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Kelsey Madden, University of Sheffield

Season Team

  • AIAC_1143 - Vagnari - 2017
    Gli scavi sono andati avanti nel _vicus_ di Vagnari nell'estate del 2017, la sesta stagione di ricerca qui dell’Università di Sheffield. Il lavoro si è concentrato sul lato orientale di un edificio parzialmente scavato nel 2015 in cui fu preservata un’area vinaria romana. Nel 2016 in questa parte del sito sono state trovate delle buche di stoccaggio circolari pieni di ceramiche e altri manufatti del II secolo a.C. che suggeriva l'esistenza di un insediamento a Vagnari antecedente al complesso imperiale romano. Per esaminare questo più approfonditamente, il lavoro del 2017 si è concentrato sull'indagine di un area adiacente, non scavata, del _vicus_ e sullo scavo di depositi ed elementi più profondi di tre piccole trincee che non erano state completamente indagate nelle precedenti campagne. I risultati di questo lavoro sono delineati di seguito. L'esistenza di un insediamento tra il II e la metà del I secolo a.C. è attestata dalle buche di stoccaggio piene di rifiuti e da ceramica trovata in diverse aree immediatamente sopra il sottosuolo naturale. Questo insediamento, probabilmente in mani private come parte dell'appropriazione dell'élite senatoriale della terra di stato romana, seguendo la conquista della Puglia nel III secolo a.C., è antecedente la costruzione del _vicus_ del complesso imperiale. Nella fase successiva del sito, sono stati costruiti nuovi edifici con muri e canali di scolo ben fatti, dove c’erano molte buche di stoccaggio. Le ceramiche confermano che questa seconda fase risale all'inizio del I sec. d.C., e la sua cultura materiale potrebbe indicare un nuovo afflusso di coloni. Perciò sono chiare due fasi distinte dell'attività di insediamento, con un evidente "interruzione" dell'occupazione e un cambiamento negli assemblaggi ceramici tra la metà del I sec d.C., quando l'insediamento pre-imperiale era giunto alla fine, e una rinnovata occupazione e attività edilizia nei primi anni del I sec. d.C., quando l'imperatore romano acquisì il territorio come fonte di reddito e stabilì il _vicus_ imperiale. Quando al _vicus_ fu aggiunta un’area vinaria, i bacini, tagliati nel terreno per i dolia intaccarono due canali di scolo della prima metà del I sec. d.C. rendendoli inutilizzabili. L’area vinaria, quindi, sembra risalire alla fine del I secolo o al II sec. d.C. Non è ancora chiaro con precisione per quanto tempo fu usata, ma nel IV secolo alcuni _dolia_ furono completamente rimossi o frantumati, lasciando solo la base o la terzultima parte del contenitore sul posto. Frammenti di ceramiche datati al V secolo in una trincea di un muro indicano chiaramente che le strutture del _vicus_ venivano utilizzate per la pietra e i materiali da costruzione, quasi certamente per il nuovo, più piccolo villaggio che era stato costruito in quel periodo, dall'altro lato del burrone, come gli scavi dell'Università di Foggia nel 2001/2002 hanno evidenziato. Il nostro lavoro nel 2017, quindi, ha gettato luce non solo sulle prime fasi di occupazione a Vagnari, ma anche sulla fine dell'insediamento e il recupero di materiali da quest’ultimo. _Vagnari-Cemetery_ La campagna di scavo del 2017 nel cimitero di Vagnari prevedeva l'apertura di una nuova trincea (10m E-W da 6m N-S) immediatamente a ovest degli scavi del 2016, mostrando ulteriormente l'estensione settentrionale del cimitero. Abbiamo anche riaperto una trincea nella zona sud del cimitero che è stata inizialmente scavata nel 2003 da Hans vanderLeest (Mount Allison University, Canada). Questa trincea a sud fu originariamente aperta per indagare su una forte anomalia evidenziata dall'indagine geofisica, ma gli scavi rivelarono la presenza di ulteriori sepolture “alla cappuccina”, così il lavoro nell'area fu interrotto e nessuna tomba scavata. La trincea del 2017 era di 4m (E-O) di 5m (N-S) e sono state messe in luce tre sepolture, con la partecipazione di una squadra di studenti delle scuole superiori della comunità di Gravina in Puglia. Nella campagna di scavo del 2017 abbiamo identificato un totale di 16 tombe di cui ne abbiamo scavate 10. Come negli anni precedenti, la maggior parte delle tombe scavate erano "alla cappuccina", contenente inumazioni sia di bambini che di adulti in posizione supina con corredi funeri posti lungo le gambe e i piedi. Due sepolture avevano coperture di tegole lisce rinforzate con grandi quantità di roccia e malta. Entrambe queste sepolture avevano anche tubi di libagione (costruiti da imbrices curvi) inseriti verticalmente nella sepoltura e tenuti in posizione dalla malta e dalle rocce circostanti. Di particolare interesse è stata la presenza di un pezzo di piombo liscio, circolare e perforato che copriva uno dei tubi di libagione di una delle sepolture (F333), la prima ad essere scoperta in questo cimitero (Fig. 2). Tre delle sepolture scavate in questa stagione sembrano essere state disturbate nell'antichità, includendo una sepoltura (F342) che è unica per il cimitero poiché la prima con una "cassa in laterizio" all'interno della struttura della tomba a cappuccina disturbate. Fortunatamente, una moneta in lega di bronzo è stata recuperata da una sezione non intaccata della sepoltura, rendendo così possibile fornire un _range_ cronologico per questa sepoltura. Un'altra tomba intaccata sembra essere stata una semplice sepoltura (F339) che è stata interessata dalla costruzione di una tomba successiva (non ancora scavata). L'analisi osteologica preliminare degli scheletri scavati nel 2017 indica che nelle tombe c’erano quattro adulti, un adolescente (~ 15 anni di età) e sei bambini. Il numero complessivo deli scheletri (n = 11) è maggiore del numero totale di tombe scavate (n = 10), perché i resti di un bambino (~ 1-2 anni) sono stati depositati immediatamente fuori della sepoltura ”alla cappuccina” di un adolescente (F345a eb). I corredi funerari recuperati dalle sepolture non intaccate sono simili a quelli trovati negli anni precedenti, costituiti tipicamente da vasi di ceramica, lampade, chiodi di ferro o un grande chiodo di ferro, oggetti in ferro e di ornamento personale (per esempio spille, pinzette, anelli , orecchini). Ad oggi sono state scavate circa 140 sepolture nel cimitero di Vagnari, uno dei più grandi esempi di cimitero romano rurale del sud Italia.
  • AIAC_4684 - Santa Maria della Strada - 2022
    La stagione di scavo 2022 nella villa romana di Matrice (Campobasso), nei pressi della chiesa di Santa Maria della Strada, è stata intrapresa in risposta alle domande sorte durante la preparazione della monografia finale dello scavo. Sono state prese in considerazione tre aree che erano state indagate nelle stagioni tra il 1980 e il 1984. Lo scavo del 1983 all'esterno del muro settentrionale della villa ha rivelato un deposito di ceramica tardoantica che ha fornito prove dell'occupazione del V secolo d.C.. Gli scavatori avevano notato la continuazione di questo strato nella sezione orientale. Una trincea mirata, di 1,5 m per 3 m, ha quindi ampliato il sondaggio del 1983 per recuperare l'intero assemblaggio. Gli scavi del 1983 avevano anche rivelato un'area di produzione, con 3 dolia, nell'angolo nord-est della villa, datata da Lloyd al I secolo d.C.. Tuttavia, il riesame della ceramica e della sequenza strutturale indicava la necessità di ulteriori prove per la costruzione del muro orientale e la creazione del complesso produttivo. L'ultima area riesaminata si trovava nella zona centrale della villa, dove gli scavi precedenti avevano registrato una serie di grandi blocchi di calcare rozzamente rifilati, interpretati da Lloyd come una fattoria del II secolo a.C.. Sebbene l'intera estensione della struttura sia sconosciuta a causa della costruzione di una strada moderna che taglia in due il sito, è stato scavato un piccolo sondaggio nell'angolo nord-est dell'edificio con l'obiettivo di confermarne la cronologia e la funzione.