AIAC_2234 - Gabi - 2016La campagna di scavi e ricerche 2016 del Gabii Project (Mogetta e Becker 2014), l’ottava consecutiva all’interno del Parco Archeologico di Gabii, si è svolta come di consueto nei mesi di Giugno-Agosto. Le attività sul campo hanno riguardato tre settori dell’area oggetto di indagine, corrispondenti a distinti bacini stratigrafici chiaramente delimitati da strutture murarie e da particolari elementi topografici. Di questi settori solo l’Area C era già in corso di indagine, mentre l’Area G-H e l’Area I sono state aperte quest’anno.
Nell’Area C le indagini si sono concentrate nel settore meridionale della casa ad atrio che occupa l’isolato. Qui lo scavo dei pochi piani pavimentali conservati della casa databile al II-II sec. a.C. (Mogetta-Becker 2014; Gallone-Mogetta 2013) ha rilevato la presenza di livelli e evidenze ascrivibili alla prima fase del complesso, preliminarmente databile al IV sec. a.C. Si tratta in particolare di strati di preparazioni per la costruzione della casa, a cui sono associati canalette ed una cisterna. Le indagini al di sotto di questi orizzonti hanno messo in luce livelli di frequentazioni di età arcaica. Sono stati documentati buchi di palo associati un battuto pavimentale in schegge di tufo giallo, un bel focolare, di forma rettangolare, realizzato con frammenti ceramici disposti orizzontalmente, oltre che vari lacerti di altri battuti e una sepoltura infantile entro olla del tutto priva di corredo. Lo scavo ha infine rilevato la presenza di una struttura curvilinea in scheggioni di tufo, possibile prosecuzione del muro di delimitazione del complesso arcaico dell’adiacente area D (cfr. scheda Fasti 2014 e 2015).
L’Area G-H è un ampio settore che comprende parti di due isolati che si affacciano rispettivamente a N e S della strada principale oltre che un tratto di quest’ultima (Mogetta 2014). Nell’Area G, lo scavo ha interessato la fronte dell’isolato occupato da un edificio in opera mista ed opera incerta di età imperiale Purtroppo profonde spoliazioni di età tardo-antica hanno raggiunto le fondazioni dei muri, causando la totale scomparsa dei piani di vita. Sia all’interno di questi ambienti che sulla superficie del basolato della strada sono stati individuati muretti in pietrame a secco, tegole e resti architettonici, disposti su file grossomodo parallele. Queste strutture, databili all’età tardo antica, avevano probabilmente una funzione agricola, in quanto contenevano terreno sterile di riporto, testimoniando così il definitivo abbandono e obliterazione del tessuto urbano.
L’Area H, invece, comprende il corso della strada principale, ed alcuni ambienti relativi ad un complesso monumentale pluristratificato situato a sud della strada. Lo scavo si è concentrato all’interno di un ambiente, originariamente realizzato in blocchi di tufo e databile all’età Repubblicana, in seguito modificato in età imperiale con muri in opera incerta, reticolata e mista.
L’Area I è, infine, localizzata nella porzione meridionale dello stesso isolato occupato dal complesso della casa Repubblicana dell’Area C e si apre direttamente sulla strada principale che attraversa il sito (Mogetta 2014). Qui è stato indagato un complesso con funzione produttiva, databile tra II e III secolo d.C. Gli ambienti lungo il lato settentrionale del complesso erano probabilmente utilizzati per la produzione di vino come indicato da chiare tracce di un torchio, del fondo di una bacino in cocciopesto e da una profonda vasca di decantazione collegata al bacino da una tubatura in piombo. Nella zona NW dell’area di scavo è stata inoltre portata alla luce un’altra vasca di forma rettangolare fortemente allungata. Nella zona centrale del complesso sono stati indagati una serie di tagli circolari probabilmente riferibili ad alloggiamenti di _dolia_ (non rinvenuti in situ).
Infine la fascia prospiciente la strada ha restituito evidenze di profonde spoliazioni che hanno del tutto distrutto i livelli relativi al complesso produttivo e parzialmente intaccato i livelli.
La campagna 2016 ha consentito non solo di confermare la presenza di estese evidenze relative alla fase Arcaica del sito, ma anche di meglio definire la transizione verso l’età repubblicana. Inoltre è stato per la prima volta possibile indagare livelli medio e tardo-Imperiali e comprendere le fasi di abbandono di questo importantissimo sito del Lazio antico.
AIAC_2234 - Gabi - 2018La campagna di scavi e ricerche 2018 del Gabii Project (Mogetta e Becker 2014), la decima consecutiva all’interno del Parco Archeologico di Gabii, si è svolta come di consueto nei mesi di Giugno-Luglio. Le attività sul campo hanno riguardato tre settori, già in corso di scavo nel 2017, dell’area oggetto di indagine, corrispondenti a distinti bacini stratigrafici chiaramente delimitati da strutture murarie e da particolari elementi topografici.
Nell’Area C le indagini si sono concentrate nel settore meridionale della casa ad atrio che occupa l’isolato (Mogetta-Becker 2014; Gallone-Mogetta 2013). Le indagini al di sotto degli orizzonti di età Arcaica hanno portato alla luce evidenze ascrivibili per lo più all’età orientalizzante. Sono stati scavati piani di occupazione con buchi di palo e piani di calpestio relativi all’insediamento capannicolo adiacente a quello precedentemente portato alla luce nella contigua Area D (cfr. scheda Fasti 2014 e 2015). Sono state inoltre portate alla luce due tombe infantili orientalizzanti associabili alle strutture abitative individuate.
L’Area G-H è un ampio settore che comprende parti di due isolati che si affacciano rispettivamente a N e S della strada principale (Mogetta 2014). Nell’Area G, lo scavo ha interessato una delle strade, con andamento Nord-Sud che si dipartono dall’asse viario principale (Via Gabina). Lo scavo ha messo in luce una sequenza di strade basolate, battuti stradali e glareate, che coprono un ampio arco cronologico (III a.C. -V d.C.). Inoltre si è proseguito lo scavo all’interno di due ambienti posti a Sud della via Gabina. Qui, al di sotto dei livelli pavimentali Imperiali, è stato portato in luce un complesso sistema di smaltimento delle acque.
Nell’Area I, prospiciente l’asse viario principale (Mogetta 2014), le indagini si sono concentrate nel settore occidentale, proseguendo lo scavo degli ambienti parzialmente indagati nel 2017 e aprendo un nuovo fronte ad ovest. Lo scavo ha raggiunto i livelli pavimentali del complesso (di cui non si conosce ancora il limite occidentale). Si tratta di una grande domus ad atrio la cui costruzione è ascrivibile all’età Imperiale, caratterizzata da ampi ambienti pavimentai con mosaici in bianco e nero a decorazione geometrica. La defunzionalizzazione del complesso, ben documentato dallo scavo di dei livelli di distruzione e abbandono, è databile al IV d.C.
La campagna 2018, oltre a confermare la presenza di una estesa occupazione di età orientalizzante, con associazione di capanne e tombe infantili, ha fornito nuovi dati sulla sequenza delle strade, comprovando una occupazione lunga e continuativa del sito. Lo scavo della grande domus imperiale, d’altro canto, testimonia una vitalità economica e costruttiva di cui gode ancora in età medio Imperiale, almeno questo settore di Gabii.