Name
Giuseppe Lembo-Università di Ferrara

Season Team

  • AIAC_2357 - Guado San Nicola - 2016
    Il sito di Guado San Nicola (Monteroduni, Molise) è datato a 379 ± 8 Ka (MIS 11/MIS 10) sulla base delle datazioni radiometriche (40Ar/39Ar, ESR-U/Th), le quali sono compatibili con la composizione dell’insieme faunistico (tra cui Cervus elaphus acoronatus, Equus ferus). L’industria litica si caratterizza per l’attestazione precoce del metodo Levallois - che convenzionalmente segna il limite tra il Paleolitico inferiore e il Paleolitico medio in Europa - nell’ambito di un contesto sostanzialmente acheuleano, soprattutto per la presenza di numerosi bifacciali di forma e dimensioni molto varia. Per questi motivi Guado San Nicola viene a costituire uno dei siti più significativi per quanto riguarda l’origine dei complessi culturali del Paleolitico medio. Anche nel corso del 2016 sono proseguite le verifiche stratigrafiche poste in luce da erosioni e lavori agricoli ed in particolare dal 10 al 24 luglio 2016 sono state effettuate ulteriori indagini di prospezione archeologica al fine di favorire le ricerche future. Particolare attenzione è stata posta alle attività di sistemazione agricola dell’area prossima agli scavi già condotti, che hanno consentito di recuperare alcuni reperti paleontologici e litici. È stata inoltre effettuata una ricognizione dell’area circostante a quella oggetto di scavo al fine di individuare fonti di approvvigionamento della materia prima. Parallelamente alle attività sul campo sono proseguite le attività di laboratorio con analisi sui reperti paleontologici e litici. Di particolare interesse è lo studio funzionale e tracceologico dei reperti litici, supportato dalle attività di sperimentazione della scheggiatura con percussori duri e teneri ottenuti da frammenti di palchi di cervi. In effetti una caratteristica peculiare del giacimento è l’attestazione dell’uso del percussore tenero per la scheggiatura come dimostrano le caratteristiche delle schegge rinvenute nel contesto stratigrafico. Lo studio delle faune evidenzia la relazione con le attività umane, in particolare per la presenza di strie tipiche dell’attività di macellazione.
  • AIAC_3819 - Grotta Romanelli - 2015
    Le attività per l’anno 2015 hanno riguardato in particolare: • pulizia dell’areale della grotta che insiste davanti alla sezione Ovest, realizzata asportando materiale ferroso appartenente al vecchio cancello di protezione della grotta, sostituito dal Comune di Castro; • messa in luce, mediante accurata pulizia che ha asportato il terreno dilavato nel corso degli anni, della seriazione stratigrafica della sezione Ovest; • quadrettatura, mediante ETS, dell’area oggetto di indagine orientata N-S, comprendente il saggio di scavo che verrà effettuato nella campagna 2016, posizionato nel quadrante S-O della grotta; • denominazione dei primi quadrati all’interno dei quali verranno svolte le attività come F, G, H, I, L, con numerazione 95, 96, 97; • rilievo topografico (planimetria e sezione trasversale) della grotta e rilievo topografico della sezione Ovest; • posizionamento topografico di parte delle incisioni della volta e delle pareti della grotta; • analisi e verifica della sequenza stratigrafica, individuata da G.A. Blanc e da L. Cardini; • campionamento degli strati relativi alle terre brune e rosse per delineare la stratigrafia isotopica; • campionamento dei veli stalagmitici per la determinazione cronologica; • campionamento dei calcari strutturali della grotta per lo studio della matrice di fondazione; • operazioni di chiusura del cantiere, consistenti nella copertura protettiva (ombreggiante) della cancellata, copertura della sezione Ovest e dei sedimenti con geo-tessuto e affissione dei cartelli (n.2) indicanti la presenza del cantiere archeologico in concessione a “Sapienza” Università di Roma, Dipartimento Scienze della Terra. Il focus principale della prima campagna di ricerche ha riguardato la riconsiderazione della sequenza stratigrafica in relazione alle osservazioni evinte nelle campagne di G.A. Blanc e L. Cardini.
  • AIAC_3819 - Grotta Romanelli - 2016
    Le attività per l’anno 2016 hanno avuto come obiettivo i seguenti punti: 1) individuazione, rilievo fotografico e analisi preliminare dei pannelli recanti incisioni, posizionati sulle pareti e sulla volta della grotta; 2) attività di scavo nei settori: area Sud, qq.. L94-88, M93, M88 e I89 area Nord qq.. U90, U89 (regolarizzazione di sezione), area Ovestqq. G94, H94 (regolarizzazione di sezione), q. O84 (regolarizzazione di sezione); 3) attività topografica, mediante ETS Leica Laser GHM007/GHT196, di aggiornamento del rilievo planimetrico e realizzazione di sezioni longitudinali e trasversali; 4) posizionamento topografico delle incisioni della volta e delle pareti della grotta; 5) seriazione stratigrafica relativa alle terre brune e rosse dell’area Ovest e Nord; 6) campionamento degli strati relativi alle terre brune e rosse per delineare la stratigrafia isotopica dell’area Ovest e Nord; 7) rilievi fotografici e video territoriali mediante piattaforma UAV/APR DJI PHANTOM 3 PROFESSIONAL, Fotocamera SONY, sensore EXMOR CMOS ½,3’’ e video realizzati in formato full HD 1920x1080 p.; 8) rilievi fotografici territoriali e della grotta realizzate con corpo macchina NIKON D700, sensore CMOS full frame, 12.1 mp, formato RAW; 9) campionamento geologico delle brecce ossifere interne ed esterne alla grotta; 10) lavaggio, ricomposizione e sistemazione materiali; 11) Il sedimento rimosso durante le attività di scavo è stato setacciato (maglia da 1 millimetro), consentendo il recupero di resti di micro-vertebrati (mammiferi, piccoli uccelli, rettili, anfibi e pesci) oltre a resti di molluschi ed echinodermi. 12) disegno logico-concettuale di geodatabase per futura implementazione GIS; 13) operazioni di chiusura del cantiere, con copertura protettiva, mediante geotessuto, di tutti i settori interessati dalle attività di ricerca e scavo.