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Francesca d’Adduzio

Season Team

  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2014
    Dal 9 giugno al 26 luglio 2014 si è svolta la nona campagna di ricerca archeologica in località Montecorvino (comune di Volturino, prov. di Foggia). Questo intervento costituisce la 7a stagione di scavo archeologico su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. Questa stagione di ricerca ha proseguito l’esplorazione del rilievo su cui sorge il castrum, concentrandosi in particolare nell’area est (saggio III) e nel settore meridionale (saggio II), si è proposta di indagare più ampiamente la zona dell’abitato (saggio VI) e ha ripreso il saggio nella chiesa cattedrale (saggio I) Saggio I - Area della cattedrale I lavori di rimozione della pietraia localizzata a Ovest del margine di scavo dell’episcopio, mediante mezzi meccanici, ha consentito di riconoscere, sia pur in cresta, alcuni elementi strutturali, utili alla ricostruzione generale del complesso. In particolare è stato intercettato il muro occidentale pertinente all’ampliamento del nucleo edilizio primigenio (limitato all’amb. 5 costruito nel periodo IVa, nel tardo XIII sec.), che pertanto venne ad assumere nel periodo IVb (XIV sec.) le ragguardevoli dimensioni di circa 175 m2 (18,80x9,30 m.). Non è stato possibile appurare se il settore esteso ad Ovest degli ambb. 24 e 28 sia anch’esso costruito o rappresenti uno spazio recintato, scoperto, adibito ad usi differenti da quelli più strettamente abitativi. In appoggio al muro occidentale dell’amb. 24 è stato individuato un insieme strutturale articolato, interpretabile, per lo meno nella sua configurazione finale, come una scala di accesso al piano superiore dell’ala Est. In ogni caso gli scavi 2014 condotti nel settore si sono incentrati prevalentemente all’interno della parte orientale del fabbricato, specificatamente all’interno dell’amb. 24, uno dei vani aggiunti nel periodo IVb (XIV sec.), insieme all’amb. 15 cui era collegato da una porta; l’amb. 24 si affacciava a Nord su un corridoio (amb. 28) adiacente alla chiesa, sul quale prospettavano due accessi affiancati all’aula di culto, l’ingresso all’amb. 5 ed una porta di collegamento con la parte occidentale del polo. L’indagine stratigrafica ha consentito di accertare la funzione del vano 24 (dotato anche di una banchina aderente al muro ovest) come amb. di servizio, nel quale erano forse depositati gli attrezzi agricoli ed in cui si provvedeva alla loro manutenzione (traccia di piccole attività metallurgiche documentate da scorie di ferro); l’incendio delle travi di un solaio (forse di un soppalco) o ancora del sottotetto, seguito dal crollo del tetto e della parte sommitale dei muri, obliterò le tracce dell’uso originario dello spazio, successivamente riadattato per una frequentazione di tipo precario (periodo IVc o V: XV sec.); i crolli successivi (periodo V-VI: tardo XV-XVI sec.) ne decretarono la dismissione sancita anche dal tompagno della porta di accesso. Saggio II. Area sud del castrum La ripresa dello scavo in questa area ha analizzato il quadro stratigrafico esterno al tratto meridionale della cortina della rocca castrale della cittadina. In particolare la ricerca archeologica ha rinvenuto due segmenti murari di differenti fasi e fatture. Entrambi si collocano stratigraficamente ad un periodo insediativo antecedente al circuito perimetrale castrense; sulla base dei reperti ceramici queste strutture risultano obliterate ante XIII secolo, verosimilmente seconda metà Saggio III. Fronte orientale del castrum In quest’area è stato messo in luce un allineamento murario di circa 8 m. che potrebbe rappresentare il fronte murario di recinzione dell’area signorile in epoca bassomedievale e di articolazione della configurazione planimetrica interna. La testata muraria potrebbe segnare il segno del varco di accesso al castrum , dal versante dell’abitato con attraversamento del fossato. Saggio VI. Area dell’abitato Nel settore urbano si è ampliata e approfondita l’indagine del fabbricato individuato nel 2012-2013, con la finalità di indagarne il vano sud; le ricerche hanno consentito di articolare ulteriormente i periodi di occupazione in cinque momenti cui si associano diversi interventi di distruzione e costruzione. La fase più antica è rappresentata da un piano d’uso in terra battuta su cui fu installata una serie di fosse di forma circolare o elissoidale. La successiva frequentazione, presuntivamente collocabile in epoca bassomedievale è costituita dall’edificazione di un grande ambiente di forma rettangolare (8.70x6.40), con piano d’uso in terra battuta. Successivamente tale edifico fu frazionato e articolato in più spazi e ambienti tramite setti murari divisori. ( Pasquale Favia e Roberta Giuliani, Cinzia Corvino, Vincenzo Valenzano)