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Lachenal Thibault - Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS)

Season Team

  • AIAC_3743 - Santa Rosa di Poviglio - 2015
    Gli scavi nella terramara di S. Rosa di Poviglio sono in corso dal 1984, dapprima in collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia dell’Emilia Romagna ed il Dipartimento di Scienze della Terra “A. Desio” dell’Università degli Studi di Milano ed ora, a partire da 2015 in regime di concessione ministeriale al medesimo Dipartimento. Sono inoltre sostenuti dall’Amministrazione Comunale di Poviglio e da Coopsette s.r.l. Gli scavi seguono un’impostazione metodologica multidisciplinare, poiché all’esplorazione e allo studio della terramara e dei materiali rinvenuti, contribuiscono competenze non solo nel campo dell’Archeologia Pre - Protostorica, ma anche della Geoarcheologia, dell’Archeometria, dell’Archeozoologia, dell’Antropologia, dell’Archeobotanica e della Geocronologia. Fin dall’inizio del progetto, è stato scelto di esplorare la terramara con metodo stratigrafico in modo estensivo; nell’arco di trent’anni ne è stato messo in luce più di un ettaro, su di una estensione complessiva di sette, ed è stata localizzata ed esplorata un’area funeraria ai suoi margini. Nel 2015 lo scavo si è concentrato su di un tratto di fossato che separa i due nuclei abitativi che compongono la terramara – il Villaggio Piccolo ed il Villaggio Grande - nel quale le indagini geofisiche avevano indiziato l’esistenza di un ‘passaggio’ in terra che collegava i due villaggi. Tale struttura, per le rilevanti dimensioni e per la posizione centrale, appariva di grande interesse per meglio comprendere l’evoluzione urbanistica della terramara. La campagna ha avuto pieno successo: è stata confermata l’esistenza del passaggio che appare essersi sviluppato in più fasi a partire dal tardo Bronzo medio (BM3) fino al Bronzo recente avanzato (BR2). Sono inoltre venute in luce allineamenti di grosse buche di palo che rappresentano i resti di potenti strutture lignee messe a rinforzo del passaggio stesso. Nella fase più avanzata, nel BR2, ad esso sono stati addossati cumuli di terreno che raccordano il margine del Villaggio Piccolo al fondo del fossato. In questi è stata rinvenuta una elevata concentrazione di frammenti di bronzo che indicano probabilmente la vicinanza di un’area di attività metallurgica.
  • AIAC_3743 - Santa Rosa di Poviglio - 2016
    Nella campagna 2016 condotta nella Terramara Santa Rosa di Poviglio è continuata l’esplorazione del fossato che separa i due abitati ( Villaggio Grande e Villaggio Piccolo) ed il passaggio che li separa. Numerosi nuovi dati sono stati acquisiti sulla dinamica dell’insediamento e sul suo rapporti con l’evoluzione dell’ambiente. Il fossato risulta esistere già dalle prime fasi del Villaggio Piccolo (BM2) e viene coinvolto alla fine di questo periodo da eventi alluvionali di notevole portata che depositano al suo interno uno spesso strato sabbioso. Su di questo viene scavato un canale di durata effimera, che viene anch’esso obliterato da successive alluvioni. Su queste viene realizzata una prima fase di palificazione connessa alla costruzione del passaggio, con tutta probabilità alla fine del Bronzo medio (BM3), al tempo della fondazione del Villaggio Grande. La struttura del passaggio così delineata viene rafforzata durante Bronzo recente (BR2) accumulandovi il terreno derivante dalla demolizione e dall’asporto delle stratigrafie del Villaggio Piccolo. Al margine di tale accumulo viene realizzata poi una ulteriore palificazione che si compone di almeno quattro file parallele di grandi pali, su di una larghezza di più di cinque metri ed una lunghezza di circa venti metri che si appoggiano ad una struttura, forse a gabbioni, parallela al margine del Villaggio. Negli strati di abbandono di questa struttura sono poi venuti in luce materiali ceramici, non noti precedentemente, che risalirebbero ad un momento molto avanzato del Bronzo Recente, indicando la possibilità che nell’area in esame sia conservata la stratigrafia dell’estrema fase del villaggio, altrove asportata dall’erosione, aprendo nuove prospettive lo studio della crisi che determinò la fine della civiltà terramaricola.
  • AIAC_3743 - Santa Rosa di Poviglio - 2017
    La campagna di scavo 2017 nella Terramara Santa Rosa (Poviglio, Reggio Emilia) è stata dedicata all’esplorazione del passaggio fra Villaggio Piccolo e Villaggio Grande, in proseguo agli scavi già intrapresi negli anni 2015 e 2016. E’ stato pertanto aperto un ampio settore nel fossato della terramara che, a partire dal margine del Villaggio Piccolo, attraversava la parte più profonda del fossato stesso e giunge poi fino al Villaggio Grande. Gli strati sommitali registrano in tutta l’area indagata una frequentazione che si colloca tra l’età del Bronzo Recente avanzata e l’inizio del Bronzo finale, contemporanea quindi al collasso del sistema terramaricolo. Tale frequentazione, caratterizzata da scarso materiale archeologico disperso in depositi colluviali e di ristagno idrico, sembra indicare un generale degrado delle strutture dell’abitato, ormai in via di abbandono. Grazie alle buche di pali venute in luce nella campagna del 2017 che si vanno ad aggiungere a quelle delle precedenti campagne, il ponte della fase del Bronzo Recente avanzato, risulta composto di cinque linee di buche di palo distribuite su di una larghezza di m 10 e di una lunghezza di m 32, differenziandosi così sensibilmente dai passaggi noti al margine meridionale del Villaggio Grande di dimensioni assai più modeste. Il ponte che collega i due villaggi appare quindi opera di grandi dimensioni, di grande impegno costruttivo e coerente con le massicce opere difensive avviate in questo periodo nel contesto della ristrutturazione dell’intero villaggio. La stagione particolarmente asciutta che ha caratterizzato l’anno 2017, ha permesso di procedere agevolmente con l’esplorazione della parte più profonda del fossato a ridosso del Villaggio Piccolo, notevolmente ostacolata dall’acqua nascente nel corso delle precedenti campagne. E’ stato così possibile stabilire la natura fluviale dei depositi che vi si accumularono tra il tardo Bronzo Medio ed il Bronzo Recente avanzato, dapprima ad opera di un debole flusso idrico e successivamente per effetto di importanti eventi alluvionali. In relazione con i depositi della prima fase è venuto in luce un allineamento di buche di palo probabilmente relativo al più antico passaggio già evidenziato durante la campagna dello scorso anno.
  • AIAC_3743 - Santa Rosa di Poviglio - 2018
    La campagna di scavo 2018 è stata la quarta dedicata all’esplorazione del passaggio fra Villaggio Piccolo e Villaggio Grande della Terramara Santa Rosa di Povigio, concentrandosi sul margine occidentale precedentemente non raggiunto. Al margine del Villaggio Piccolo, lo scavo ha preso in esame le unità relative alle più recenti fasi della serie stratigrafica. Di particolare interesse il tratto N-W del ponte e le grandi buche di palo che vi sono venute in luce, alcune collocate in obliquo a rinforzo della massiccia struttura, sono state inoltre esplorate in pieno fossato ed adiacenti al ponte numerosi pozzi per acqua. Alla luce dei dati raccolti nella campagna del 2018, unitamente a quelli delle precedenti campagne, il ponte appare originarsi da un dosso rinforzato da numerosi ciottoli fluviali ai piedi della scarpata del Villaggio Piccolo con una complessa struttura rettangolare con rinforzi laterali. Il materiale archeologico recuperato in queste unità conferma l’appartenenza della struttura alle fasi più evolute del Bronzo Recente. In attraversamento del fossato, si dipartono poi almeno quattro file di pali disposte su di una larghezza complessiva di circa sei metri. Su entrambi i lati della fascia dei pali del ponte vi sono altre due file di palo, con andamento divergente rispetto agli allineamenti del ponte, incerta la loro interpretazione, potrebbero forse costituire dei pennelli a protezione del ponte. Uno tra i numerosi pozzi in pieno fossato conteneva, al di sotto di una coltre di grossi ciottoli fluviali, lo scheletro intero di un maiale da latte. Le circostanze del ritrovamento lasciano pochi dubbi sul significato rituale di tale deposizione. Questa infatti sulla base della datazione radiocarbonica ottenuta risale ad una fase molto avanzata del BR2, alle soglie della crisi che determinerà l’abbandono dell’abitato di Santa Rosa e più in generale il crollo della civiltà terramaricola. Appare un prospettiva interpretativa suggestiva mettere in relazione l’offerta votiva alla siccità che localmente si è manifestata con l’abbassamento delle falde idriche ed il conseguente scavo di pozzi nei fossati per cercarne di più profonde. Infine, in coda alla campagna di scavo sono stati effettuati tre carotaggi continui a nord del sito, al fine di procedere a una dettagliata indagine, soprattutto su base paleobotanica, sul contesto paleoambientale della terramara e sul suo rapporto con il paleoalveo del Po.

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