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studenti Università di Barcellona Bologna, Pisa, Napoli, Torino e Bari, Roma “la Sapienza” e Bologna

Season Team

  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2016
    Dal 20 giugno al 30 luglio 2015 si è svolta l’undicesima campagna di ricerca archeologica a Montecorvino (comune di Volturino-FG). Questo intervento costituisce la nona stagione di scavo su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. In tale stagione si è proseguita l’esplorazione della residenza vescovile, addossata alla cattedrale (saggio I) e nel settore settentrionale dell’area castrense (saggi III-IV). Per ragioni logistiche, non è stato possibile proseguire la ricerca nell’abitato. _Area della cattedrale. Saggio I_ Le ricerche svolte nel 2016 nell’area dell’episcopio hanno portato avanti la strategia del 2015, finalizzata all’approfondimento della stratigrafia all’interno del corridoio 28, di collegamento fra chiesa ed episcopio stesso, al di sotto dei piani connessi alla costruzione e alla frequentazione del complesso vescovile. A quote più basse rispetto a tali livelli fondativi, in effetti, si è ritrovato un piano d’uso tagliato da quattro fosse funerarie, testimonianza di una più ampia area cimiteriale all’esterno sud della cattedrale. Due tombe, frutto della suddivisione di un’originaria unica fossa, presentano una struttura a “triplice risega” che permetteva l’appoggio delle lastre di differenti livelli di copertura. I resti ossei rinvenuti, privi di connessione, si riferiscono a un alto numero di individui. Un’altra tomba presentava una struttura ad ossario, con tre lastre infisse nelle pareti per l’appoggio delle deposizioni. Una maggiore estensione della necropoli è dimostrata dall’affioramento di sepolture anche al disotto dei livelli d’uso e costruttivi del contiguo amb. 38. Quest’ultimo spazio rappresenta un ampliamento occidentale del complesso episcopale; l’ambiente subì poi danneggiamenti che costrinsero ad un puntellamento con pali lignei. In questa fase ad ovest dell’ambiente 38 fu edificato un ulteriore ambiente, indagato ad ora parzialmente. Esso risulta separato dal vano 38 medesimo da uno stretto corridoio al quale si accedeva mediante una soglia a gradini, rialzata rispetto al piano di circolazione esterno, con un concio squadrato di riutilizzo. _Area del castrum_ _Settore Est. Saggio III_ In questo settore della zona signorile è proseguita la ricerca finalizzata a ricomporre il sistema di fossato, terrapieno e cinta muraria della rocca, già individuato negli anni scorsi. nel 2014 era stato individuato un fronte murario alla base del poggio castrale, che si concludeva con una testata, la quale pare contrassegnare un varco d’accesso al _castrum_. Sulla linea di questo setto, nel saggio 2016, non è stata trovata traccia di strutture; l’ingresso poteva dunque verosimilmente conformarsi in un sistema a barriere “sfalsate, o a “chicane”. E’ stato invece recuperato un segmento che pare ricollegabile alla cortina edificata controterra che corre a Est al suddetto muro, verso l’abitato, già in parte scavata negli ultimi anni; si ricostruisce dunque un lungo sviluppo murario, di andamento curvilineo che fungeva da opera di contenimento-terrazzamento-sostegno della fascia antistante l’ingresso bassomedievale alla zona signorile e alla rocca castrense, probabilmente in una fase, di fine XIII-XIV secolo, di parziale riempimento del fossato che divideva il _castrum_ dai quartieri urbani. _Settore Nord-Ovest. Saggio IV_ In questo settore del _castrum_, connotato dai resti di una torre “a puntone” è stato messo in luce un ulteriore tratto dello spesso setto murario che corre parallelo al lato occidentale del bastione; l’ampliamento e l’approfondimento dello scavo portano ora ad ipotizzare, seppure con necessità di verifiche, una sua preesistenza rispetto alla stessa torre ed una sua possibile, presumibile collocazione cronologica fra età bizantina e normanna. Lo scavo ha inoltre portato in evidenza unità murarie riferibili alla sistemazione dell’area in rapporto all’erezione del suddetto bastione; l’indagine ha poi ulteriormente esposto il fronte nordorientale della cinta muraria delle rocca in epoca angioina, leggibile su 12 m. Sulla stessa cinta furono poi attestati i muri perimetrali di alcuni ambienti: al già individuato amb. 34, si giustappongono, verso Est, altri spazi recintati: l’amb. 40 e forse un secondo che lo scavo ha solo prefigurato.