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Cornacchione, Alessandra Paresce, Basel Sai, Andrea Starace

Season Team

  • AIAC_2407 - Castello Carlo V - 2015
    La campagna di scavi 2015 condotta presso il castello di Lecce si è svolta principalmente all’interno del cortile centrale o piazza d’armi, in continuità con le campagne condotte sin dal 2007. Al fine di chiarire alcuni aspetti cronologici e spaziali delle evidenze archeologiche emerse, si è scelto di approfondire la porzione orientale del settore sud, in parte indagata durante le campagne di scavo 2012-2014, ossia l’area che si estende a sud del muro US 619 (cfr. Schede Fasti Online 2010-2014). Il cortile è attualmente interessato dal terzo lotto di restauri a cura della SBAP e al momento dell’apertura della campagna di scavo erano in corso le opere di pavimentazione di tutta l’area non interessata dal saggio archeologico. Le opere previste nel progetto prevedono oltre alla ripavimentazione con chianche in pietra clacarea dura, anche la riqualificazione dell’area archeologica con la sostituzione della passerella e la protezione delle sezioni archeologiche esposte mediante muretti di contenimento delle stesse. Una di queste è la lunga sezione in parete est-ovest ricadente nel settore sud dove è stato condotto lo scavo con l’obiettivo di giungere al piano agricolo d’età romana intercettato nel 2013. Dopo le operazioni di pulizia si sono messi in luce due strati di laterizi, alcuni dei quali integri e molti in posizione di crollo. Tra i laterizi, da identificare come un probabile crollo di una copertura, si rinvengono dei tarì in oro coniati durante il regno di Ruggero II (1095-1154). Le operazioni di scavo hanno evidenziato come il crollo di laterizi fosse relativo ad un piccolo ambiente delimitato, a est ed ad ovest, da due strutture murarie con andamento nordsud, mentre una struttura muraria con andamento est-ovest, intercettata già nella campagna scorsa, chiude il vano a sud. L’ambiente prosegue al di sotto della sezione meridionale dell’area di scavo, il che rende impossibile definirne con certezza la pianta. Accanto a questo la presenza di un focolare in terra nell’angolo ovest del vano e la presenza in gran parte dei contesti di scavo di carboncino e terreno cineroso, porta ad ipotizzare che si tratti di un ambiente di servizio, forse una cucina, da mettere in relazione con i contesti intercettati nel 2013 lungo il lato ovest dello stesso settore sud. In particolare nella suddetta campagna di scavo fu individuato uno strato di terreno cineroso, contenente numerose fave combuste (cfr. Scheda Fasti Online 2013). All’interno dell’ambiente intercettato quest’anno, in posizione quasi centrale all’area visibile, si apre una buca di forma grossomodo circolare (diam. 1.5m e prof. 1.70m ca.). Dai terreni di riempimento della fossa proviene una gran quantità di laterizi, frammenti di ceramica e soprattutto ossa animali anche integri. Da una prima analisi del materiale ceramico sembra di poter collocare il riempimento della fossa non oltre la fine del XII secolo; non compaiono, infatti, indicatori ceramici per le età successive. Prevalgono ceramiche domestiche acrome e con decorazione dipinta, ceramiche da fuoco e tra le invetriate solo le invetriate monocrome verdi e alcuni frammenti di anfore Otranto Type. I dati relativi alle indagini di questa ultima campagna confermano quanto ipotizzato circa la cronologia dell’impianto originario del castello di Lecce. Esso viene eretto in età normanna in un’area esterna alle mura urbiche di età romana, mentre non ci sono tracce relative ad una frequentazione in età altomedievale e bizantina.