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Andrea Lai -
Università di Firenze

Season Team

  • AIAC_3764 - Scarceta - 2016
    Nell’ottobre 2016 nell’abitato dell’età del Bronzo di Scarceta si è svolta la campagna dello scavo 2016, affidato in concessione triennale 2016-2018 alla direzione scientifica di chi scrive e svolto con la collaborazione delle Università di Siena (prof. Lucia Sarti) e di Firenze (prof. Fabio Martini) e del Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria. L’insediamento, uno dei pochi contesti dell’età del Bronzo dell’Italia centrale dove si sia condotta un’indagine in estensione, si sviluppa su un versante collinare lungo le rive del Fiume Fiora in area boschiva interessata dalla presenza di estesi crolli di una piastra travertinosa. Fu insediato ininterrottamente dagli inizi della Media età del Bronzo - Facies di Grotta Nuova per tutto il Bronzo Medio e Recente fino ad una fase avanzata, ma non tarda, del Bronzo Finale / XVII-XI/X sec. a.C.). Vi è attestata un’attività metallurgica stanziale, sia per la fusione (Settore E), sia per la rifinitura dei manufatti metallici (Settore D), attività connesse al contesto territoriale noto per le presenze minerarie e il ritrovamento di significativi ripostigli dell’età del Bronzo. La Campagna 2016 si è articolata su due interventi: 1. Documentazione e rilievo tridimensionale, svolti sia nell’area di scavo (il Settore D), dove è stato completato il rilievo tridimensionale (GIS e Photoscan), sia nel sito, esteso su 6 ha, dove si è avviato il rilievo generale su base Lidar per il posizionamento e la georeferenziazione delle emergenze morfologiche dei crolli della piastra di travertino originaria, di ingrottamenti e forre, dei sentieri di attraversamento dell’area boschiva lungo i quali furono aperti i sondaggi delle prime Campagne di scavo 1970-1975, delle emergenze in superficie di materiale archeologico, delle evidenze significative (resti strutturali, crop mark, sistemazioni artificiali) e di “anomalie” da chiarire. 2. Scavo. Nel Settore D si è continuata l’indagine della casa 61 a pianta ellissoidale del Bronzo Recente (lunga, in senso NO-SE, m 21,30 e larga metri 10), nella quale nella Campagna 2015 si era raggiunto su tutta la superficie interna il piano pavimentale in concotto, per alcuni tratti perfettamente conservato (US 43), in altri molto degradato (US 247), e si erano evidenziati i probabili elementi strutturali perimetrali (buchi per palo). Con uno scavo stratigrafico d’alto dettaglio, si sono indagati gli elementi strutturali della casa (buchi per pali, canalina perimetrale di fondazione) e le relazioni tra interno, pavimentato, ed esterno, sia lungo il lato meridionale sia nell’area orientale per definire il sistema di copertura di questo tipo di grandi case: un modello che troviamo precocemente a Scarceta già nel Bronzo Recente (poi ribadito in questo stesso abitato nel Bronzo Finale con la casa-laboratorio 137) e che è attestato, in epoche successive, in altri siti come Sorgenti della Nova e Sovana (Bronzo Finale) o Monterozzi di Tarquinia (Villanoviano). Lo scavo ha permesso di individuare la presenza, a un passo regolare, di grossi pali, fondati in una canalina, foderati da graticcio intonacato e rincalzati all’esterno da grosse pietre infitte a coltello e, all’interno, da pietre di minori dimensioni. Lo scavo dell’area esterna ha infine messo in luce lungo il lato meridionale uno spesso strato drenante ottenuto dalla stesura regolare di piccole pietre e frammenti ceramici, mentre all’esterno del lato orientale della casa, lungo il quale si apre l’ingresso alla struttura, si è individuato un ampio sentiero di accesso con piano in concotto, perimetrato su un lato da strutture in pietrame e sull’altro da una probabile staccionata.
  • AIAC_3764 - Scarceta - 2017
    Dal 25 settembre al 29 ottobre 2017 si è svolta lo scavo nell’abitato dell’età del Bronzo di Manciano (GR) - località Scarceta, affidato in concessione triennale 2016-2018. Lo scavo ha interessato il Settore D, ubicato nella zona Nord del sito, nel punto più rilevato, ed ha coperto le seguenti aree di intervento: 1- il settore meridionale all’esterno del lato Sud della grande casa 61 del BR dove si sono evidenziate opere di livellamento e “di cantiere” relative alla costruzione della casa e al suo uso (piani di fuoco, concentrazioni di recipienti ceramici abbandonati) 2- il settore all’interno del lato S di 61, aperto in modo mirato per documentare e approfondire stratigraficamente questa porzione del contesto insediativo, di particolare interesse in quanto vede la concentrazione di alcune strutture legate a diverse fasi di vita dell’abitato, tra BM e BF. 3- l’area di una struttura di combustione -ES 250- al centro della casa 61 riferibile a un forno, del tipo a calotta, connesso al piano pavimentale concotto della casa. 4- la struttura accessoria 62, elemento residuo dei livelli del BF relativi alla casa-laboratorio 137. La Campagna di scavo è stata preceduta nell’inverno, dal 24 al 28 febbraio 2017, da una ricognizione totale del sito di Scarceta finalizzata alla definizione areale dell’abitato e delle sue pertinenze per l’elaborazione del GIS su base LIDAR. Ci soffermiamo in particolare su questo intervento, coordinato da Paolo Rondini, in quanto rappresenta una novità nell’ambito della tradizionale attività di ricerca sul sito. Il survey, concepito come integrazione delle regolari attività di scavo e rivolto a una più ampia copertura geografica, comprensiva dell’intera area boscata in località Scarceta, fino alle rive del fiume Fiora, ha i seguenti obiettivi: • effettuare un’attività di ricognizione archeologica estensiva dell’intera area del medio tratto del Fiora, in concomitanza con le località di podere Scarceta (Torareccia) e Le Marmare • pervenire a una migliore comprensione della geomorfologia del sito, con l’ausilio di strumenti digitali per la georeferenziazione e l’elaborazione dei dati in ambiente GIS, sfruttando i sistemi grafici LIDAR messi a disposizione dalla Regione Toscana • integrare i dati di scavo disponibili (campagne 1979-2016) con i risultati del survey 2017, per una migliore comprensione della strutturazione dell’abitato protostorico in relazione con il luogo e la sua morfologia • inquadrare da una prospettiva più ampia il ruolo di Scarceta nel più ampio contesto regionale nelle varie fasi della sua frequentazione (BM-BR-BF), anche in relazione alla viabilità storica e considerando le vie della percorrenza stagionale (transumanza). Metodologia e tempistica dei lavori. Il lavoro è stato svolto applicando una maglia stretta, concepita partendo dall’area di scavo denominata “Settore D” e ampliando il raggio in modo concentrico in tutte le direzioni, fino a coprire un’area totale di 12 Ha ca. Un ampio riscontro sulla presenza di materiali archeologici qualificanti è stato offerto dai disturbi provocati nel suolo dagli animali selvatici, soprattutto cinghiali. I materiali non permettono di spingersi oltre al sottolineare una buona affinità con le produzioni per cui il sito è noto. Risultati. É stato possibile, nel corso delle esplorazioni invernali, circoscrivere quali zone, nel perimetro considerato, presentassero le caratteristiche più adatte a un abitato, ovvero un terreno pianeggiante, ampio, con buona accessibilità. Scendendo verso il fiume si è rilevata una serie di pianori terrazzati, tutti insediati, che chiariscono come l’abitato si sia sviluppato in relazione al Fiora. Guardando i dati nel loro insieme si ottiene un areale archeologico che potremmo definire “fortemente probabile” per l’abitato di Scarceta, dell’estensione tra i 5 e i 6 ha (in passato si era data una stima di ca. 6 ha: cfr. POGGIANI KELLER 1999). Al suo interno si sono individuati due sentieri -in realtà passaggi obbligati a causa della morfologia rocciosa della collina- che conducono verso un punto preciso del fiume Fiora, e forse a un possibile punto di guado o un piccolo ponte.
  • AIAC_3797 - Pat - 2016
    Dal 25 maggio all’8 luglio 2016 si è svolto in Valle Camonica lo scavo di Ossimo-Pat, un esteso santuario megalitico dell’età del Rame, con riprese di frequentazione tra Bronzo Finale ed età del Ferro. La Campagna di scavo 2016 ha interessato i seguenti Settori: • il Settore centrale con allineamento di stele e massi menhir istoriati, nel quale sono state indagate le fosse di alloggiamento dei monoliti dislocati (perché scivolati o caduti o abbattuti). Procedendo da Sud verso Nord si sono indagate le fosse delle stele “Pat 22, 23, 24, 26, 13,15, 11e 12”, rilevandone la scarsa profondità (15-20 cm), anche in presenza di monoliti imponenti che superano i 2 m di altezza, l’uso di pietre di inzeppatura, in genere collocate lungo il lato a monte, cioè quello occidentale, la natura del riempimento, quasi sempre terreno limo-sabbioso, del tutto privo di reperti archeologici, salvo minuti frustoli carboniosi (nelle fosse di “Pat 23, 26, 11”); • il Settore settentrionale con recinti votivi. A Nord dell’allineamento di monoliti si estende un’area disseminata di recinti a doppio cerchio di pietre e struttura rettangolare interna (già scavati i circoli US 174, 173 ed ES 2), contenenti offerte “maschili” (cuspidi di freccia) o “femminili” (collana a più fili in perle di pietra e vaso) che attestano la reiterata frequentazione cerimoniale di questi luoghi di culto. Tra monoliti e circoli si trova la struttura sepolcrale in cista litica su piattaforma circolare in pietre scavata nel 2015 (US 227), pertinente ad un individuo maschile adulto (studio antropologico di Simona Marongiu). L’indagine del circolo 242 mostra una diversa struttura rispetto ai circoli scavati in precedenza che avevano all’interno del doppio cerchio di pietre una struttura rettangolare orientata NE-SO contenente le offerte. Il circolo 242, invece, presenta al centro una struttura circolare colma di pietrame sotto il quale sono deposte (e occultate) le offerte consistenti in cuspidi di freccia in selce di accurata fattura; • il Settore meridionale dei tumuli-cenotafi, dove si è scavato il Tumulo C con strutture connesse. Il tumulo C (US 256) ha forma circolare, con diametro E-O di m 5,05, N-S di 4,80 ca., copertura in sassi di medie dimensioni, perimetro in sassi più grossi infitti a coltello nel terreno. L’altezza del cumulo di pietre è di ca. 30 cm. Sopra è attestata una copertura in terra. Al centro si trova una struttura di forma sub-rettangolare con perimetro in pietre (US 271) e allineamento N-S, misurante m 2,30 N-S e 1,70 E-O e colmata da pietrame a scarsa matrice (US 286). Tolti i sassi che la colmavano, la struttura presenta il fondo regolarizzato nella parte Nord da pietre lastriformi (US 274) messe di piatto, in corrispondenza delle quali si rinvengono 15 punte di freccia in selce mentre un pugnale litico spezzato stava nella parte Sud. A breve distanza dal perimetro Sud ed Est del tumulo C si evidenziano anche altre strutture accessorie rispetto al tumulo, di forma circolare, due delle quali attribuibili a buchi per palo (segnacoli lignei?). Infine, una parte consistente delle ricerche è stata dedicata alla documentazione sul campo dei monumenti incisi rimasti in situ, tramite frottage, rilievo a contatto, foto digitali e 3D.