Name
Teresa D'Ambrosio
Organisation Name
Giardini e Paesaggi

Season Team

  • AIAC_1030 - Cascina Roma - 2006
    Una necropoli con notevoli corredi di età tardoromana e una inconsueta tomba del I sec. d.C. sono venute in luce a Bernate Ticino (MI) nel corso dei lavori per la costruzione della linea ferroviaria Alta Capacità Torino-Milano. Tale ritrovamento costituisce una scoperta molto interessante dal momento che sono piuttosto rare, soprattutto nell’area milanese, le tombe tardoromane edite e scavate in epoca recente per le quali si possa contare su dati sicuri inerenti sia le strutture tombali, sia i corredi, mentre del tutto anomala si presenta la tomba di I sec. d.C. con una particolare struttura a cassa di ciottoli e corredo composto da vetro, oro e ambra. (Laura Simone Zopfi)
  • AIAC_134 - Lucernate di Rho - 2005
    Il controllo sistematico di tutti i lavori che interessano il sottosuolo sui cantieri per la realizzazione della linea ferroviaria Alta Capacità sulla linea Torino-Milano - tratta Novara-Milano, ha consentito di individuare a Rho-Lucernate un’estesa area archeologica, suddivisa in tre settori di indagine che sono stati oggetto di scavo stratigrafico: il Settore 1 centrale e il Settore 2 a ovest, dove sono state riconosciute le piante di due edifici di forma rettangolare, e il Settore 3 a est dove erano sistemate strutture isolate o legate tra loro a formare dei piani a carattere drenante e una serie di buche di palo. L’interpretazione di massima è che si tratti di un complesso rustico di epoca romana, utilizzato con continuità ma con varie trasformazioni edilizie, tra il I e il V secolo d.C., termini temporali entro i quali sono databili le monete e la ceramica ritrovate. Inoltre si è rinvenuta una sepoltura di età tardoromana, con interessante corredo (bicchiere vitreo, bracciali a testa di serpe e orecchini a terminazione poliedrica) databile tra la seconda metà del IV e il V secolo d.C. (Laura Simone Zopfi, Mariagrazia La Spada)
  • AIAC_288 - Via Roma - 2006
    La presenza dei resti di tombe sconvolte ad incinerazione indiretta con materiali del III-inizi IV sec. d.C. è stata segnalata da privati cittadini che notarono nelle sezioni di un cantiere edile alcune sacche di terreno contenenti frammenti ceramici e laterizi. Purtroppo al momento del sopralluogo in cantiere le operazioni di scavo erano già state ultimate e si stava procedendo all’armatura delle fondazioni dei nuovi edifici. Si è dunque potuto soltanto procedere a sondaggi limitati al bordo del cantiere nel tentativo di reperire il maggior numero possibile.di dati. Le tombe non erano conservate nella loro struttura originaria poiché probabilmente violate già in antico e, in epoca recente, compromesse da ripetuti passaggi di macchine agricole: si presentavano come concentrazioni di terreno ricco di componenti carboniosi di colore nerastro misto a laterizi in frammenti, ben distinto dallo strato limo-argilloso sterile tipico della geomorfologia locale. In totale, comunque, si ritiene di aver individuato con certezza le tracce di almeno cinque sepolture. I frammenti ceramici recuperati sono esclusivamente di ceramica comune ascrivibili al III-inizi IV sec. d.C. e i numerosi frammenti di embrici fanno supporre che le strutture tombali fossero costituite da cassette laterizie. Tra le forme ceramiche predominano nettamente le olle ma sono presenti anche coperchi, mortai a listello e un frammento di orlo di anfora tipo S. Lorenzo 7 (BRUNO S. 1996) La depredazione e l’obliterazione delle tombe è confermata dal ritrovamento di una porzione di acciottolato stradale, antico ma non databile con esattezza, che copriva il fondo della fossa della tomba 2 e inglobava frammenti ceramici ad essa pertinenti. La sua realizzazione non sembra tener conto della sepoltura di cui dovevano essere sparite le tracce e la memoria. Del resto un simile fenomeno di spoliazione antica è stato riscontrato anche nella necropoli coeva di Cornate d’Adda (MI) (Laura Simone Zopfi).