Name
Dominique Grimaud-Hervé- Museé national d’Histoire naturelle, Paris.

Season Team

  • AIAC_543 - La Pineta - 2015
    Dal 12 al 31 luglio 2015 il sito paleolitico di Isernia La Pineta è stato oggetto di attività di scavo e di studio da parte dell’Università degli Studi di Ferrara, con la direzione scientifica del prof. Carlo Peretto, su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia del Molise. L’area indagata (quadrati 156-157-158-159-166-176) è ubicata nel quadrante 1 del I settore di scavo. Le attività di scavo sono state orientate alla rimozione dell’unità 3 (depositi fluvio-lacustri con sabbie e ghiaie fini), ovvero, dall’alto verso il basso, dei livelli 3s1-5, 3s6-9, 3colluvio, 3s10 e 3b, al fine di raggiungere e mettere in luce l’archeosuperficie 3c. Questa archeosuperficie, scavata tra il 1980 e il 1993 su una superficie di 52 mq, costituisce la prima attestazione della frequentazione umana del sito di Isernia La Pineta. Essa si caratterizza per la presenza di resti paleontologici e litici inglobati in una matrice sabbiosa dello spessore di pochi centimetri che si colloca immediatamente al di sopra del livello di travertino. I livelli oggetto di scavo hanno restituito reperti litici, perlopiù schegge in selce di piccole dimensioni, e paleontologici, frammenti indeterminabili di dimensioni varie ma anche significativi resti di grandi erbivori, tra i quali vertebre e corna di bisonte. I resti paleontologici sono stati sottoposti a pulizia, consolidamento e restauro. Il rilievo planimetrico e dei reperti è stato facilitato dall’utilizzo di un sistema informatizzato creato ad hoc che consente di automatizzare e velocizzare le attività di documentazione in fase di scavo, riducendo il rischio di errori. Alla sostituzione della scheda di scavo cartacea con una scheda informatizzata costruita con Google Drive, si accompagna l’eliminazione della bussola grazie alla messa a punto di un programma che, tramite più punti rilevati con la stazione totale, consente il calcolo automatico della pendenza e dell’orientamento del reperto. Il lavaggio e vaglio del sedimento ha consentito il recupero di resti di microfauna (perlopiù denti di roditori e vertebre di pesci), malacofauna, piccoli frammenti di macrofauna, piccole schegge e scarti di lavorazione in selce e cristalli di sanidino, particolarmente utili per le datazioni radiometriche. A conclusione delle attività di ricerca, all’interno di un workshop organizzato dall’Università di Ferrara in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia del Molise, sono state presentate alla comunità scientifica e al grande pubblico le più recenti acquisizioni scientifiche sul sito di Isernia La Pineta. Particolare enfasi è stata posta sulla scoperta del dente umano rinvenuto nel 2014 nel livello 3 coll del sito di Isernia La Pineta, che, ascrivibile a circa 580.000 anni fa sulla base delle più recenti datazioni radiometriche, costituisce allo stato attuale delle ricerche il più antico resto umano in Italia. Il reperto, un incisivo mascellare di un bambino di circa 5-7 anni, attribuito a _Homo_ _sp._ , potrebbe verosimilmente essere attribuito a _Homo_ _heidelbergensis_ che in quel periodo aveva popolato il continente europeo.
  • AIAC_543 - La Pineta - 2016
    Dal 10 luglio al 6 agosto 2016 il sito paleolitico di Isernia La Pineta è stato oggetto di attività di scavo e di studio da parte dell’Università degli Studi di Ferrara, con la direzione scientifica del prof. Carlo Peretto, su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise. L’indagine si è estesa nei qq. 156-159, 166-169 e 174-179 del quadrante 1 del I settore di scavo, in parte già oggetto di esplorazione nel 2015. L’intervento è stato predisposto per la rimozione dell’unità 3 originata da depositi fluvio-lacustri con sabbie e ghiaie fini (dall’alto al basso i livelli interessati sono 3s1-5, 3s6-9, 3colluvio, 3s10 e 3b) allo scopo di mettere in luce l’archeosuperficie 3c, posta quasi a diretto contatto col travertino sottostante. La 3c, già indagata a partire dagli anni ’80, rappresenta la prima attestazione della frequentazione umana del sito di Isernia La Pineta in seguito alla riduzione delle aree umide. Si riscontrano concentrazioni minori di materiali rispetto alle archeosuperfici più recenti, tra questi si annoverano resti paleontologici e litici inglobati in una matrice sabbiosa rubefatta dello spessore di pochi centimetri. L’industria litica si caratterizza per la presenza di schegge in selce di piccole dimensioni che non presentano tracce di trasporto postdeposizionale. Si annoverano frammenti ossei indeterminabili di dimensioni varie, ma anche alcuni resti di grandi erbivori, tra i quali vertebre di elefante e corna di bisonte. I materiali osteologici sono stati ripuliti e consolidati. A fine scavo l’archeosuperficie 3c è stata messa in luce in tutti i quadrati dell’area oggetto di ricerca ad eccezione dei quadrati 158 e 174-175. La registrazione informatizzata dei dati di scavo, impostata direttamente sullo scavo, ha permesso l’immediato sviluppo del rilievo planimetrico grazie all’utilizzo di una stazione totale e all’uso di un sistema integrato di acquisizione (registrazione coordinate dei reperti, immagini ortorestituite, analisi GIS, ecc.). Come di consueto, il vaglio del sedimento ha consentito il recupero di resti di microfauna (perlopiù denti di roditori e vertebre di pesci), malacofauna, piccoli frammenti di macrofauna, piccole schegge e scarti di lavorazione in selce e cristalli di sanidino, particolarmente utili per le datazioni radiometriche. Durante la campagna di ricerca scientifica è stato organizzato un ciclo di conferenze presso il Museo Paleolitico di Isernia dal titolo “Pomeriggi al Museo. Scavi in corso a Isernia La Pineta: condividiamo le ricerche” con relatori italiani e stranieri. A fine campagna di scavo sono stati presentati al pubblico i risultati della ricerca scientifica presso la sala della Gea Medica di Isernia.
  • AIAC_543 - La Pineta - 2017
    Le attività di esplorazione del sito preistorico di Isernia La Pineta, dal 2 al 29 luglio 2017, sono state condotte dall'Università degli Studi di Ferrara, sotto la direzione scientifica del prof. Carlo Peretto, su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Prot. N. DG-ABAP 2846 Class. 34.31.07/25.1 Rinnovo per gli anni 2016-2018), in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise. L’attività di scavo ha proseguito il lavoro dell’anno precedente per mettere in evidenza una parte della superficie archeologica denominata 3c, posta quasi a diretto contatto col travertino sottostante. L’indagine si è concentrata nei qq. 153-154-155-158-159-164-165-174-175 del quadrante 1 del I settore di scavo e ha visto l’asportazione dei depositi fluvio-lacustri costituiti da sabbie e ghiaie fini (dall’alto in basso i livelli interessati sono 3s1-5, 3s6-9, 3colluvio, 3s10 e 3b). I livelli oggetto di scavo hanno restituito reperti litici, perlopiù schegge in selce di piccole dimensioni, e paleontologici, frammenti indeterminabili di dimensioni varie ma anche significativi resti di grandi erbivori. Il rilievo planimetrico e dei reperti è stato facilitato dall’utilizzo di un sistema informatizzato: il ricercatore utilizza un tablet o uno smartphone incorporante l'applicazione di Google Doc come terminale per l'immissione dei dati, i quali sono utilizzabili in tempo reale e visualizzabili sulla pagina web dedicata Si è provveduto inoltre al restauro sistematico dei reperti paleontologici e al lavaggio e al vaglio del sedimento che ha consentito il recupero di resti di microfauna (perlopiù denti di roditori e vertebre di pesci). I lavori di scavo, documentazione e laboratorio (rilievo planimetrico e fotogrammetrico delle archeosuperfici, coordinamento dei reperti tramite l'uso della stazione totale, descrizione delle unità stratigrafiche, catalogazione e siglatura dei materiali rinvenuti, informatizzazione dei dati di scavo, lavaggio e vaglio del sedimento, restauro dei reperti rinvenuti, ecc.), sono stati accompagnati da laboratori aperti al pubblico e da escursioni didattiche sul territorio molisano. In particolare in tutti i giovedì del mese si sono svolti laboratori dal titolo “Vietato non toccare” per avvicinare il grande pubblico all’attività di ricerca. Gli studiosi e i ricercatori, provenienti da numerose istituzioni scientifiche italiane e straniere, sono stati ospitati dall’Amministrazione Provinciale di Isernia nella struttura del Centro Europeo di Ricerche Preistoriche.
  • AIAC_543 - La Pineta - 2018
    Il 2018 registra l’anniversario del quarantennale della scoperta del sito preistorico di Isernia La Pineta. Durante la campagna di scavo stratigrafico, che si è svolta dal 2 al 28 luglio, è stata organizzata una giornata studio con la partecipazione di alcuni dei ricercatori che hanno effettuato le primi indagini (Proff. Mauro Coltorti, Laura Cattani, Carlo Peretto, Benedetto Sala). La manifestazione è stata correlata dall’annullo filatelico celebrativo. Le attività di esplorazione all’interno del padiglione degli scavi hanno interessato i qq. 154, 155, 164, 165 del settore I-1, facenti parte di un’area più ampia di 18 mq. per mettere in luce l’unità stratigrafica denominata 3c, caratterizzata da una discreta concentrazione di reperti faunistici e litici. Si tratta dell’archeosuperficie più profonda impostata sulle cosiddette “Sabbie rosse” grossolane dello spessore di qualche centimetro, contenenti materiale vulcanico che poggiano sulla superficie erosa del travertino. Lo scavo dei 4 quadrati è stato caratterizzato dall’asportazione di sedimenti sabbiosi e colluviali ricchi di materiale archeologico composto da significativi resti paleontologici che vanno ad arricchire e completare le conoscenze sulla fauna pleistocenica di quest’area. A questi si associa un numero rilevante di frammenti ossei indeterminabili oltre a reperti litici in calcare e in selce. Tra i reperti in selce si annoverano in particolare schegge di piccole dimensioni e alcuni nuclei. Il materiale raccolto è stato cartografato in ambito GIS, restaurato e catalogato con l’utilizzo di schede opportunamente predisposte per la registrazione delle caratteristiche tassonomiche e conservative. Lo scavo ha visto la partecipazione di studenti afferenti a diverse università nazionali e internazionali. Le attività di esplorazione sono state accompagnate da lezioni e attività laboratoriali allo scopo di completare nel modo migliore la formazione specialistica dei partecipanti. Alle attività di indagine stratigrafica hanno fatto seguito anche escursioni sul territorio allo scopo di favorire la conoscenza del patrimonio culturale molisano. L’attività di scavo è stata condotta dal Prof. Carlo Peretto, dell’Università degli Studi di Ferrara, su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise.