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Beniamino Mecozzi- Sapienza Università di Roma

Season Team

  • AIAC_3819 - Grotta Romanelli - 2015
    Le attività per l’anno 2015 hanno riguardato in particolare: • pulizia dell’areale della grotta che insiste davanti alla sezione Ovest, realizzata asportando materiale ferroso appartenente al vecchio cancello di protezione della grotta, sostituito dal Comune di Castro; • messa in luce, mediante accurata pulizia che ha asportato il terreno dilavato nel corso degli anni, della seriazione stratigrafica della sezione Ovest; • quadrettatura, mediante ETS, dell’area oggetto di indagine orientata N-S, comprendente il saggio di scavo che verrà effettuato nella campagna 2016, posizionato nel quadrante S-O della grotta; • denominazione dei primi quadrati all’interno dei quali verranno svolte le attività come F, G, H, I, L, con numerazione 95, 96, 97; • rilievo topografico (planimetria e sezione trasversale) della grotta e rilievo topografico della sezione Ovest; • posizionamento topografico di parte delle incisioni della volta e delle pareti della grotta; • analisi e verifica della sequenza stratigrafica, individuata da G.A. Blanc e da L. Cardini; • campionamento degli strati relativi alle terre brune e rosse per delineare la stratigrafia isotopica; • campionamento dei veli stalagmitici per la determinazione cronologica; • campionamento dei calcari strutturali della grotta per lo studio della matrice di fondazione; • operazioni di chiusura del cantiere, consistenti nella copertura protettiva (ombreggiante) della cancellata, copertura della sezione Ovest e dei sedimenti con geo-tessuto e affissione dei cartelli (n.2) indicanti la presenza del cantiere archeologico in concessione a “Sapienza” Università di Roma, Dipartimento Scienze della Terra. Il focus principale della prima campagna di ricerche ha riguardato la riconsiderazione della sequenza stratigrafica in relazione alle osservazioni evinte nelle campagne di G.A. Blanc e L. Cardini.
  • AIAC_3819 - Grotta Romanelli - 2016
    Le attività per l’anno 2016 hanno avuto come obiettivo i seguenti punti: 1) individuazione, rilievo fotografico e analisi preliminare dei pannelli recanti incisioni, posizionati sulle pareti e sulla volta della grotta; 2) attività di scavo nei settori: area Sud, qq.. L94-88, M93, M88 e I89 area Nord qq.. U90, U89 (regolarizzazione di sezione), area Ovestqq. G94, H94 (regolarizzazione di sezione), q. O84 (regolarizzazione di sezione); 3) attività topografica, mediante ETS Leica Laser GHM007/GHT196, di aggiornamento del rilievo planimetrico e realizzazione di sezioni longitudinali e trasversali; 4) posizionamento topografico delle incisioni della volta e delle pareti della grotta; 5) seriazione stratigrafica relativa alle terre brune e rosse dell’area Ovest e Nord; 6) campionamento degli strati relativi alle terre brune e rosse per delineare la stratigrafia isotopica dell’area Ovest e Nord; 7) rilievi fotografici e video territoriali mediante piattaforma UAV/APR DJI PHANTOM 3 PROFESSIONAL, Fotocamera SONY, sensore EXMOR CMOS ½,3’’ e video realizzati in formato full HD 1920x1080 p.; 8) rilievi fotografici territoriali e della grotta realizzate con corpo macchina NIKON D700, sensore CMOS full frame, 12.1 mp, formato RAW; 9) campionamento geologico delle brecce ossifere interne ed esterne alla grotta; 10) lavaggio, ricomposizione e sistemazione materiali; 11) Il sedimento rimosso durante le attività di scavo è stato setacciato (maglia da 1 millimetro), consentendo il recupero di resti di micro-vertebrati (mammiferi, piccoli uccelli, rettili, anfibi e pesci) oltre a resti di molluschi ed echinodermi. 12) disegno logico-concettuale di geodatabase per futura implementazione GIS; 13) operazioni di chiusura del cantiere, con copertura protettiva, mediante geotessuto, di tutti i settori interessati dalle attività di ricerca e scavo.
  • AIAC_4468 - Notarchirico - 2022
    Il sito di Notarchirico (Venosa, Basilicata) presenta un insieme eccezionale di depositi vulcano-sedimentari nei quali sono conservati più livelli di occupazione umana. Gli scavi di Marcello Piperno negli anni 1980-1990 hanno messo in luce una sequenza stratigrafica di 7 livelli archeologici, i cui depositi sono in gran parte legati all’attività stratovulcanica del Monte Vulture. Questi livelli sono ricchi in fauna e industria litica e alcuni tra essi hanno restituito bifacciali. In uno dei livelli superiori della sequenza (livello alfa) è stato rinvenuto un femore umano attribuito a Homo heilderbengensis, datato con 40Ar/39Ar, TL, ESR e ESR/U-Th tra 610-675 Ka. Tale datazione è in accordo con i dati desunti dallo studio della fauna e della microfauna che localizzano la sequenza nella fase di Ponte Galeria (Galeriano, inizio del Pleistocene medio). Con la ripresa degli scavi nel 2016, il nuovo progetto multidisciplinare ha lo scopo di precisare la cronologia e le modalità di formazione delle più antiche fasi di occupazione del sito, collocandolo a più di 675.000 anni e rendendolo, ad oggi, il più antico contesto con evidenze dell’Acheuleano di Italia. Lo scopo è osservare l’habitat in cui gli ominidi hanno vissuto nell’Italia meridionale e descrivere il loro comportamento e le modalità di adattamento al cambiamento delle condizioni ambientali in un contesto vulcanico attivo. Altro obiettivo è stato quello di descrivere più precisamente le strategie degli uomini che vissero in Europa tra 700 e 600 Ka, periodo chiave che corrisponde all’arrivo di un nuovo ominide, Homo heilderbengensis, alla comparsa dei primi bifacciali e ad alcune innovazioni comportamentali, tra cui quelle legate alla gestione del territorio o alla produzione di utensili. L’applicazione delle nuove metodologie allo studio dei materiali archeologici rinvenuti nei nuovi scavi permetterà di chiarire le strategie utilizzate dagli uomini tra 700 e 600 ka in Europa meridionale e di confrontarle con quelle attuate nell’Europa del Nord-Ovest. La campagna di scavo 2022 ha interessato i livelli G, I1 e I2 la cui area è stata allargata al fine di mettere in luce nuovo materiale e poter cominciare l’analisi spaziale oltre ad evidenziare le maggiori differenze tra i livelli di occupazione corrispondenti a fasi cronologiche diverse. Questi livelli sono costituiti da un letto di ciottoli contenente numerosi manufatti (nuclei, schegge, strumenti), prodotti su piccoli noduli di selce e calcare, e resti faunistici (tra cui Elephas antiquus, cervidi, bovidi, uccelli e altri grandi mammiferi). I due strati (G, I1) hanno restituito oggetti litici e fauna e sono datati a più di 675.000 anni. Durante questa campagna, nel livello G, sono stati rinvenuti sia due nuovi bifacciali su calcare e selce. Entrambi i manufatti sono associati a diversi strumenti in selce. Tali noduli, selezionati in funzione della loro morfologia naturale, sono frequentemente ritoccati. Il ritocco è generalmente bilaterale e convergente, creando intaccature, dorsi e punte. I ciottoli di grandi dimensioni sono stati sfruttati per la produzione di grandi utensili. Altri livelli hanno restituito del materiale archeologico che mostra la successione delle occupazioni antropiche in un contesto fluvio-lacustre. La densità del materiale attesta la venuta regolare degli ominidi nello stesso luogo per cercare carcasse di erbivori, come l’elefante e il bisonte, per lo sfruttamento della carne. Durante la campagna di scavo 2022, all’interno del livello I1 è stato rinvenuto un grande frammento di palco di un cervide di grandi dimensioni. Il reperto, che costituisce un rinvenimento molto raro per questo periodo, è caratterizzato dalla presenza della porzione basale, inclusa la rosetta.