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Season Team
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AIAC_1197 - Roca - 2015
La campagna di scavi del 2015 si è protratta per quattro settimane, a cavallo tra i mesi di settembre e ottobre. Ad essa hanno partecipato 41 studenti dell’Università del Salento, organizzati in due turni, che hanno conseguito crediti formativi.
Le indagini si sono concentrate nel settore sudoccidentale dell’insediamento, nel SAS VI, dove due distinte campagne condotte nel 1994 e 1995 avevano consentito di riportare alla luce vari ambienti di edifici tardomedievali dislocati ai lati di una strada che attraversava l’abitato da N a S. Lungo la strada si aprivano numerosi silos granari interrati, alcuni dei quali conservavano in posto i coperchi litici originari. Nella stessa area erano stati riportati alla luce anche i resti di una torre quadrangolare medievale, precedente all’impianto dell’abitato, e un pozzo quadrangolare di epoca protoellenistica, di cui rimaneva pressoché integra la vera costruita con conci squadrati.
Con il prosieguo delle indagini in questo settore nelle stesse campagne erano stati raggiunti i livelli di occupazione protostorici e indagati alcuni lembi superstiti di una grande struttura del Bronzo finale 2, denominata capanna-magazzino per la presenza al suo interno di numerosi dolii cordonati in ceramica figulina. Analisi gascromatografiche condotte di recente hanno dimostrato che questi grossi contenitori erano destinati allo stoccaggio di olio di oliva.
Si è operato in quest’area perché un progetto del Comune di Melendugno (proprietario dei terreni), recentemente ammesso ai finanziamenti, prevede di attuarvi una serie di interventi di protezione, restauro e valorizzazione.
Tra questi interventi programmati figura il ripristino dei piani pavimentali e dei rivestimenti stradali dell’abitato tardomedievale alle quote originarie al fine di impedire ulteriori erosioni e scalzamenti sotto il piano di fondazione dei muri, che ne causerebbero il crollo.
Si è ritenuto, quindi, fosse urgente e necessario indagare e asportare i livelli di occupazione protostorici ancora in posto, al di sopra degli strati sterili e della bancata calcarenitica di base.
Le indagini hanno consentito di riportare alla luce varie buche di palo, sia circolari sia quadrangolari, che consentiranno di integrare la restituzione planimetrica della capanna-magazzino. Sono stati inoltre recuperati abbondanti materiali ceramici pertinenti alla fase di occupazione della stessa struttura; una concentrazione particolare di manufatti è stata riscontrata all’interno di una fossa rettangolare che si apriva nel piano pavimentale.
A conclusione della campagna, una settimana è stata dedicata al completamento dei rilievi.