AIAC_2407 - Castello Carlo V - 2015La campagna di scavi 2015 condotta presso il castello di Lecce si è svolta principalmente
all’interno del cortile centrale o piazza d’armi, in continuità con le campagne condotte sin
dal 2007. Al fine di chiarire alcuni aspetti cronologici e spaziali delle evidenze
archeologiche emerse, si è scelto di approfondire la porzione orientale del settore sud, in
parte indagata durante le campagne di scavo 2012-2014, ossia l’area che si estende a sud del
muro US 619 (cfr. Schede Fasti Online 2010-2014). Il cortile è attualmente interessato dal
terzo lotto di restauri a cura della SBAP e al momento dell’apertura della campagna di
scavo erano in corso le opere di pavimentazione di tutta l’area non interessata dal saggio
archeologico. Le opere previste nel progetto prevedono oltre alla ripavimentazione con
chianche in pietra clacarea dura, anche la riqualificazione dell’area archeologica con la
sostituzione della passerella e la protezione delle sezioni archeologiche esposte mediante
muretti di contenimento delle stesse. Una di queste è la lunga sezione in parete est-ovest
ricadente nel settore sud dove è stato condotto lo scavo con l’obiettivo di giungere al piano
agricolo d’età romana intercettato nel 2013.
Dopo le operazioni di pulizia si sono messi in luce due strati di laterizi, alcuni dei quali
integri e molti in posizione di crollo. Tra i laterizi, da identificare come un probabile crollo
di una copertura, si rinvengono dei tarì in oro coniati durante il regno di Ruggero II
(1095-1154).
Le operazioni di scavo hanno evidenziato come il crollo di laterizi fosse relativo ad un
piccolo ambiente delimitato, a est ed ad ovest, da due strutture murarie con andamento nordsud,
mentre una struttura muraria con andamento est-ovest, intercettata già nella campagna
scorsa, chiude il vano a sud. L’ambiente prosegue al di sotto della sezione meridionale
dell’area di scavo, il che rende impossibile definirne con certezza la pianta.
Accanto a questo la presenza di un focolare in terra nell’angolo ovest del vano e la presenza in gran parte dei contesti di scavo di carboncino e terreno cineroso, porta ad ipotizzare che si tratti di un ambiente di servizio, forse una cucina, da mettere in relazione con i contesti intercettati nel 2013 lungo il lato ovest dello stesso settore sud. In particolare nella suddetta campagna di scavo fu individuato uno strato di terreno cineroso, contenente numerose fave combuste (cfr. Scheda Fasti Online 2013).
All’interno dell’ambiente intercettato quest’anno, in posizione quasi centrale all’area
visibile, si apre una buca di forma grossomodo circolare (diam. 1.5m e prof. 1.70m ca.). Dai
terreni di riempimento della fossa proviene una gran quantità di laterizi, frammenti di
ceramica e soprattutto ossa animali anche integri. Da una prima analisi del materiale
ceramico sembra di poter collocare il riempimento della fossa non oltre la fine del XII
secolo; non compaiono, infatti, indicatori ceramici per le età successive. Prevalgono
ceramiche domestiche acrome e con decorazione dipinta, ceramiche da fuoco e tra le
invetriate solo le invetriate monocrome verdi e alcuni frammenti di anfore Otranto Type.
I dati relativi alle indagini di questa ultima campagna confermano quanto ipotizzato circa la
cronologia dell’impianto originario del castello di Lecce. Esso viene eretto in età normanna
in un’area esterna alle mura urbiche di età romana, mentre non ci sono tracce relative ad una
frequentazione in età altomedievale e bizantina.