Name
Giacomo Casucci -
Università degli Studi di Firenze

Season Team

  • AIAC_3764 - Scarceta - 2016
    Nell’ottobre 2016 nell’abitato dell’età del Bronzo di Scarceta si è svolta la campagna dello scavo 2016, affidato in concessione triennale 2016-2018 alla direzione scientifica di chi scrive e svolto con la collaborazione delle Università di Siena (prof. Lucia Sarti) e di Firenze (prof. Fabio Martini) e del Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria. L’insediamento, uno dei pochi contesti dell’età del Bronzo dell’Italia centrale dove si sia condotta un’indagine in estensione, si sviluppa su un versante collinare lungo le rive del Fiume Fiora in area boschiva interessata dalla presenza di estesi crolli di una piastra travertinosa. Fu insediato ininterrottamente dagli inizi della Media età del Bronzo - Facies di Grotta Nuova per tutto il Bronzo Medio e Recente fino ad una fase avanzata, ma non tarda, del Bronzo Finale / XVII-XI/X sec. a.C.). Vi è attestata un’attività metallurgica stanziale, sia per la fusione (Settore E), sia per la rifinitura dei manufatti metallici (Settore D), attività connesse al contesto territoriale noto per le presenze minerarie e il ritrovamento di significativi ripostigli dell’età del Bronzo. La Campagna 2016 si è articolata su due interventi: 1. Documentazione e rilievo tridimensionale, svolti sia nell’area di scavo (il Settore D), dove è stato completato il rilievo tridimensionale (GIS e Photoscan), sia nel sito, esteso su 6 ha, dove si è avviato il rilievo generale su base Lidar per il posizionamento e la georeferenziazione delle emergenze morfologiche dei crolli della piastra di travertino originaria, di ingrottamenti e forre, dei sentieri di attraversamento dell’area boschiva lungo i quali furono aperti i sondaggi delle prime Campagne di scavo 1970-1975, delle emergenze in superficie di materiale archeologico, delle evidenze significative (resti strutturali, crop mark, sistemazioni artificiali) e di “anomalie” da chiarire. 2. Scavo. Nel Settore D si è continuata l’indagine della casa 61 a pianta ellissoidale del Bronzo Recente (lunga, in senso NO-SE, m 21,30 e larga metri 10), nella quale nella Campagna 2015 si era raggiunto su tutta la superficie interna il piano pavimentale in concotto, per alcuni tratti perfettamente conservato (US 43), in altri molto degradato (US 247), e si erano evidenziati i probabili elementi strutturali perimetrali (buchi per palo). Con uno scavo stratigrafico d’alto dettaglio, si sono indagati gli elementi strutturali della casa (buchi per pali, canalina perimetrale di fondazione) e le relazioni tra interno, pavimentato, ed esterno, sia lungo il lato meridionale sia nell’area orientale per definire il sistema di copertura di questo tipo di grandi case: un modello che troviamo precocemente a Scarceta già nel Bronzo Recente (poi ribadito in questo stesso abitato nel Bronzo Finale con la casa-laboratorio 137) e che è attestato, in epoche successive, in altri siti come Sorgenti della Nova e Sovana (Bronzo Finale) o Monterozzi di Tarquinia (Villanoviano). Lo scavo ha permesso di individuare la presenza, a un passo regolare, di grossi pali, fondati in una canalina, foderati da graticcio intonacato e rincalzati all’esterno da grosse pietre infitte a coltello e, all’interno, da pietre di minori dimensioni. Lo scavo dell’area esterna ha infine messo in luce lungo il lato meridionale uno spesso strato drenante ottenuto dalla stesura regolare di piccole pietre e frammenti ceramici, mentre all’esterno del lato orientale della casa, lungo il quale si apre l’ingresso alla struttura, si è individuato un ampio sentiero di accesso con piano in concotto, perimetrato su un lato da strutture in pietrame e sull’altro da una probabile staccionata.