Name
Alessio Pascolini

Season Director

  • AIAC_3745 - Pietrarossa - 2017
    Le indagini archeologiche condotte nel corso della terza campagna di scavo (2017) hanno continuato a far emergere importanti aspetti topografici propri del _municipium_ romano di _Trebiae_, prima incogniti o conosciuti soltanto in parte. L’attività di scavo si è concentrata unicamente nel settore II, con una indagine di tipo estensiva. Difficile allo stato attuale delle ricerche poter riconoscere con certezza l’esatta destinazione d’uso e funzione delle strutture emerse. Le murature intercettate, alla luce della loro tipologia e fattura, possono essere tuttavia interpretate, seppur al momento in via del tutto ipotetica, quali elementi strutturali pertinenti ad una _domus_ di età romana inquadrabile all’interno di un complesso insediativo caratterizzato da una lunga continuità di vita. Nell’Ambiente A, dotato di un piano pavimentale costituito da un tappeto musivo policromo, è possibile riconoscere un piccolo cubicolo. La pavimentazione presenta su di un fondo in tessellato monocromo bianco, un piccolo tappeto quadrato affiancato da una soglia rettangolare. Tessere, di piccole e medie dimensioni, di colore rosa e nero, unitamente al bianco, vanno a descrivere una interessante soluzione ornamentale con motivi vegetali e figurati che si alterna alle comuni cornici geometriche. La soglia, incorniciata da una doppia fascia in tessere nere e rosa, presenta un motivo con racemi di foglie di edera, con foglie cuoriformi, sorgenti da una decorazione centrale in cui sono presenti due pelte contrapposte campite in tessere rosa. Il tappeto centrale, presenta invece una decorazione più complessa con un ottagono, inscritto in un quadrato, il tutto definito da una treccia a due capi continua in tessere rosa, bianche e nere. Lo spazio interno dell’ottagono è a sua volta rimarcato da una seconda cornice, con onde correnti in nero fascia in rosa, che delimitano l’area occupata dalla decorazione centrale figurata della Gorgone. Il volto della gorgone, dai lineamenti piuttosto incerti, è definito da tessere di colore nero, bianco e rosa alle quali si aggiungono tessere in pasta vitrea impiegate per la descrizione delle due alette, che le incoronano la testa, e i serpenti che le circondano l’ovale del viso. La pavimentazione, in ottimale stato di conservazione, può essere collocata cronologicamente all’interno della cultura musiva di III secolo d.C. Le dimensioni contenute e lo sviluppo controllato dei diversi vani permettono inoltre di riconoscere tale complesso come una struttura abitativa probabilmente pertinente ad un insediamento di carattere urbano, impossibilitato quindi ad estendersi su ampie superfici. Decisamente più incerta risulta invece la comprensione ed interpretazione dell’Ambiente G, vano di grandi dimensioni contraddistinto da una pavimentazione realizzata mediante l’impiego di tessere musive di colore rosa e nero che vanno a definire scene di ambientazione marina con figure mitologiche. Si tratta nello specifico di nove grandi immagini disposte in maniera regolare su tre diversi registri. Si alternano rappresentazioni di animali, quali cervo, cavallo, toro e serpente, a figure antropomorfe, entrambe dotate di corpi pisciformi. Alcune delle figure animali risultano inoltre cavalcate da piccoli eroti alati. Lo studio preliminare dei materiali ceramici, vitrei, e numismatici rinvenuti nel corso delle operazioni di scavo ha documentato una frequentazione del sito che comprende al momento la fascia cronologica compresa tra il III secolo a.C. e il VII secolo d.C. Già ad una analisi preliminare dei manufatti è stato possibile definire una seriazione cronologica che consente di associare i reperti alle varie strutture identificate.

Season Team

  • AIAC_959 - Cencelle - 2017
    Lo scavo si è svolto fra il 28 agosto e il 8 ottobre, seguito da attività di documentazione nel mese di novembre. Le indagini hanno riguardato i settori VI, VII (diviso in VII a e VIIb), X, XI. Settore VI: E' proseguito lo scavo della cisterna, continuando la rimozione di uno strato composto da terra humifera con grandi blocchi litici, frammenti di lastrine marmoree, depositato in età contemporanea. Settore VIIa: Si è proseguito con lo scavo dell'area cimiteriale connessa con la chiesa romanica. Le attività si sono concentrate nella zona settentrionale, dove l'orografia del terreno mostrava ancora maggiori livelli di interri. Al di sotto del livello più basso di sepolture è emerso uno strato costituito da un interro discontinuo, che prosegue al di sotto della fondazione della grande aula absidata; rappresenta lo strato di regolarizzazione del domo trachitico, realizzato al momento delle pianificazione urbanistica altomedievale. Lo scavo ha restituito 114 inumati in fosse tarragne con l'eccezione di due casse litiche attribuibili alla fase di XIII-XIV secolo: una di esse ospitava 5 inumati, due dei quali subadulti. Le restanti deposizioni presentano una disposizione in file parallele con un tendenziale orientamento nord-sud. Vanno segnalate due sepolture, una con collocazione intenzionale di una pietra nel cavo orale, ed una con parto _post mortem_. Settore VIIb: Si intendeva comprendere la zona di ingresso della grande aula absidata e la sua relazione con il circuito urbano. Nella porzione sud-est del settore è stato rinvenuto un piano pavimentale realizzato in blocchi di trachite di medie dimensioni allettati di piatto, inquadrabile tra VIII e IX secolo d.C. Questo risulta coperto da una ulteriore pavimentazione realizzata anch'essa in blocchi di trachite, ma di piccole dimensioni, riferibile ad un intervento di ristrutturazione dell’edificio, ed in fase con il primo allestimento di una sepoltura privilegiata in muratura, in appoggio ad una struttura in blocchi di tufo di grandi dimensioni, inquadrabile tra IX secolo e X secolo. In età tardomedievale l’edificio è completamente obliterato dall’area cimiteriale legata alla chiesa romanica, con l'unica eccezione della cassa in muratura che continua a svolgere la sua funzione di area privilegiata di sepoltura. In una fase successiva venne realizzato un grande ambiente quadrangolare perpendicolare alle mura urbiche, databile alla fase comunale della città. Settore X: E' stato proseguito lo scavo di un grande impianto, al che sembra potersi attribuire una funzione militare, collegato alle mura urbiche della città, con un _terminus ante quem_ non di metà del XIII secolo. Appartengono ad un periodo sicuramente posteriore al XIV secolo le stratigrafie poste a quote superiori, comprendenti anche 5 sepolture, che confermano la defunizonalizzazione dell'impianto. Settore XI: Scopo dell'apertura di questo nuovo settore è stata la volontà di comprendere le relazioni topografiche e spaziali dell'area pubblica con il quadrante nord-occidentale della città, separati da un forte dislivello, di comprendere l'andamento della rete viaria. La prima fase è rappresentata da una casa torre in tufo, la cui quota di spiccato esterna è molto più alta di quella interna, così da compensare il forte dislivello della collina. In una seconda fase la casa torre viene in parte destrutturata per la costruzione di un portico con orientamento sud-est/nord-ovest, con tetto in tegole.