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Angelo Lando

Season Team

  • AIAC_886 - Lucone - 2017
    La campagna 2017 ha interessato il Settore 2, la nuova area di scavo aperta nel 2016, e ha preso avvio a metà luglio per poi finire agli inizi di settembre. Già lo scavo 2016 aveva evidenziato che il Settore 2 si poteva suddividere in una fascia Est, molto simile al vicino Settore 1, pertinente ancora all’area fortemente antropizzata del villaggio, anche se presentava già qualche elemento di interazione con il bacino lacustre. Mentre molto diversa era la parte Ovest del Settore che si presentava molto meno antropizzata, con ampie unità stratigrafiche torbose, sostanzialmente di origine naturale. Tra queste aree correva poi una fascia ad andamento NW-SE caratterizzata da estese lenti di scarico, in parte con componenti vegetali, in parte con componenti argillose, interdigitate tra di loro in maniera complessa e formanti una sorta di cordolo. Questa particolare situazione segnava probabilmente il limite verso lago del villaggio palafitticolo. La campagna di scavo 2017 si è concentrata soprattutto nello scavo dei livelli formanti questo cordolo nel tentativo di definire i loro complessi rapporti stratigrafici e la natura di questo tipo di deposizione e dei livelli limosi ricchi di materiali presenti nella parte pertinente all’area più antropizzata. Proprio al limite di quest’area, in prossimità della linea degli scarichi, nell’ambito di Unità Stratigrafiche limo-torbose (US 474-9) è stato rinvenuto un nuovo elemento ligneo interessante. Si tratta della parte terminale di una trave orizzontale (EL 995/1074) originariamente con almeno tre fori quadrangolari, che è stata trovata con un travetto rastremato ancora infisso in uno dei fori (EL 1092). Questi elementi fanno probabilmente parte di tutta una serie di parti strutturali comprendenti le due lunghe travi multiforate (ELL 1104 e 1205) rinvenute gli anni scorsi, che apparteneva alla prima palafitta del Lucone D, che poi nelle prime fasi di vita del secondo villaggio è stata defunzionalizzata. In prossimità della parte terminale della trave EL 1074 sono stati rinvenuti un frammento di assicella con foro nella porzione distale, affine ad altre due tavole rinvenute nei livelli dell’incendio del Settore 1, e un grande cesto collassato su un fianco. Anche la campagna di scavo 2017 ha restituito abbondanti reperti di interesse archeologico. Predomina naturalmente la classe ceramica con numerosi vasi integri o con qualche lacuna, oppure perfettamente ricongiungibili. Presenti ma non in grande numero sono le fusaiole in terracotta, così come gli strumenti in pietra. Pochi sono gli strumenti in selce, in gran parte raschiatoi multipli o elementi di falcetto, ma anche qualche raro grattatoio. In pietra levigata bisogna segnalare un bell’esempio di brassard d’archer. In osso-corno sono stati rinvenuti vari punteruoli e due anelloni in corno di cervo, elementi probabilmente d’ornamento al pari dei pendagli in conchiglia, dei frequenti segmenti di dentalium e dei vaghi ricavati dal seme di Staphylea pinnata. Tra i materiali più interessanti naturalmente si possono annoverare gli strumenti in legno, come un’immanicatura d’ascia in legno che reca ancora i segni del legaccio in cuoio, uno strumento di probabile uso agricolo tradizionalmente definito pseudozappa, una mazzetta in legno e il già citato cesto in rametti intrecciati