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Giorgia Tulumello

Season Team

  • AIAC_1206 - Fondo Giuliano - 2016
    La campagna di scavi, su concessione ministeriale, è stata condotta nell’arco di tre settimane ed ha visto la partecipazione di ricercatori e studenti dell’Università del Salento. L’indagine ha interessato due settori. _Area Nord_ La rimozione dell’accumulo agricolo ha permesso di riportare alla luce il piano di roccia. Gran parte della superficie è interessata da carreggiate, relative a percorsi già identificati in precedenza, collegati allo sfruttamento del banco calcareo in età moderna. Nella parte più occidentale è stato riconosciuto un fronte della cava del VI-V sec. a.C.: si conservano due blocchi e dall’accumulo proviene un fr. di ceramica a vernice nera tardoarcaica. Nella zona centrale sono state intercettate tre tombe orientate E-O relative al cimitero del V-VI sec. d.C. La tomba 1 (1,84x0,60x0,45 m) ha sezione trapezoidale, con leggera concavità e cuscino a O. Il riempimento è costituito da terreno compatto marrone-rossiccio, con schegge di pietra e resti malacologici. All’estremità orientale era una concentrazione di ossa lunghe, alcune delle quali in connessione. I resti sono riferibili ad almeno 5 individui adulti; inoltre sono stati recuperati alcuni oggetti di corredo: uno spillone e due anelli in bronzo, un vago in pasta vitrea. La tomba 2 (1,95x0,60x0,10 m) ha sezione trapezoidale, con leggera concavità. Il riempimento è costituito da terreno molto compatto marrone-rossiccio, misto a fr. calcarei, con numerose ossa pertinenti sia ad adulti che a sub-adulti. Nella tomba 3 (1,75 x 0,60 x 0,25 m) alcuni resti scheletrici si sono conservati in connessione a ridosso del margine N. _Saggio Sud_ L’esplorazione dell’area a sud delle chiese è stata avviata con gli obiettivi di definire l’articolazione topografica e funzionale degli spazi adiacenti all’impianto paleocristiano e di accertare eventuali presenze relative alle fasi preromane. Al di sotto del terreno agricolo è stata intercettata, nell’angolo N, una struttura (US 2349) con orientamento NE-SO; ad essa appare associato un livello di frequentazione (US 2338) con materiale ceramico di epoca tardo-romana (tegole, fr. di vetro ed una moneta di bronzo del V sec. d.C.). E’ stato rinvenuto anche un fr. di _skyphos_ a vernice nera. Al di sotto della US 2338 è stato identificato uno strato calcareo giallo-bruno (US 2341), presente su tutta l’area; esso contiene materiale di epoca tardo-romana, ma anche una fibula arcaica. Sulla sua superficie si è messa in evidenza una traccia di terreno scuro (US 2339-2340), con andamento rettilineo N-S, larga 60 cm ca., che prosegue oltre i limiti del saggio: appare riferibile all’asportazione di un muro collegato alla prima chiesa (IV-VI secolo), le cui strutture sono realizzate con grandi blocchi. Nella parte meridionale del saggio è stato evidenziato l’angolo di un edificio, i cui muri proseguono oltre le sezioni. Essi sono realizzati con pietre irregolari a secco e sembrano delimitare un ambiente. Sono stati scavati due livelli di distruzione: il primo di terreno morbido, bruno-arancio, con fr. ceramici tardo-romani, manufatti in pietra e resti di fauna; il secondo di terreno morbido, bruno scuro, con pochi fr. ceramici e di vetro. Entrambi i contesti hanno restituito elementi della fase messapica. L’asportazione della US 2341 ha consentito di mettere in luce sul lato occidentale del saggio un battuto pavimentale in calcare molto compatto, tagliato dal ghost wall 2339. Al momento non è possibile stabilire con certezza la cronologia degli elementi riportati alla luce. Il battuto pavimentale deve essere associato ad una struttura a blocchi completamente asportata e forse legata al primo edificio di culto; più problematica la datazione dell’ambiente nell’angolo sud-est le cui caratteristiche potrebbero consentire di riferirla ad età messapica.