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Season Team
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AIAC_3026 - Nora, quartiere nord-occidentale - 2017La campagna di scavo del 2017 è stata finalizzata al recupero e al controllo di dati emersi in anni recenti, nell’ottica di ricostruire la seriazione cronologica della vita del quartiere.
Per tale motivo si è ripresa l’indagine del vano D10 (2016), ampliandone l’area per comprendere il rapporto tra il cd. _macellum_ e le Piccole terme, così da ricostruire il tessuto urbanistico della zona prima dell’intervento di età severiana, a cui si lega la struttura termale. E’ stato possibile individuare uno spazio a valenza artigianale, forse un _pistrinum_ (?) con la porta carraia che affaccia sul portico della via portuale e con una porta pedonale laterale. Purtroppo le condizioni metereologiche non hanno permesso un ulteriore approfondimento dell’indagine con la conferma della funzione, suggerita dalla presenza di due circoli di pietre su cui potevano poggiare le macine.
E’ stata ripresa anche l’indagine nell’area retrostante l’edificio termale, dove nel 2014 si era proceduto con un intervento mirato per permettere la costruzione della copertura del mosaico dell’ _apodyterium_. Qui nel 2011 si erano individuati tre lati di un vano, di cui uno formato da un tramezzo in mattoni crudi, intonacato in bianco con banda rossa e blu. La campagna di quest’anno ha permesso di determinare anche il quarto lato di questo ambiente, che viene utilizzato per scaricarvi materiale edilizio proveniente dal finitimo edificio termale, quando non è più in uso (V sec. d.C.?). Dopo un periodo di abbandono viene costruito un muro, pressoché privo di fondamenta (si imposta direttamente sul terreno), che, insieme ad altre evidenze ad esso collegate, rappresenta il periodo seriore di vita nel quartiere.
Proprio per comprendere le fasi tarde del quartiere, a seguito di un rilievo con stazione totale delle emergenze, si è scelta una nuova zona d’indagine (C2) in uno spazio, che non dovrebbe essere stato toccato da ricerche precedenti. All’interno dell’area delimitata da murature, si riconoscono diversi strati ricchi di materiali edilizi, riferibili ad un crollo dilazionato nel tempo, con una continuità di frequentazione finalizzata allo scarico di rifiuti e alla parziale spoliazione delle macerie.
L’attività di scavo di quest’anno rappresenta solo un momento di indagine in un quadro di ricerca di ampio respiro; i risultati dovranno essere letti in rapporto sia alla stratigrafia delle aree già indagate sia considerando le informazioni fornite dallo studio del materiale.
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AIAC_4643 - Pompei, regio VII, insula 14 - 2018
Durante la campagna 2018 la ricerca è proseguita nelle aree delle botteghe accessibili ai civici 1 e 2 e 8. All’interno della bottega al civico 1 (vano 1.2) l’indagine ha permesso di mettere in luce lacerti di stratificazioni inquadrabili nell’ambito del periodo compreso tra la fine del I sec. a.C. e il 79 d.C. Si tratta di stratificazioni che testimoniano una radicale trasformazione nell’utilizzo dell’area, che comporta anche un netto rialzamento dei piani di calpestio. Questa operazione viene effettuata tramite l’accumulo, nell’area, di alcuni potenti strati di terra e macerie edilizie. I materiali rinvenuti all’interno di questo contesto sono attualmente in corso di studio. Nell’area della bottega al civico 2 si è approfondito lo scavo del vano 2.1, portando in luce tracce di strutture in materiale leggero, verosimilmente riferibili ad una delle ultime fasi di vita della bottega. Si è contestualmente proceduto allo scavo del vano 2.3 all’interno del quale, nel 79 d.C., era stata allestita una piccola latrina in muratura. Tramite una tubatura in ceramica che si conserva sul muro settentrionale del vano 2.3, il pozzo di raccolta di questa struttura era connesso ad una seconda latrina, che doveva essere posizionata al piano sopraelevato.
L’indagine all’interno della bottega accessibile al civico 8 si è concentrata nel vano di ingresso (vano 8.1) ed ha consentito di mettere in luce i lacerti di alcune strutture murarie. Questi allestimenti costituiscono probabilmente una testimonianza dell’assetto che doveva caratterizzare la bottega nel periodo precedente lo sciame sismico che interessò la città nel corso degli anni Sessanta del I secolo d.C.