Name
Francesca Sogliani - IBAM-CNR

Season Team

  • AIAC_270 - Jure Vetere Sottano area Jacoi - 2002
    Nel mese di luglio 2002 ha avuto inizio la prima campagna di indagini archeologiche presso la località denominata Jure Vetere Sottano, ubicata a circa km 5 ad ovest dal centro di S. Giovanni in Fiore (CS), sull’altopiano silano. L’area interessata dalle indagini, si sviluppa su due terrazze digradanti dolcemente verso sud a livelli diversi (da 1090 a 1041 m s.l.m), appartenenti ad una piccola collina di forma allungata, orientata in senso E/W e delimitata verso il lato settentrionale dalla strada asfaltata Garga-Ceraso e da un torrente denominato “Pino bucato”, affluente del fiume Arvo, e verso meridione dal percorso dello stesso Arvo. Nel punto più alto settentrionale della collina, dove sono concentrate le indagini archeologiche, il terreno è composto prevalentemente da strati di consistenza friabile a matrice sabbiosa; sotto lo strato superficiale (spesso dai 20 ai 40-50 cm) la stratificazione archeologica raggiunge, fino al banco di terreno vergine, la profondità di 1,10 – 1,20 m. Le prime notizie documentarie in nostro possesso riguardanti la costituzione di una prima comunità di monaci voluta da Gioacchino da Fiore nel sito di Jure Vetere sono legate ad un privilegio dell’anno 1191, con il quale il re normanno Tancredi, succeduto a Guglielmo il Buono e fattosi incoronare re di Sicilia a Palermo nel gennaio del 1190, concede a Gioacchino il possesso del territorio “nel luogo chiamato Fiore”. L’intervento di scavo archeologico ha avuto inizio realizzando un saggio esplorativo con il lato lungo orientato nord-sud, nel punto in cui - secondo i risultati delle indagini georadar del 2001 - doveva ricadere la parte terminale orientale dell’edificio. Il saggio del 2002 ha consentito di individuare due fasi costruttive successive relative a due diversi edifici a carattere religioso, il più recente con abside semicircolare e il più antico con abside quadrangolare e una fase di frequentazione databile ad età post-medievale.
  • AIAC_270 - Jure Vetere Sottano area Jacoi - 2003
    Nei mesi di giugno e luglio si è svolta la seconda campagna di scavo archeologico presso la località denominata Jure Vetere. In questa seconda campagna si è ampliata l’area di scavo verso occidente, comprendendo la porzione dell’edificio religioso relativo alla seconda fase costruttiva (CF- Corpo di fabbrica 1) che corrisponde alla navata centrale, fino ai muri perimetrali ovest dove doveva essere ubicato l’ingresso; verso nord per mettere in luce l’ala settentrionale dell’intero complesso delimitata dal muro conservato in affioramento ed infine verso sud per completare la lettura dell’articolazione planimetrica dell’edificio monastico nella parte meridionale. L’area di scavo, estesa durante la prima campagna 2002 su una superficie di c.ca 225 mq, è stata ampliata fino a raggiungere c.ca 540 mq. Dei due edifici a carattere religioso già identificati, il più recente (CF 1) risulta articolato in una navata centrale larga m 8.10 e lunga c.ca m 26, desinente in un coro rettilineo largo m 5.10 e profondo m 4.65. La navata è affiancata sui due lati nord e sud da due ambienti speculari terminanti con due piccole absidi semicircolari, larghi circa m 3.80, la cui estensione in lunghezza risulta al momento valutabile solo per l’ambiente a sud, delimitato da un muro ad ovest e pertanto interpretabile come una cappella laterale. L’ambiente a settentrione è definito da strutture murarie conservate per un’altezza variabile tra m 0.30 e m 0.60, realizzate con una tecnica irregolare senza corsi che utilizza blocchi di microgranito locale e conci di granodiorite (granito grigio silano) di reimpiego. Nell’ambiente a sud i muri perimetrali sono presenti solo relativamente alle platee di fondazione, larghe c.ca m 1.10; un’ulteriore estensione del complesso monastico verso sud (ala orientale del chiostro?) è suggerita dalla presenza di due setti murari con andamento nord-sud, che proseguono oltre l’attuale limite di scavo. Alla navata centrale si accedeva tramite un ingresso principale ubicato sul lato corto occidentale ed un ingresso secondario ubicato a metà circa del lato lungo meridionale, il quale metteva probabilmente in comunicazione la chiesa con gli annessi a sud; tali ingressi risultavano definiti da stipiti in pietra, spoliati in antico. Un ulteriore ingresso è stato identificato all’estremità occidentale dell’ala che si sviluppa a nord della navata centrale all’esterno della quale è stato messo in luce il piano di calpestio relativo al cantiere per la realizzazione dell’edificio, reso evidente da abbondanti chiazze di malta a base di calce e da residui di lavorazione del materiale lapideo. In base ai manufatti archeologici rinvenuti, è possibile quindi ipotizzare che le strutture rinvenute, relative ai due edifici religiosi siano da mettere in relazione con la fondazione e la breve fase di frequentazione del protocenobio di Gioacchino da Fiore, avvenuta in questo luogo dell’altipiano silano inter frigidissimas alpes, come ricordato dalle fonti, tra gli ultimi anni del XII secolo e i primi decenni del secolo successivo. Nell’ambito delle indagini 2003 si è provveduto inoltre ad effettuare alcuni interventi di ricognizione topografica sul pianoro stesso e nel bacino di approvvigionamento del materiale edilizio utilizzato per la costruzione degli edifici ed inoltre interventi di precatalogazione dei manufatti mobili e delle tecniche edilizie, nonché un primo intervento sullo scavo di analisi dei reperti macrobotanici.