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Alberto Cazzella – Università di Roma “La Sapienza”

Season Director

  • AIAC_2329 - La Rocca - 2015
    La campagna di scavo 2015 è stata finalizza all’indagine dei livelli dell’età del Bronzo in tre aree all’interno del sito della Rocca di Oratino. L’indagine nell’area centrale di scavo (settori C4M, C4L, C4G, C4H, C4F e C4K) ha permesso di raccordare stratigraficamente le evidenze relative alla struttura 6 (probabile parte di un aggere) e alla struttura 3 (grande fossa con tracce di combustione). In quest’area sono stati indagati quattro principali gruppi si livelli corrispondenti dal più antico al più recente: - Fase I: livelli di uso e messa in opera della struttura 6 e il suo dissesto sia a N che a S - Fase II 0c: livelli di colmata sopra il dissesto della struttura 6 - Fase II 0b: livelli di preparazione, uso e prima obliterazione della struttura 3 - Fase II 0a: livelli di messa in opera della struttura 5 (probabile parte di mura in pietrame a secco). Le altre due zone indagate interessano sia la parte meridionale (settori C4R e C4Q) che quella situata nell’angolo N-E dell’area di scavo. Queste due aree sono caratterizzate entrambe da livelli argillosi, in parte già investigati negli anni precedenti. La posizione stratigrafica di questi livelli sembra essere la più antica tra gli strati attualmente indagati ed è da attribuire all’Appenninico (fase I). Questi livelli rappresentano l’aggere su cui poggiano le pietre delle strutture 7 (probabile parte di un aggere) e 6. Sono pertinenti alla fase I anche una serie di livelli tra le pietre della struttura 6. Probabilmente sempre da ricondurre alla fase I è un importante evento di dissesto che interessa la parte S-W della struttura 6. Questi livelli sono caratterizzati dalla presenza di pietre di medie dimensioni. Anche il versante N della struttura 6 risulta interessato da un dissesto. In questo caso si tratta di un masso di notevoli dimensioni caduto sulla sommità della struttura e di alcuni livelli di pietre di medie dimensioni che le si appoggiano sul lato N. Un livello di matrice sabbioso con pochi materiali sembra riferibile a una fase di abbandono dell’area. Per quanto riguarda i livelli subappenninici scavati quest’anno, quelli più antichi (fase II 0c), sono caratterizzati da un apporto consistente di terreno riconducibile a un’azione volontaria volta a regolarizzare il dislivello presente in questa zona. Sopra di essi è stato possibile individuare alcune unità stratigrafiche che rimandano a momenti diversi dell’uso della struttura 3 (fase II 0b): la preparazione del piano di appoggio della piastra, la strutturazione della piastra, il suo utilizzo, il suo disfacimento e la sua prima obliterazione. Sono stati inoltre indagati alcuni livelli successivi alla fase II 0b che si riferiscono al piano di posa e alla costruzione della struttura 5 (fase II 0a). Il proseguimento delle ricerche permetterà di comprendere le dinamiche di utilizzo nel tempo di quest’area del sito. In particolare la possibilità di proseguire in un prossimo futuro l’indagine dei livelli appenninici e di definire meglio le strutture in elevato individuate è di notevole importanza anche per la comprensione delle dinamiche insediative durante l’età del Bronzo nella Valle del Biferno, dove i dati, anche per questa fase, sono ancora molto carenti.