha svolto nel luglio 2014 una seconda campagna di indagini archeologiche presso la villa romana di Cottanello (RI). È proseguito lo scavo dell’ambiente 25, appartenente al settore termale, dove si è continuato a documentare il notevole accumulo di materiali pertinenti alla distruzione di un impianto ad ipocausto già individuato nella campagna precedente. Si è inoltre avviato un nuovo saggio di scavo nell’area ad ovest delle terme con l’obiettivo di chiarire i collegamenti tra gli ambienti del complesso termale e quelli individuati nella zona ovest dell’area scavata, fuori dalla tettoria, già interessati da indagini anche nel corso degli scavi della Sapienza del 2010 (saggi IV e V). Sotto uno strato moderno, riferibile a precedenti interventi di scavo, sono stati rinvenuti vari livelli di accumulo, che testimoniano diverse fasi di occupazione, con presenza di tracce di focolari, di buche di palo per una struttura destinata a sostenere una tettoia in legno, e di materiali che attestano che nel settore sud del saggio poteva trovarsi una piccola zona destinata alla conservazione di derrate.
Lo scavo di Cottanello ha rappresentato inoltre la parte applicativa del programma di formazione dei borsisti del corso CNR-MAE “DIPLOMAzia” che si è svolto presso l’ISMA e gli Istituti CNR che si occupano di Beni Culturali nell’Area di Ricerca Roma 1, cioè l’Istituto per le Tecnologie applicate ai Beni Culturali (ITABC) e l’Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali (ICVBC). Durante la campagna di scavo, quindi, sono stati presenti tutti i borsisti, accompagnati dai loro docenti-tutors: nella stessa occasione i ricercatori dell’ITABC hanno iniziato indagini topografiche, fotogrammetriche e geofisiche, mentre l’ICVBC ha avviato delle ricerche per quanto riguarda la caratterizzazione delle malte e dei colori degli intonaci e sullo stato di conservazione degli intonaci stessi e delle pavimentazione musive.
Proseguono inoltre le attività di catalogazione, documentazione e studio dei materiali archeologici. In particolare, sono in corso indagini di laboratorio per l’analisi della composizione degli intonaci e dei _dolia_. Alle ricerche prendono parte ricercatori e tecnici del CNR, sia dell’ISMA che dell’ITABC, dell’ICVBC e dell’Istituto della Struttura della Materia (ISM), insieme ai membri dell’équipe della Sapienza Università di Roma.
-
AIAC_2736 - Villa di Collesecco - 2017
Dopo due anni di interruzione degli scavi, al fine di procedere con lo studio dei materiali e dei contesti per pubblicare i risultati delle ricerche 2010-2016 in un volume attualmente in corso di stampa, l'Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico (ISMA) del CNR, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e con la Sapienza - Università di Roma, ha svolto nel luglio 2017 una nuova campagna di indagini archeologiche presso la villa romana di Cottanello (RI). Si è trattato di un breve intervento circoscritto all’ambiente 25, già indagato nelle campagne precedenti, quando era stato documentato un notevole accumulo di materiali pertinenti alla distruzione di un impianto ad ipocausto. Lo scavo, pur non ancora completato, ha permesso di rilevare la presenza di strutture obliterate dall’accumulo dei materiali, dal cui studio si potranno ricavare indicazioni più precise circa le funzioni del vano all’interno del complesso termale.
Insieme al lavoro di catalogazione, documentazione e studio dei materiali archeologici, in particolare la ceramica, i _dolia_ e gli intonaci, proseguono inoltre le indagini di laboratorio per lo studio della composizione di intonaci e ceramiche. Alle ricerche prendono parte ricercatori e tecnici del CNR, sia dell’ISMA che dell’Istituto per le Tecnologie applicate ai Beni Culturali (ITABC), dell’Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali (ICVBC) e dell’Istituto della Struttura della Materia (ISM), oltre ad esperti della Sapienza Università di Roma e dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.