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AIAC_169 - Broili - 2008
La torre 2 già evidenziata nella campagna precedente, non ha una vera e propria fondazione, ma è stata tagliata nel terreno sterile. Interessante il ritrovamento di un consistente strato carbonioso, all’esterno, contenente reperti, la cui formazione si deve, verosimilmente, alla pulizia periodica. Nei pressi interessanti buche di palo da interpretare in parte come tracce di tettoia, in parte come resti di edifici lignei. Si sono inoltre posti in luce i resti un edificio rettangolare, con muri in pietra e terra, parzialmente conservato. A quota più bassa è emersa una struttura muraria costruita direttamente sul conglomerato naturale in situ, appositamente tagliato. Lo spessore e l’ottima qualità del tessuto murario e del legante, inducono a supporre che si tratti di una struttura difensiva.
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AIAC_174 - Colle Mazéit - 2010
La campagna di scavi del 2010 sul Colle Mazéit di Verzegnis ha interessato la continuazione delle ricerche nell’Area VII (situata nel settore dell’ingresso orientale all’insediamento fortificato, che si è sviluppato nel pianoro meridionale immediatamente sotto la Torre medievale), con l’ampliamento delle indagini sia all’interno che all’esterno dell’ambiente rettangolare di età romana, impostato a cavallo della cinta in pietre. Gli scavi del corrente anno, in particolare, hanno riguardato il completamento delle indagini all’interno dell’ambiente rettangolare. Sono stati ampliati anche i sondaggi all’esterno dell’edificio, sia verso ovest, all’esterno del lato occidentale del vano, sia verso nord, al di là del lato settentrionale, per verificare la prosecuzione dei resti strutturali scavati tra il 2005 ed il 2008. E’ continuato anche il sondaggio all’esterno dell’ambiente, presso l’angolo sud-orientale, sia vicino al perimetrale sud ed al suo punto d’incontro col muraglione di cinta, sia lungo il perimetrale est. La Torre medievale (Area I) anche quest’anno non è stata oggetto di scavi, ma solo di una bonifica e di una ricognizione dello stato delle ricerche, in vista della prossima prosecuzione dei lavori di recupero e valorizzazione dei resti archeologici (Lotto II: inserimento di una passerella panoramica, illuminazione e disboscamento).
Nel corso delle indagini 2010, per quanto riguarda l’Area VII, sono state confermate la cronologia e le modalità di costruzione dell’ambiente rettangolare, che sembra essere stato edificato in età augustea, in coincidenza con un ampliamento ed una riorganizzazione dell’intero villaggio. Nello stesso momento cronologico, infatti, sono state ristrutturate anche l’Area II (ambiente quadrangolare-torre appoggiato all’angolo sud-orientale della cinta) e l’Area VI (vano lastricato relativo alla fase IV) ed è stata rinforzata l’intera recinzione. L’ambiente a cavallo del muro di cinta, inoltre, in un momento cronologico ancora da verificare, è stato protetto da un’ulteriore cinta muraria più esterna, che parte dall’Area II e che circonda il villaggio più ad oriente. Il muro interno del vano, invece, dove quest’anno è stata scavata una interessante canaletta per lo scolo delle acque, è risultato essere il proseguimento della cinta preromana, collegata, probabilmente, alle strutture murarie più antiche emerse all’esterno del lato occidentale dell’edificio e tagliate dalla costruzione dello stesso, nei cui livelli sono stati recuperati frammenti ceramici dell’età del bronzo.
Quest’anno è stata messa completamente in luce la cinta interna, che era stata rinforzata con una massicciata, mentre, ad ovest ed a nord dei lati occidentale e settentrionale del vano, dove erano già emerse le citate strutture murarie più antiche, sono state evidenziate nuove strutture murarie, che sembrano relative a vani abitativi. Nei livelli superficiali, accanto a materiali tardo-repubblicani e primo imperiali sconvolti dalle varie ristrutturazioni, sono venuti alla luce un’ascia-martello in pietra, di probabile età tardo neolitica, ceramica protostorica, un frammento di braccialetto lateniano in pasta vitrea verde (II sec. a. C.) ed un tallone di lancia in ferro. Questi ritrovamenti confermano la continuità insediativa già attestata nel corso degli scavi dell’Area VI. Inizieranno a breve, appena sarà terminata la gara d’appalto, in concomitanza con quelli della Torre medievale, anche i lavori di copertura con tettoia dell’Area VII, finanziati con la L. R. 10/2000.
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AIAC_174 - Colle Mazéit - 2011
Sono continuate le ricerche nell’Area VII occupata dall’edificio/torre rettangolare di età romana posto a cavallo del muro di cinta, situato nel settore dell’ingresso orientale all’insediamento fortificato, che si è sviluppato nel pianoro meridionale immediatamente sotto la Torre medievale. Essendo terminate le indagini all’interno del vano, gli scavi hanno riguardato gli ampliamenti effettuati ad ovest del muro occidentale dell’edificio (USM 3009) ed a nord del muro USM 3023, tagliato per la costruzione del vano a cavallo delle mura. Nell’ampliamento ovest sono state appurate una continuità insediativa a partire dall’età del bronzo ed una ristrutturazione del villaggio in età augustea, confermata anche dal ritrovamento di una moneta di Augusto. A nord del muro USM 3023 è proseguita l’evidenziazione dei nuovi resti murari ad esso perpendicolari, che sembrano relativi a vani abitativi precedenti la ristrutturazione di età augustea. Nella primavera 2012 inizieranno i lavori di recupero e valorizzazione di quest’area, finanziati con la L. R. 10/2000, tramite l’effettuazione di una copertura e col consolidamento delle strutture.
Nell’Area II (torre quadrangolare di età romana, appoggiata all’angolo sud-orientale della cinta) il nostro intervento si è limitato ad una ricognizione e sistemazione dello stato delle indagini e ad una bonifica dell’intera area, rientrando il sito di Colle Mazéit nel Progetto “Percorso delle Pievi e del Siti Archeologici”, itinerario di visite proposto, tra giugno e settembre 2011, da sette Comuni della Carnia, attraverso antiche Pievi ed aree archeologiche vicine alle Pievi. Quest’area è stata frequentata in più fasi, tra il II-I sec. a. C. ed il IV sec. d.C. E’ stata bonificata anche la cinta in pietre tra l’Area II e l’Area VII.
Sono stati ripresi i lavori nell’Area VI, che si snoda lungo il limite sud-occidentale della cinta in pietre, nel punto in cui arrivava il vecchio percorso che partiva dai piedi del Colle Mazéit e proseguiva fino alla Torre medievale. Oltre ad aver effettuato un’accurata bonifica con disboscamento dell’intera area, per renderla adeguatamente visitabile, è stato verificato, scavato e rilevato l’allineamento di buche di palo e di tagli nella roccia relativi a strutture insediative probabilmente protostoriche. Queste strutture erano state individuate negli anni 2004 e 2005 nel settore più orientale dell’area, dove sono emersi i resti più antichi. Come è noto, quest’area presenta complesse ed interessantissime tracce di frequentazione, inquadrabili tra il tardo neolitico (3600-3400 a. C.), l’età del bronzo recente/finale (XIV-X sec. a.C.), l’età del ferro evoluta (VI-V sec. a.C.), il periodo celtico e l’età romana tardo-repubblicana, primo-imperiale e medio-imperiale. E’ stata completata anche l’evidenziazione dell’ambiente di età romana con pavimento lastricato, relativo alla fase IV di generale ristrutturazione del villaggio.
L’area archeologica è stata anche dotata di due pannelli illustrativi, realizzati nell’ambito del Progetto “Percorso delle Pievi e dei Siti Archeologici”, finanziato con contributi statali e regionali ex L. 266/97.
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AIAC_652 - Via Dante, n. 20 - 2005
Durante i lavori edilizi a palazzo Casonato ad Asolo, effettuati con assistenza archeologica, dopo l’asporto di muri contemporanei e di strati di riporto di età medioevale e moderna, privi di strutture archeologicamente rilevanti, sono stati rinvenuti una struttura muraria romana e strati di crollo indisturbati che hanno reso necessario lo scavo stratigrafico estensivo. Nel corso dell’indagine archeologica sono stati individuati due ambienti, di cui uno costruito alla fine del I secolo a.C. e in uso fino agli inizi del III secolo d.C., ebbe una precisa funzione artigianale indirizzata alla lavorazione del ferro e nell’ultima fase, collocabile cronologicamente fra la metà del II secolo d.C. e l’inizio del III secolo d.C., anche del bronzo. La sua particolare conservazione strutturale e stratigrafica è stata garantita sia dal crollo del piano superiore, adibito a zona residenziale, sia dal fatto che esso era stato costruito operando un profondo taglio nella roccia testimoniato dalla presenza di due potenti muri perimetrali, la cui conservazione in alzato varia da 60 a 180 cm. L’ipotesi che si trattasse di un vano seminterrato ha trovato conferma anche nel fatto che il residuo di muro dell’altro ambiente è fondato ad una quota superiore di almeno 50 cm. Come considerazioni preliminari sul posizionamento di questa area nella topografia di Asolo romana si può affermare che per la prima volta si rinvengono testimonianze archeologiche significative nella zona a Nord delle terme. L’assenza di ritrovamenti aveva indotto ad ipotizzare un’area priva di costruzioni. Sulla base di queste evidenze si può supporre, invece, che almeno una parte di questa zona a Nord delle terme fosse occupata da ambienti artigianali (Annamaria Larese)