Name
Gabriele Cifani

Season Director

  • AIAC_2866 - Montelabate - 2013
    The 2013 excavation season focused on the site of Col di Marzo, where one trench was enlarged from the 2013 season, expanding knowledge of the third-fourth century BC. The principal occupation of the site is dated to the fourth century, the moment of proper consolidation of the frontier between Etruscans and Umbrians, and the novelties of the current season were the discovery of a new house structure with living areas (hearths, grinding stones, ceramic sieves, firedogs, animal and plant remains), a new drainage system and yard area, as well as an underlying ditch structure. Initial analysis seems to indicate spatial differentiation of activities within these locales, ranging from weaving to cooking, cheese and wine production. These third-fourth century BC structures were laid out on a rectilinear plan, whereas the underlying sixth century deposits seem to occupy more curvilinear structures. A substantial flotation programme now totals 4000 litres of sediment for the recovery of microfauna, landsnails, charcoal and floral remains, and these are now in the course of analysis. Initial examination of the animal bones suggests the presence of sheep, pig, cattle, dog and bird in order of importance. Initial examination of the carbonised seeds shows the presence of cereals (wheat, barley etc), grape and beans. Phytolith and micromorphological samples were also recovered.

Season Team

  • AIAC_535 - Via Salaria, Proprietà Passerini - 2002
    Lungo la via Salaria, nel lotto di proprietà Passerini, sono stati riportati alla luce, tramite saggi archeologici, diversi contesti: un battuto stradale glareato, delimitato nella parte orientale da un muro in tufo giallo litoide la cui tecnica edilizia rimanda ad una fase medio-repubblicana, forse uno dei tracciati più antichi della via Salaria. Sul lato orientale della via sono stati rinvenuti i resti di uno o più fabbricati costruiti con muri in opera cementizia con paramenti in reticolato e laterizi della prima età imperiale, con attestazioni di vita almeno fino al IV secolo d.C. La scarsità del materiale ceramico, l'assenza di elementi decorativi e la presenza di scarti di lavorazione permettono di ipotizzare per l'impianto una funzione produttiva, legata, almeno in parte, alla fabbricazione di mattoni e tegole. Buoni depositi di argilla e la presenza di un piccolo corso d'acqua, affluente del Tevere, potrebbero confermare questa ipotesi. Alcune delle murature sepolte sotto strati di tegole e laterizi frantumati e depositi limosi alluvionali vennero di nuovo sfruttate come fondazione di un impianto di produzione di mattoni attivo tra la fine dell'Ottocento e la seconda metà degli anni Quaranta del secolo scorso. In seguito il piano di calpestio dell'intera area viene rialzato di circa 50 cm con colmate di frammenti di laterizi moderni e pozzolana. (Francesco di Gennaro)