AIAC_2203 - Aquileia, Casa delle Bestie ferite - 2017Le ricerche condotte durante la campagna di maggio-giugno 2017 si sono concentrate su due trincee di circa 50 mq l’una, aperte lungo il bordo saggio settentrionale della porzione indagata nel corso del 2016.
L’intervento ha consentito di acquisire nuovi dati sulla planimetria e sullo sviluppo diacronico di un’abitazione posta a settentrione rispetto a quella indagata nel corso della scorsa campagna, da cui era separata mediante un _ambitus_ mantenuto in funzione almeno fino al IV secolo. I due sondaggi, distanziati tra loro da una decina di metri, presentano una suddivisione cronologica del tutto simile: la durata di vita dell’impianto, nelle sue diverse fasi edilizie, è compresa tra la primissima età imperiale e la metà del V sec. d.C., cui seguono periodi di abbandono e spoliazione.
Per quanto riguarda la trincea A, nel corso dell’età augustea o primo-imperiale vennero realizzati, nella porzione settentrionale, un ambiente privato pavimentato a mosaico e, nella porzione meridionale, un’area scoperta, probabilmente connessa all’ _ambitus_ summenzionato e in cui trovavano posto un pozzetto e una canaletta per lo scarico di acque. Nelle fasi medio e tardo antiche l’impianto dell’area non sembra essere stato particolarmente modificato nell’assetto; la corte continuò a mantenere la sua fisionomia originaria, seppur con alcune modifiche planimetriche che videro il rifacimento di alcune strutture murarie, nonché la realizzazione di una scala. Lo smantellamento del quartiere e il conseguente uso precario divennero evidenti dal V sec. d.C, quando prima un piano in malta di pessima fattura e poi immondezzai e attività artigianali minori si impostarono sulla rasatura delle strutture più antiche.
Analogo quadro complessivo si ritrova nella Trincea B. L’impianto della _domus_ venne completato durante l’epoca tiberiana, quando furono ultimati gli ambienti domestici e venne pavimentato in sesquipedali padani l’ _ambitus_ tra le due _domus_. Nel corso dell’età medio-imperiale, al di sopra dell’ambiente di prima fase venne realizzato un nuovo tessellato, scarsamente conservato e risarcito in alcuni punti da stesure di malta lisciata. In epoca tardo-imperiale, l’assetto planimetrico mutò radicalmente, non solo per il rifacimento dei piani pavimentali ma anche per la creazione di nuovi setti murari che chiusero l’originario _ambitus_: venne pertanto realizzato un nuovo accesso secondario per la _domus_, che si apriva su uno spazio pavimentato in lastre di pietra. Tale sistemazione venne presto modificata con la sostituzione di parte del lastricato, con la riduzione dello spazio domestico in favore di una corte scoperta monumentale e con la realizzazione di una nuova canaletta di scolo.
A partire dal VI secolo l’area intera andò incontro ad un progressivo abbandono ed uso precario, con conseguente spoliazione delle strutture.